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title: Figlie di Stem
description: Mario Draghi vuole investire un miliardo di euro per potenziare l’insegnamento delle materie Stem e superare il divario di genere.
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/02/Materie-Stem.png
date: 2022-02-18
author: Annalisa Grandi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/figlie-di-stem/
categories: [Evidenza, Società]
tags: [donne, Italia, lavoro, università]
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# Figlie di Stem

![Materie Stem](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/02/Materie-Stem.png)

Mario Draghi ha annunciato di voler investire un miliardo di euro – dei trenta previsti dal Pnrr destinati alla ricerca – per potenziare l’insegnamento delle materie Stem allo scopo anche di superare il divario di genere che tuttora esiste nel nostro Paese. Ci si chiede se questo possa bastare.

**Le dichiarazioni di intenti** sono spesso molto belle da ascoltare ma la loro **realizzazione pratica** alle volte è tutt’altro che semplice. È il caso del **presidente del Consiglio** che in occasione della sua visita ai laboratori del **Gran Sasso** ha annunciato di voler investire un miliardo di euro – dei trenta previsti dal **Pnrr** da destinare alla ricerca – per **potenziare l’insegnamento delle materie Stem**, ovvero **scienze tecnologia ingegneria e matematica**, allo scopo anche di **superare il divario di genere** che tuttora esiste nel nostro Paese: sul totale dei laureati, il 37% dei maschi ha una laurea in queste discipline, mentre le donne che scelgono questo percorso sono soltanto il 16,5%, meno della metà.

**L’obbiettivo dichiarato da Mario Draghi** è arrivare al **35%** ma come si collega un aumento certo lodevole di **investimenti** alla **garanzia** di una crescita del numero di ragazze che scelgono questo tipo di percorso? Cosa significa nella pratica? Un tema è quello del **potenziamento di questi corsi di studio**, rispetto ai quali peraltro il ministro dell’Istruzione **Bianchi** ha sottolineato che **mancano anche i docenti**.

E poi il tema della **ricerca**, l’annosa questione dei nostri ricercatori e delle nostre ricercatrici che alla fine scappano **all’estero** perché **in Italia** sono **sottopagati**. Ma coniugare tutto questo a un tema di genere è **complicato**, non è meramente una questione di soldi, oltre al fatto che sempre dovrebbe valere la regola che **si premia il merito** e non l’appartenenza a questa o quella categoria o a questo o quell’altro genere. **Il problema forse è più profondo**.

Come ha sottolineato **Margherita Hack** già oltre un decennio fa, è legato agli **stereotipi** più che alla **quantità di finanziamenti**. È chiaro che siano necessari **più soldi per la ricerca e per l’istruzione**, ma l’imbuto si crea poi nel **mondo del lavoro**: se ancora sopravvive l’idea che certi ruoli siano prettamente o principalmente maschili, non se ne esce. Ed è difficile che **a più donne** venga voglia di cimentarsi in **percorsi di studi complicati** per poi ritrovarsi in un imbuto o senza vere prospettive di carriera. Non si tratta di garantire una sorta di ‘**quota rosa**’: qui **mancano proprio le iscritte ai corsi**. E non è difficile immaginare che la ragione sia proprio nella percezione di una **mancanza di sbocchi concreti**.

Proprio nei giorni scorsi, e con scarsa eco mediatica, è andata in scena **la protesta dei ricercatori** che hanno appeso camici ai cancelli e alle porte dei laboratori per esprimere il loro **dissenso** nei confronti di un sistema che li costringe al precariato anche ben oltre i 30 anni, a prescindere da quanto lodevole sia stato il percorso di studi. Questo riguarda **sia gli uomini che le donne**, ovviamente. Ma certo probabilmente incide di più su chi magari vorrebbe anche **diventare mamma**, oltre che avere **un posto di lavoro dignitoso e con qualche garanzia**.

**Un miliardo sull’istruzione è sempre buona cosa**, ma è chiaro che di per sé **non determina alcun aumento automatico** della **partecipazione femminile** ai **corsi Stem**. Le **problematiche** legate al **mondo della scuola** stanno riesplodendo in modo prepotente, a cominciare dalla [questione Maturità, esame pressoché inutile](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/senza-esame/), fino **all’alternanza scuola-lavoro**.

Non è un caso che **gli studenti tornino in piazza**, era da tempo che non si registrava **un movimento così attivo**: la speranza è che dal muro contro muro delle scorse settimane e da quella brutta pagina di scontri con le forze dell’ordine si arrivi poi a **un dialogo** che sia **realmente costruttivo**. Probabilmente in questo **la pandemia** ha fatto da detonatore: ora che si vede la fine dell’emergenza i problemi riesplodono, ma sono questioni annose a cui purtroppo fino a ora non si è stati in grado di dare risposte strutturali.

 

di *Annalisa Grandi*
