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title: Finire inghiottiti dalla Fomo
description: "La Fomo: la paura di essere esclusi, tagliati fuori da quelle esperienze piacevoli a cui partecipano amici e conoscenti"
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date: 2025-01-02
author: Elvira Morena
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/finire-inghiottiti-dalla-fomo/
categories: [Società]
tags: [fomo, social media, società]
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# Finire inghiottiti dalla Fomo

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La Fomo: la paura di essere esclusi, tagliati fuori da quelle esperienze piacevoli a cui partecipano amici e conoscenti

**L’uso di Instagram, TikTok e piattaforme simili è entrato nel tessuto sociale, tanto da modificare le interazioni umane e la psiche. **In particolare quelle delle giovani menti. In base a tale fenomeno sono stati messi in campo numerosi studi pubblicati su Medline (la banca dati curata dalla Biblioteca nazionale di medicina degli Usa), che analizzano alcuni punti. **L’uso dei *social media*, l’autolesionismo, la cybercondria, il cyberbullismo, il *sexting* e infine la Fomo.** Quest’ultimo è un acronimo – coniato dallo statunitense Patrick James McGinnis – che sta per **Fear Of Missing Out.** Cioè paura di essere esclusi, tagliati fuori da quelle esperienze piacevoli a cui partecipano amici e conoscenti.

**La correlazione fra *social media* e disturbi psicologici è complessa e dipende anche dalle caratteristiche specifiche del soggetto.** Ma prove crescenti documentano la diffusione di una sorta di contagio nella risposta ansioso-depressiva. **La paura di essere esclusi genera ansia e alimenta sentimenti di frustrazione che inducono a proiezioni continue sulla vita degli altri**, percepita – a dispetto della propria – piena di cose e di eventi gratificanti. Si amplifica così il desiderio di essere centrali al sistema. E il mezzo più facile, perché a portata di mano, è scivolare sui *social network* con un meccanismo di controllo [compulsivo](https://laragione.eu/life/cultura/volere-tutto-e-subito/)di notifiche e *post*, urlando al mondo messaggi di inclusione. Del tipo: «Io ci sono. Anch’io sono parte del gioco».

**Nei casi di Fomo spiare la vita altrui diventa un bisogno compulsivo**, una necessità che si perpetua in diversi momenti del quotidiano. E il fenomeno si allarga alle vite in vetrina filtrate dal grande occhio delle telecamere. Che arrivano a colpire la nostra retina come *format* televisivi di successo.** Assistere alle storie messe in piazza (false o reali che siano), nei salotti o in uno studio televisivo allestito come un ambiente domestico, eccita quella curiosità quasi morbosa che fa accrescere l’*audience*.** Tra i principali fattori psicologici che spingono lo spettatore a preferire servizi di tendenza c’è l’euristica (dal greco *heuriskein*) del consenso. Che risponde a processi mentali intuitivi e sbrigativi affidati per lo più al giudizio informale collettivo.

**Adeguarsi alla massa evita il rischio di emarginazione e su tale principio si sviluppa anche il Fomo *marketing*.** Quest’ultimo consiste nel persuadere i consumatori incerti a effettuare l’acquisto di un prodotto – sfruttando sempre il bisogno di non rimanere esclusi – attraverso calamite strategiche. Che pubblicizzano attese, collezioni limitate in collaborazione con *brand*, eventi, proiezioni cinematografiche oppure un lancio imperdibile, una produzione limitata in un breve lasso di tempo... **Tutto fa brodo di Fomo, che non risparmia gli adulti. Secondo le statistiche, a soffrirne è il 20% delle generazioni Boomer e X, mentre il 63% vede coinvolti i Millennials e la Generazione Z.**

**In antitesi all’acronimo in questione è nato Jomo (Joy Of Missing Out) che premia l’assenza: la gioia di non esserci, il piacere inverso della non partecipazione**. Apparso nel 2012 sul *blog* dell’imprenditore Anil Dash e pochi anni dopo sulle pagine del “The New York Times”, Jomo è un esercizio mentale che invita all’equilibrio del vivere il ‘qui e ora’ e a disconnettersi dai *social* per conquistare la serenità attraverso la connessione esclusiva con sé stessi.

*Di Elvira Morena*
