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title: "Formìggini, l&#8217;ebreo che volò dalla Ghirlandaia"
description: Inchiniamoci tutti davanti ad Angelo Fortunato Formìggini che si uccise per amor di patria e per ridare agli italiani una fede
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date: 2025-02-03
author: Giancristiano Desiderio
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/formiggini-lebreo-che-volo-dalla-ghirlandaia/
categories: [Società]
tags: [politica, società, storia]
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# Formìggini, l&#8217;ebreo che volò dalla Ghirlandaia

![Formìggini](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/01/Evidenza-sito-13-1-1024x638.jpg)

Inchiniamoci tutti davanti ad Angelo Fortunato Formìggini che si uccise per amor di patria e per ridare agli italiani una fede nella vita libera e dignitosa

**Il 28 novembre 1938 un uomo, alto e distinto, parte da Roma in treno diretto a Modena. Giunto in serata in Emilia cena con una cotoletta ai tartufi e lambrusco, poi va a teatro**. La mattina dopo scrive una lettera di addio alla moglie, Emilia Santamaria, e saluta tutta la famiglia. Esce, incontra un amico e gli dice dove sta andando: «**Salgo lassù per la scala; scenderò dall’esterno, sarà meno gravoso**». Indica la Ghirlandina, la torre campanaria che al suo interno custodisce la “secchia rapita”, trafugata dai modenesi ai bolognesi: **un arnese di legno – una tinozza, una mastella – reso famoso dal poema eroicomico di Alessandro Tassoni**. La torre quel giorno è però chiusa per restauri. **L’uomo conosce il custode e gli chiede di andare a chiamare un amico al bar di fronte. Così riesce a entrare e salire**. Corre su per le scale. Giunge in cima, sotto la campana. Si arrampica. **Si mette in piedi sul davanzale e si getta nel vuoto urlando: «Italia! Italia! Italia!». **Chi era? **Angelo Fortunato Formìggini.**

Antonio Castronuovo ha dedicato al grande editore il libro – bello e drammatico, leggero e austero – “**Formìggini. Vita umoristica (e tragica) di un editore del ‘900” (Pendragon).** **Ha raccontato con ammirazione e con commozione la storia di questo italiano ebreo o ebreo italiano che non faceva nessuna differenza fra sé e l’Italia che amava con tutto sé stesso, al punto di concepire una singolarissima casa editrice che, a ben vedere, era un modo geniale, civile, amabilissimo di amare e illustrare proprio l’Italia**. La sua avventura editoriale – la storia straordinaria nel vero senso della parola, ossia fuori dall’ordinario, di A.F. Formìggini Editore – dura esattamente trent’anni: dal 1908 al 1938.** Al trentesimo anno s’interrompe bruscamente con il volo giù dalla Ghirlandina. Perché? **Perché il Trentotto è l’*annus* *horribilis* del fascismo che con le leggi razziali antisemite mette fuori legge gli ebrei, gli ebrei italiani e gli italiani ebrei che pur avendo una patria – l’Italia – si ritrovano a essere apolidi, senza casa, senza scuola, senza lavoro, senza proprietà. **Formìggini che ha fatto dell’umorismo, dell’ironia, della comicità, della risata una filosofia editoriale e una filosofia di vita – *Risus quopque vitast* (La vita è anche riso, è uno dei suoi motti) – si trova faccia a faccia con la più amara delle verità: la sua patria lo ha tradito.**

**Formaggino da Modena – come lui chiama sé stesso – il 27 giugno 1938, quindi addirittura prima dell’approvazione delle leggi antisemite**, scrive in versi: «Si condannò a morte per alto tradimento / sostituendosi al vero colpevole / per stornare dalla sua Patria / amorosamente diletta / il danno e la vergogna». **Il suicidio di Formìggini è un atto di protesta, scrive giustamente Castronuovo**. Forse l’unico possibile contro la stupidità di Mussolini che trasforma il razzismo in legge di Stato, ma è anche il sacrificio della vita per salvare la vita, il sacrificio di sé per salvare l’Italia dal «danno e la vergogna» che le sono scaraventate addosso.

**Inchiniamoci tutti davanti a quest’uomo che si uccise per amor di patria e per ridare agli italiani una fede nella vita libera e dignitosa. ***Amor et labor vitast* (La vita è amore e lavoro) era ancora un suo motto e, privato di amore e lavoro, ci ha donato amore e lavoro per riscattarci da una storia che non ripeteremo soltanto se la conosciamo.

di *Giancristiano Desiderio*
