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title: Fortuna e sfortuna in oggetti e amuleti
description: Fortuna e sfortuna, costrutti mentali che influenzano la nostra realtà, tra credenze, amuleti e decisioni irrazionali
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date: 2025-01-09
author: Elvira Morena
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categories: [Società]
tags: [fortuna, società]
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# Fortuna e sfortuna in oggetti e amuleti

![fortuna-cornetto](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/01/fortuna-cornetto-1024x639.jpg)

Fortuna e sfortuna, costrutti mentali che influenzano la nostra realtà, tra credenze, amuleti e decisioni irrazionali

**Sarà capitato anche a voi di procedere esitanti alla vista di un gatto nero che attraversa la strada. **Oppure di evitare di passare al di sotto di una scala. O ancora di avvertire un brivido gelido nel caso in cui – sulla scia dalla catottromanzia greca che leggeva il futuro nei vetri – lo specchio va in frantumi. **E se l’olio finisce in terra? **Per scongiurare i sette anni di guai si consigliano manciate di sale grosso sul grasso della disgrazia. Anche rovesciare il sale in tavola porta sfiga. In Norvegia e in Inghilterra è radicata la convinzione che saranno le lacrime a scioglierne poi i cristalli. Un pizzico di sale versato con la mano sinistra dietro la spalla destra scaccerebbe invece il malocchio.

**Ogni credenza ha la sua origine storica e fondamenta bislacche che a volte seguono una logica razionale, come nel caso dell’olio e del sale.** Considerati elementi preziosi da non sprecare e utilizzati ancora oggi nella conservazione degli alimenti, un tempo erano moneta di scambio (dal sale deriva la parola “salario”) nelle attività commerciali. **Tenersi alla larga dai cortei funebri è un’altra vecchia precauzione scaramantica.** Che si è rinnovata durante la recente epidemia Covid con modalità analoghe al Medioevo, epoca in cui si evitavano certi assembramenti per scongiurare la diffusione di malattie poco chiare.

A torto oppure a ragione, scaramanzia e superstizione non mollano la presa sulla coscienza popolare. **L’effetto apotropaico viene attribuito a un oggetto, al rito e alla persona capaci di allontanare gli influssi maligni.** Apotropaica era la funzione di Lamassu – statua dal corpo taurino e dal volto umano – sulla porta di Babilonia. Così come lo scarabeo nell’antico Egitto e le forme falliche a Pompei. **E da queste credenze lontanissime deriva il *business* attuale degli oggetti della fortuna.** Dei veggenti. E degli astrologi, che ogni anno si adoperano in previsioni divinatorie, condizionanti a tal punto il soggetto che in maniera inconscia le applica nella vita reale.

Famosa rimane la frase di Peppino De Filippo «Non è vero, ma ci credo». Del resto chi di noi non ha riposto fiducia, almeno una volta, in un portafortuna? **È interessante scopri**re alle varie latitudini la custodia e l’eredità di una varietà di simbolismi dai poteri magici analoghi. La bambola Daruma e il gatto Maneki Neko sono *amamori* giapponesi da condurre sempre con sé. Il drago in Cina porta fortuna e prosperità, il pavone e l’elefante fanno lo stesso in India. Mentre la mano di Fatima (detta anche *Khamsa*) è l’amuleto sacro alla cultura maghrebina.

Per quanto riguarda la nostra Europa, il maiale figura come talismano del benessere e della fortuna in Germania e in Austria. “*Gutes schwein fur dich*” è un augurio di “Buon maiale a voi!”. In Italia, fin dall’epoca romana, siamo amanti degli ‘scacciaguai’, con epicentro a Napoli. **Gli amuleti partenopei più diffusi sono il corno rosso** – sangue della buona salute, che nella tradizione popolare allontana la iattura – **e il gobbetto detto “’o scartellato”** (dal greco *kartos*), che nella cabala corrisponde al numero 57: “*Tuccàtelo ca è buon aurio*”. E in molti lo toccano appunto sulla gobba, così da avere fortuna.

**Per le neuroscienze la superstizione è un sottoprodotto dell’intelligenza umana e coinvolge circuiti cerebrali specifici**: *in primis* l’amigdala, che gioca un ruolo fondamentale nella modulazione delle emozioni. L’attivazione di una superstizione accende il sistema dopaminergico che regola il circuito del piacere e della ricompensa. **Pertanto progettare schemi e connessioni, anche dove non esistono, sviluppa nel nostro sistema neuronale la sensazione di aver fatto qualcosa per influenzare un evento: un antistress da cui originano serenità e sicurezza.** Ma l’essere scaramantici, a tal punto da influenzare decisioni quotidiane con scelte irrazionali che dirottano ogni responsabilità individuale, è una gran [comodità](https://laragione.eu/life/editoria/per-machiavelli-la-vita-e-un-intreccio-di-virtu-fortunata-e-fortuna-virtuosa/)e nel contempo produce un grave danno: significa condurre un’esistenza *borderline*, dissociata dalla realtà.

*Di Elvira Morena*
