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title: Fra slancio e chiusura
description: "In Italia l'accoglienza dei bambini ucraini in fuga dalla guerra è stata molto attiva ma c'è anche un altro lato della Luna."
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/03/Evidenza-sito-29-17.png
date: 2022-03-30
author: Nicola Sellitti
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/fra-slancio-e-chiusura/
categories: [Società]
tags: [guerra, russia, scuola, Ucraina]
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# Fra slancio e chiusura

![Fra slancio e chiusura](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/03/Evidenza-sito-29-17.png)

In Italia l'accoglienza dei bambini ucraini in fuga dalla guerra è stata molto attiva ma c'è anche un altro lato della Luna: quello di chi è disinteressato e alimenta pregiudizi, sfogandoli sui social.

Famiglie che hanno messo a disposizione letti, appartamenti, cibo, tempo libero. Un lavoro collettivo che impegna associazioni di terzo settore, associazioni statali, conventi. **A Napoli così come a Milano, Roma, Bologna – le città italiane che più stanno accogliendo i profughi in fuga dalla follia della guerra – c’è stata sinora una straordinaria partecipazione dal basso alla causa ucraina.** A Napoli, per esempio, sono arrivati oltre cinquemila rifugiati, altri arriveranno. I posti rimasti sono pochi.

**I bambini hanno trovato accoglienza nelle scuole.** I primi casi sono stati quelli di Dmitri e Victoria, in un istituto scolastico di Pomigliano d’Arco, vicino Napoli. Uno dei più recenti l’abbiamo raccontato noi: Kataryna, cinque anni da Leopoli, che adesso frequenta una scuola dell’infanzia in pieno centro a Napoli. Palloncini giallo-blu, bandiere della pace, abbracci, regali, sorrisi.

Purtroppo esiste anche l'altro lato della Luna.** Nella sceneggiatura dell’accoglienza si sono svelati i disinteressati all’invasione russa in Ucraina.** Che per loro resta in dissolvenza, incidendo forse soltanto sul costo del pane. Tutta gente appena sfiorata da quel flusso di persone che scappano stordite da bombe e paure. Si sommano a quelli che spiegano con spunti di geopolitica avanzata come il popolo ucraino debba arrendersi a Putin. Ancora, quelli che temono l’arrivo di altri bambini, di altri profughi, incollocabili in un contesto economico e sociale già piegato dalla pandemia. Avanzano soprattutto quelli che temono l’effetto profughi sul Covid-19, sul virus che si rilancia per la bassa percentuale di vaccinati di chi è arrivato dalla guerra. Per costoro occorre quindi tenerli alla larga, altro che accoglienza, e solidarizzare semmai con quelli voci inaccettabili sugli ucraini che devono cavarsela da soli, soprattutto di quelle mamme – **è femminile l’80% della comunità ucraina in Italia**, la più alta in un Paese nell’Unione europea, oltre 236mila secondo i dati Eurostat del 2020, il 23% in Lombardia, il 17,4% in Campania – che sono arrivate ora in Italia o che ci vivono da anni. **Colf, badanti, lavoratrici domestiche, impiegate regolarmente in 66 casi su 100 ma che in realtà sarebbero cacciatrici di uomini italiani, magari già impegnati, meglio ancora se anziani.**

**Queste voci te le ritrovi tutte presenti nello sfogatoio senza punizioni dei *social*****.** Popolano quel sottobosco del pregiudizio alimentato da storie vere, verosimili o fasulle delle amanti ucraine attirate dal benessere dell’Occidente e che trovano conferma in decine di siti dove si spiega al maschio italiano come conquistare un’ucraina. Una specie di mercanzia con gli occhi azzurri. Queste persone esistono e si sentono anche a Napoli, che resta casa dell’accoglienza. **Vanno combattute con altre armi, ma con la stessa determinazione mostrata sinora dagli ucraini in patria.**

di *Nicola Sellitti*
