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title: Per i ragazzi Lei, Lui e Loro pari sono
description: "Il festival di Sanremo ha mostrato a tutta l'Italia la \"nuova normalità\" grazie all'apparizione di molti rappresentanti della generazione Z, che predicano nuovi valori come la libertà di essere sé stessi, abolendo definizioni scontate e pregiudizi."
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date: 2022-02-08
author: Marco Sallustro
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/generazione-z/
categories: [Evidenza, Società]
tags: [giovani, spettacoli]
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# Per i ragazzi Lei, Lui e Loro pari sono

![Per i ragazzi Lei, Lui e Loro pari sono](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/02/Evidenza-sito-5-1.png)

Il festival di Sanremo ha mostrato a tutta l'Italia la "nuova normalità" grazie all'apparizione di molti rappresentanti della generazione Z, che predicano nuovi valori come la libertà di essere sé stessi, abolendo definizioni scontate e pregiudizi.

**Genitori e figli** – in special modo giovani o giovanissimi – a confronto nelle serate di Sanremo. Molto più che sui diversi gusti musicali e gli inevitabili confronti e paragoni fra mode di oggi e quelle che furono, **quest’anno a tener banco attorno al focolare del Festival è stata la ‘nuova normalità’. **

I *teenager* – sì, proprio i ragazzi cresciuti senza televisione generalista, a pane e Netflix – **hanno trovato in Rai Uno qualcosa in cui riconoscersi**. Non nella rete ammiraglia di mamma Rai, sia chiaro, pronta a rientrare nel rassicurante tran tran di *fiction* (per quale arcano motivo in tutto il mondo si chiamano “serie” e noi ci ostiniamo a definirle *fiction*, se in onda su Rai o Mediaset?!), **ma nelle serate di Sanremo**.

Una nuova e diversa normalità, come più volte abbiamo scritto la scorsa settimana, che i ragazzi amano mostrare ai propri genitori. In special modo se un po’ **provocati da battute e considerazioni su un *look* particolarmente ardito** o atteggiamenti e riferimenti lontanissimi da quelli del mondo ‘adulto’.

**Giovani e *teenager*, così, hanno scoperto quell’orgoglio** che i propri genitori e nonni** legavano tradizionalmente alla politica**, all’ideologia, ai grandi fatti della vita. **Per la generazione Z, invece, questo valore è ascrivibile alla libertà.** Libertà – in particolare – di pensare, parlare, vestirsi, relazionarsi come si vuole.

Se volete provate a capire fino in fondo di cosa stiamo scrivendo, provate a far scivolare una discussione con dei quindici-ventenni sulla** “definizione binaria”**. Sempre senza generalizzare, esercizio scivoloso per definizione, molti di loro vi guarderanno sorpresi della vostra (comprensibile) sorpresa.

**Il non sentire l’esigenza di definire una persona maschio o femmina, omosessuale o etero – non è una questione di mera inclinazione sessuale!** – e il considerare scontato che i *social* chiedano se vogliate che il vostro profilo sia preceduto da ‘*she*’, ‘*he*’ o ‘*they*’ (per essere correttamente identificato in ‘lei’, ‘lui’ o nell’indeterminato ‘loro’) è uno dei tratti distintivi di questi ragazzi, quando **decidono di far sentire il peso della propria generazione.**

Attenzione, **non dobbiamo essere per forza d’accordo.** Anzi, **gli adulti che accettano acriticamente tutto o quasi, pur di conquistare l’attenzione e il consenso a buon mercato dei figli, non fanno il loro mestiere fino in fondo.**

Abdicano, mentre** il sale del confronto generazionale sta proprio nella contrapposizione di modelli e riferimenti** anche profondamente diversi. Abbiamo la fortuna di non avere a che fare con la negazione delle regole di convivenza civile o nel rifiuto della nostra stessa idea di società, come accaduto in epoche neanche troppo lontane.

Al più, questi ragazzi ci osservano con un sorrisino di affettuoso compatimento, come a dire “Cosa ne volete capire, voi *boomer*” (pur facendo confusione fra la vera generazione dei *baby-boomer* e quelle successive di gran parte dei loro genitori).

A differenza delle tensioni epocali, da cui germogliarono tragedie e conflitti di cui portiamo ancora i segni, *teenager*, **giovanissimi e giovani d’oggi non rifiutano il dialogo.**

Con la sana ingenuità dell’età, semmai, **pretendono che si parli un linguaggio a loro comprensibile**, mettendo in agenda temi riconoscibili. Chiedono spazio per la ‘loro’ nuova normalità, senza definizioni e categorie per noi scontate.

Stimolante per adulti che non vogliano contrapporre meccanicamente una realtà (la propria) a un’altra (quella dei figli).

di *Marco Sallustro*
