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title: Lavoro, impegno e la gentilezza perduta
description: "C’è un fantasma che si aggira: la gentilezza. Anche un secondo: il sorriso. Ne abbiamo perso le tracce nei contatti quotidiani, nel lavoro"
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date: 2024-01-31
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/gentilezza-lavoro/
categories: [Società]
tags: [Italia, lavoro, società]
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# Lavoro, impegno e la gentilezza perduta

![Gentilezza lavoro](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/01/Evidenza-sito-831.jpg)

C’è un fantasma che si aggira fra di noi: la gentilezza. Anche un secondo: il sorriso. Ne abbiamo perso le tracce nei nostri contatti quotidiani, nel lavoro

C’è un fantasma che si aggira fra di noi:** la gentilezza. Anche un secondo: il sorriso.**

Nel senso che troppo spesso ne abbiamo perso le tracce nei nostri contatti quotidiani,** anche quando dovrebbe essere un dovere sapersi rapportare con gli estranei** in modo ‘consono’.

Termine vagamente vintage, come rischiano di diventare troppo spesso la cortesia e la disponibilità verso gli altri.

Minuscola storia triste di una mattinata qualsiasi alla Stazione centrale di Milano: **primo tentativo di colazione in un bar affollato, grugni senza speranza da entrambi i lati del bancone**, ma devo dire soprattutto dalla parte di chi in quel bar si troverebbe per lavoro. **Una tale indifferenza e cattiva educazione da spingermi a cercare un altro bar e un’altra colazione.**

Qui arriviamo alle comiche, **perché il barista che serviva ai tavoli sparisce** (forse per una sacrosanta pausa al bagno o non so che cosa), **solo che non si accettano pagamenti se non al dipendente desaparecido.** Risultato: soldi gettati sul tavolo come nei film americani, **per non perdere il treno in partenza, fra gli sguardi annoiati e indifferenti degli altri dipendenti del bar.** Immagino già il commento di tanti: “Per forza, considerato quello che li pagano è già tanto che li trovi ancora a farti il cappuccino o portarti la brioche“.

**Invece no e manco per idea, perché francamente non ne posso più di gente che va al lavoro al mattino come se ti facesse un piacere**, in particolar modo nelle tante professioni in cui è parte essenziale il rapporto con il prossimo, il “saperci fare”. Che non è un bonus assegnato al malcapitato cliente, ma parte del proprio dovere.

**Suona male? Non possiamo più dirlo? Dobbiamo raccontare ai nostri ragazzi che il loro successo professionale sarà “dovuto” e non in gran parte dipendente dalla loro volontà**,** dalla loro capacità di sacrificarsi?** Quegli stessi che esultano per Jannik Sinner, spesso dimenticando quanto lavoro e sacrificio ci sia dietro ogni successo non hanno nulla da dire? Ci sentiamo continuamente ripetere che in Italia si guadagna poco, senza aggiungere che le statistiche - assolutamente deprimenti - **sono molto condizionate da quella marea di lavori e settori che sono stati colpevolmente sottratti al valore, al merito e alla crescita legata ai risultati.** Con il risultato di azzoppare il nostro intero mercato del lavoro.

Inseguendo l’idea cattocomunista del dare a tutti indipendentemente da quanto ci si metta di proprio, **abbiamo apparecchiato questa bella tavola ai nostri figli.** Che un giorno l’altro potrebbero anche mandarci a stendere (e farebbero bene).

di *Fulvio Giuliani *
