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title: Giovani e lavoro, chi dice la verità?
description: Cosa serve ai nostri ragazzi per lavorare meglio e con maggiore soddisfazione personale? Quando affrontiamo il tema, ci fermiamo all’effetto
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date: 2024-10-04
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/giovani-e-lavoro-chi-dice-la-verita/
categories: [Società]
tags: [giovani, Italia, lavoro]
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# Giovani e lavoro, chi dice la verità?

![Giovani e il lavoro](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/10/Giovani-e-il-lavoro.jpg)

Cosa serve ai nostri ragazzi per lavorare meglio e con maggiore soddisfazione personale? Quando affrontiamo il tema, ci fermiamo all’effetto e rifiutiamo di osservarne le cause

**Cosa serve ai nostri ragazzi per** [lavorare meglio e con maggiore soddisfazione personale](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/i-giovani-e-il-lavoro-una-nuova-consapevolezza/)**?**

**Anticipo la classica risposta**: contratti e soprattutto soldi.

Nessuno sano di mente potrà dirsi contrario in linea di principio, ma **il problema è che troppi si limitano a trasformare contratti e salari in feticci.**

**Provo a spiegare**: è del tutto evidente il ritardo di tipo economico del mercato del lavoro italiano rispetto a quello dei Paesi concorrenti. Solo che, quando affrontiamo il tema, ci fermiamo all’effetto e rifiutiamo di osservarne le cause.

**Formazione, esperienza e specializzazione quasi mai vengono richiamate per provare a spiegare dove si incastri il futuro dei ragazzi.** Abbiamo pudore, talvolta vergogna, a sottolineare che in un mondo sempre più competitivo essere più preparati è semplicemente indispensabile. Che non funziona più come una volta, quando si poteva puntare sulla classica progressione anagrafica di carriera.

**Era un mondo statico, imperniato sulle tre fasi della vita**: scuola-formazione, lavoro, pensione. Oggi, la progressione lineare ha perso gran parte della sua forza, finendo per generare quell’effetto italiano degli stipendi inchiodati nei decenni.

**Realtà che si abbatte con particolare violenza sui lavoratori più giovani, costretti a entrare in un mercato del lavoro** asfittico, anchilosato, ancora legato a meccanismi di carriera totalmente anacronistici. E poi piangiamo perché i più bravi se ne vanno all’estero…

**Chi si prende la briga di dire le verità scomode ai ragazzi?**

**Un veloce elenco**: di studiare in senso lato non si smetterà mai (ma proprio mai!), la concorrenza sarà sempre più spietata, l’impiego fisso per una vita è destinato a scomparire del tutto, per guadagnare di più non basta pretenderlo, ma tanto per cominciare bisognerebbe dimostrare di meritarlo. E per meritarlo intendiamo diventare risorse fondamentali - prima ancora che per l’azienda - per la propria professionalità. Per se stessi.

**Il concetto base è quello di “avere mercato“.** Se hai mercato - cioè vali, puoi spendere una professionalità altamente competitiva in qualsiasi campo - trovare lavoro, cambiare lavoro e guadagnare di più saranno logiche conseguenze.

**Accade regolarmente nella furibonda caccia ai talenti intrapresa dalle aziende, pronte a offrire qualsiasi cosa ai più bravi, allargando a dismisura la forbice con i lavoratori meno qualificati.** Questo perché il nostro sistema scolastico e universitario non esercita la sana concorrenza, la competizione onesta e il premio al più bravo.

**Il che non comporta l’abbandono di chi lo è di meno, al contrario!** Significa accompagnare e stimolare questi ultimi a far meglio la prossima volta.

**Poi - horribile dictu - serve fare la “gavetta”.** Quest’ultima non è - come amano ripetere i sacerdoti dell’immobilismo e del cattocomunismo - sfruttamento del giovane lavoratore, ma passaggio di competenze. Formazione di futuro. Far dono delle ali per spiccare il volo.

di *Fulvio Giuliani*
