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title: Giustizia e numeri
description: I numeri servono a rendere più concreti i ragionamenti. A maggior ragione quando si affrontano temi come l’amministrazione della giustizia
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date: 2025-11-24
author: Valentino Maimone
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categories: [Società]
tags: [giustizia, Italia, società]
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# Giustizia e numeri

![Giustizia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/11/Giustizia-1024x639.jpg)

I numeri servono a rendere più solidi e concreti i ragionamenti e i punti di vista in un confronto. A maggior ragione quando si affrontano temi delicati come l’amministrazione della giustizia

**I numeri servono a rendere più solidi e concreti i ragionamenti e i punti di vista in un confronto. A maggior ragione quando si affrontano temi delicati come l’amministrazione della giustizia**. Il problema è che chi dovrebbe metterli a disposizione non è sempre così solerte nel farlo. Prendi i dati sugli errori giudiziari: sono fermi al 2022 e non c’è verso di ottenere aggiornamenti né tantomeno il dettaglio per distretto d’appello. Oppure quelli sulle percentuali di accoglimento delle richieste di misure cautelari, anch’essi primule rosse delle statistiche giudiziarie.

## Deve sorprendere in positivo la notizia che il ministro della Giustizia in persona abbia reso noto alcuni dati particolarmente significativi

**Per questo deve sorprendere in positivo la notizia che il ministro della Giustizia in persona abbia reso noto nei giorni scorsi alcuni dati particolarmente significativi di questi tempi**: quante volte le richieste dei pm relative alle intercettazioni (ambientali e telefoniche) sono state accolte dai gip. Certo, c’è voluta un’interrogazione parlamentare (del deputato Enrico Costa) al ministro [Carlo Nordio](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/caso-almasri-indagata-giusi-bartolozzi-capo-gabinetto-di-nordio-ha-dato-false-informazioni-ai-pm/). Ma il risultato non cambia: ora possiamo finalmente basare su dati certi quelle che fino a ieri apparivano soltanto ipotesi fondate su preconcetti.

**E allora vediamoli, questi dati**. Lo scorso anno i gip hanno accolto il 94% delle richieste dei pm di procedere a intercettazioni, il 99% di quelle per prorogarle e il 95% di quelle per captazioni da disporre d’urgenza. Davanti a numeri del genere diventa lecito dubitare che, ogni volta, i giudici per le indagini preliminari abbiano davvero adempiuto alle loro funzioni di ‘filtro’: valutando la reale fondatezza della notizia di reato, l’esistenza di gravi indizi, l’assoluta indispensabilità dell’intercettazione per la prosecuzione delle indagini. Tutti elementi richiesti dalla legge.

## Il lavoro dei gip si trasforma in un via libera pressoché automatico alle richieste della Procura che indaga

**E diventa inevitabile pensare che, nella stragrande maggioranza dei casi, il lavoro dei gip si trasformi in un via libera pressoché automatico alle richieste della Procura che indaga**. Con il risultato – restando alle sole intercettazioni – che la spesa lievita (270 milioni di euro nel 2024, siamo il Paese civile che ne fa di più al mondo). Se ci aggiungiamo poi che i giudici dell’udienza preliminare accolgono le richieste di rinvio a giudizio nel 90% dei casi, si capisce la portata del problema. Un bel calcione negli stinchi del principio costituzionale che vorrebbe il ‘giudice terzo’.

**Che succede ora?** I magistrati che fino a ieri si mostravano offesi e anzi scandalizzati se anche solo si accennava a questa tendenza all’appiattimento di gip e gup nei confronti dei pm, cambieranno posizione? Altamente improbabile. Per dire: un attimo dopo la diffusione di quei dati, il procuratore della Repubblica di [Bari](https://www.comune.bari.it/) li ha definiti «falsi». Un po’ come chi, non sapendo dove nascondersi in una stanza illuminata e priva del minimo riparo, chiuda gli occhi nella speranza di non essere visto.

di *Valentino Maimone*
