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title: Gli adolescenti e la loro rabbia
description: "Il disagio adolescenziale esiste da sempre. Ciò che è cambiato nel tempo è l'espressione del disagio: prima la rabbia era verso l'esterno."
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date: 2021-12-11
author: Maruska Albertazzi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/gli-adolescenti-e-la-loro-rabbia/
categories: [Evidenza, Società]
tags: [genitori, giovani]
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# Gli adolescenti e la loro rabbia

![Gli adolescenti e la loro rabbia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/12/Adolescenti.png)

Il disagio adolescenziale esiste da sempre. Ciò che è cambiato nel corso degli anni è l'espressione di tale disagio: prima la rabbia era rivolta verso l'esterno e il "nemico" era palese; oggi invece è diretta verso sé stessi.

**Il disagio adolescenziale** non è certo una novità odierna: esiste da quando esiste l’umanità. Dai tormenti emotivi di Romeo e Giulietta a quelli del giovane Holden, dalla ribellione dei ragazzi dello zoo di Berlino fino a quella delle ragazze interrotte, **letteratura e cinema di ogni epoca** sono pieni di racconti di adolescenti ribelli, innamorati, rissosi, incoscienti.

**Quella che è cambiata, nel tempo, è l’espressione di questo disagio**, che non è malattia ma causa fisiologica del conflitto che porterà alla formazione della **personalità adulta**. Da sempre, **attraverso il conflitto adolescenziale**, soprattutto quello con le figure genitoriali, **i ragazzi definiscono la loro identità**. Le liti, le ribellioni, la sensazione di non sentirsi compresi, la necessità di disubbidire alle regole sono un repertorio classico dell’**essere figlio** così come le raccomandazioni, le regole, i divieti lo sono dell’**essere genitore**.

O, almeno, lo erano in un’epoca in cui **i genitori** erano figure più autoritarie e la società stessa era rigida e normativa. Senza andare troppo indietro nel tempo, **gli adolescenti degli anni Novanta si ribellavano in modo molto diverso rispetto a quelli di oggi. I genitori** erano meno comprensivi, avevano letto meno libri di pedagogia, si sforzavano meno di essere bravi e improvvisavano di più. Negli **anni Novanta**, salvo rari casi, mamma e papà non erano i tuoi migliori amici, non ti accompagnavano a fare il tatuaggio, non ti infilavano i preservativi nello zaino. **Il divario era ancora troppo ampio**, i ruoli più definiti, in casa fumavano solo i grandi e il ceffone era ancora un metodo educativo accettabile. **Il che non vuol dire che si crescesse meglio**. La ribellione prendeva spesso forme violente e pericolose, in una spirale direttamente proporzionale alla rigidità delle regole.

Quello che però avveniva, è che **la rabbia dei ragazzi era diretta verso l’esterno**. Il disagio era incanalato verso nemici comuni e ben definiti: la politica, il capitalismo, i genitori che non capivano e vietavano. **Il nemico era lì, palese, evidente**, fatto apposta per mostrare il fianco a una generazione che doveva crescere e che per farlo aveva bisogno di conficcare la lama, che si univa per andare contro.

Negli anni, **il nemico comune si è sempre più frammentato**, fino quasi a scomparire. Le lotte sono diventate individuali, come il disagio che le precede e le accompagna. I genitori sono diventati più consapevoli, più evoluti, più propensi al dialogo. Di fatto, **genitori migliori**. Il problema è che, così facendo, hanno tolto ai **figli** l’ultimo ostacolo necessario, quello contro il quale dirigere la rabbia fisiologica dell’adolescenza. **E così, quella rabbia, gli adolescenti di oggi la dirigono verso sé stessi**. Si tagliano, si affamano, si abbuffano, si chiudono in camera, molto più soli di un tempo, orfani di una ribellione collettiva che ormai non ha più senso di essere.

La sfida, per i nostri ragazzi, si fa più ardua perché la troppa libertà di scelta e di movimento non genera vera indipendenza e produce, invece, gli stessi effetti negativi dell’eccesso di abbondanza: toglie mordente e, di fatto, impedisce **quel distacco fondamentale per crescere**.

 

di *Maruska Albertazzi*
