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title: Gli Hikikomori italiani, ostaggi di genitori troppo ansiosi
description: Cresce in Italia il numero degli Hikikomori, i ragazzi che vivono barricati in casa senza mai uscire. La ragione sta anche nelle scelte fatte dai genitori a causa del Covid. A loro è dedicata la nuova serie tv “La mia vita in una stanza”.
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date: 2022-02-01
author: Elena Bellanova
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/gli-hikikomori-italiani-ostaggi-di-genitori-troppo-ansiosi/
categories: [Società]
tags: [giovani, società]
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# Gli Hikikomori italiani, ostaggi di genitori troppo ansiosi

![Gli Hikikomori italiani, ostaggi di genitori troppo ansiosi](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/02/Evidenza-sito.png)

Cresce in Italia il numero degli Hikikomori, i ragazzi che vivono barricati in casa senza mai uscire. La ragione sta anche nelle scelte fatte dai genitori a causa del Covid. A loro è dedicata la nuova serie tv “La mia vita in una stanza”.

In molti da ragazzini avranno chiuso la porta della propria camera urlando di odiare tutti e di non voler più vedere nessuno, per poi lasciar scorrere solo poche ore prima di uscire e tornare alla vita reale.

**I cosiddetti Hikikomori** (parola giapponese che significa "stare in disparte"), invece, **da quella casa non escono più**, non prima di aver affrontato diversi mesi di recupero.

**Il fenomeno arrivato ormai anni fa dal Giappone**, non risparmia l’Italia con più di 100mila **giovani dai 14 ai 30 anni**, principalmente maschi (tra il 70% e il 90%), **che tendono ad autoimporsi una sorta di [isolamento sociale](https://laragione.eu/adnkronos/salute-adnkronos/covid-pediatri-di-famiglia-rivedere-sistema-quarantene-scuola/)**, non trovando più nel mondo esterno un valido alleato per continuare il proprio percorso.

Questo purtroppo avviene per lunghissimi periodi che vanno da alcuni mesi fino a diversi anni dove **la propria abitazione diventa praticamente una prigione**, evitando qualsiasi tipo di contatto diretto con il mondo esterno, spesso evitando anche i genitori.

Un fenomeno pericoloso che ha visto **un aggravamento in questo periodo complicato** dove moltissimi adolescenti hanno perso fiducia in sé stessi e nelle istituzioni, ma che può essere delegato anche a **un trend sempre più presente: l’homeschooling**.

Molti genitori hanno scelto di **ritirare i propri figli da scuola**, un po’ per l’ansia crescente da parte di alcuni in merito ai contagi, un po’ per le regole vaccinali restrittive, che **i genitori no-vax** ritengono penalizzanti in troppi aspetti, anche solo non potendo usufruire dei mezzi di trasporto per accompagnare i propri figli.

**Che sia una forma di paura o di protesta contro il governo**, sono in molti a fornire ai ragazzi un’educazione in casa che prevede il genitore stesso come insegnante oppure, nel migliore dei casi, un insegnante privato.

**Un trend in crescita negli ultimi anni** che ha solamente accelerato a causa della pandemia passando da circa 5 mila a oltre 15 mila studenti nell'arco di tre anni, dal 2019 al 2021.

Questo dunque porterebbe ad isolare ancora di più i ragazzi che proprio **nel periodo scolastico hanno la possibilità di implementare le proprie doti sociali.**

Diversi sono i tentativi di sensibilizzazione, ma ciò che ha saputo sollevare la tematica di recente, stimolando domande e necessità di approfondimento, è il **documentario Sky Original**, **“La mia vita in una stanza“** disponibile da sabato 29 gennaio su Sky Documentaries, e in streaming su NOW.

Attraverso le storie di **4 ragazzi poco più che ventenni**, ci viene offerta una finestra sulle loro vite piene di paura ma anche di speranze, mostrandoci la difficoltà dei rapporti con le famiglie e dei loro coraggiosi tentativi di venirne fuori. Vite incastrate nel buio delle loro stanze ma desiderose di esprimersi.

Un altro ruolo importante nella battaglia al fenomeno lo detiene **l’associazione nazionale "[Hikikomori Italia](https://www.hikikomoriitalia.it/)"**, che da anni si occupa di sensibilizzazione, supporto e formazione sul tema dell'isolamento sociale volontario giovanile grazie al fondatore Marco Crepaldi.

In un’epoca in cui la distanza e l’isolamento sembrano l’unica soluzione per combattere, bisognerebbe fare di tutto per tornare alla cooperazione e per **mostrare un po’ di futuro ai giovani**, i più trascurati in questo momento di caos e quelli che purtroppo pagano e pagheranno le conseguenze più grandi.

di* Elena Bellanova*
