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title: Grassofobia e altri tabù
description: "L’ultima novità è la campagna contro una nuova presunta fobia: quella verso chi è obeso o in sovrappeso, la grassofobia."
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date: 2022-10-24
author: Luca Ricolfi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/grassofobia-e-altri-tabu/
categories: [Società]
tags: [Evidenza, Italia, società]
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# Grassofobia e altri tabù

![Grassofobia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/10/Evidenza-sito-112.jpg)

L’ultima novità è la campagna contro una nuova presunta fobia: quella verso chi è obeso o in sovrappeso, la grassofobia. Una campagna che in tutti gli ambiti stigmatizza gli atteggiamenti “grassofobici”.

**Sono in molti, non solo a destra, a ritenere che il ddl Zan** – naufragato al Senato nel 2021 per le rigidità del Pd di Letta – **fosse non solo pericoloso per la libertà di opinione**, **ma anche mal impostato filosoficamente**, logicamente.

Sul piano filosofico è stato notato che** la legge non aggiunge alcun nuovo diritto** per le minoranze e che appare inquietante – oltreché vagamente medioevale – **usare la legge penale per reprimere o indirizzare i sentimenti**, quali che essi siano. In questo senso si sono pronunciati, ad esempio, due uomini di sinistra come Piero Sansonetti (direttore de “Il Riformista”) e Tommaso Cerno, quando era ancora parlamentare del Pd.

**Sul piano logico** (e terminologico) **è stato osservato che**, se pure si vuole instaurare la pratica aberrante di usare il codice penale contro i sentimenti, **può avere senso perseguire un sentimento aggressivo come l’odio ma non certo la paura**. Fobia – in greco e pure in italiano – significa paura, come nella parola agorafobia (paura della piazza, cioè della folla). Perseguire xenofobia, omofobia e transfobia equivale a sostenere che la gente non abbia il diritto di manifestare sentimenti di paura verso determinate categorie di persone.

**Meno attenzione ha ricevuto un altro limite del ddl Zan, che potremmo chiamare di natura concettuale.** Come noto, l’operazione principale di quel disegno di legge era di estendere il raggio di azione della legge Mancino (legge n. 205 del 25 giugno 1993). Con quest’ultima le idee e **le azioni discriminatorie punite con il carcere sono essenzialmente quelle basate su «motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali»**. Con la legge Zan si proponeva di allungare l’elenco **a cinque nuovi tipi di motivi**, precisamente quelli «**fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità**». Stranamente, pochi hanno notato come questo allungamento del brodo delle fobie aprisse una falla logico-concettuale irreparabile nella lotta all’odio e alle discriminazioni:** la lista delle categorie e delle condizioni per le quali si può nutrire ostilità**, esercitare discriminazioni, mettere in atto comportamenti bullistici** è potenzialmente infinita.**

Oggi ci preoccupiamo di proteggere ***gay*, trans o disabili** ma basta dare un’occhiata a quel che succede in una scuola per rendersi conto che la lista delle** aspiranti vittime o minoranze da proteggere è aperta e necessariamente destinata ad allungarsi**. Vittime di atti più o meno espliciti di bullismo, sopraffazione, stigmatizzazione, emarginazione non sono soltanto le minoranze sessuali, religiose o etniche**: non di rado possono divenirlo i secchioni, i timidi, i primi della classe, le schiappe, le brutte, i grassi**.

**Già, i grassi**. L’ultima novità è la campagna contro una nuova presunta fobia: **quella verso chi è obeso o in sovrappeso**. Una campagna che in tutti gli ambiti – dal mondo delle casalinghe alle scuole e allo *star system* – **stigmatizza gli atteggiamenti “grassofobici”**. **Dove per grassofobia si intende non solo il dileggio** di chi è grasso ma anche qualsiasi **consiglio amichevole di adozione di uno stile alimentare volto a tenere sotto controllo il peso**. Contro il peccato di grassofobia vengono brandite un nugolo di parole inglesi, sia positive – come *body positivity* o *fat acceptance (accettazione del grasso) *– *sia negative, come weight bias e diet culture (la credenza che esista un peso ottimale e che lo si debba inseguire con la dieta). Il tutto per proclamare il principio, scientificamente molto controverso, secondo cui si può essere in salute a qualsiasi peso (Haes o Health at every siz*e) o meglio a qualsiasi livello del **Bmi **(*Body mass index), l’indice che stabilisce il peso ottimale per ogni statura.*

A quanto pare, quando il Pd ripresenterà il ddl Zan dovrà inserire i grassi insieme ai disabili, ai *gay* e ai trans. In attesa che la prossima minoranza stigmatizzata denunci una nuova fobia ed esiga l’allungamento della lista.

di *Luca Ricolfi*
