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title: "I genitori: “Non solo soldi ma più tempo coi figli”"
description: I genitori in una petizione online chiedono più  soldi, servizi e soprattutto tempo da passare con i propri figli.
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date: 2021-11-09
author: Claudia Burgio
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/i-genitori-non-solo-soldi-ma-piu-tempo-coi-figli/
categories: [Società]
tags: [donne, Italia]
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# I genitori: “Non solo soldi ma più tempo coi figli”

![I genitori: “Non solo soldi ma più tempo coi figli”](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/11/articolo-mio.png)

L’assegno unico che sarà erogato da marzo 2022 è solo un piccolo tassello. I genitori in una petizione online chiedono più  soldi, servizi e soprattutto tempo da passare con i propri figli, così come accade già in molti Paesi del nord Europa. **

Un anno fa l’assegno unico per i figli è stato uno dei primi provvedimenti proposto dalla ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, **Elena Bonetti**, all’interno del programma **Family Act**. 

Il Covid sembra essere stata la spinta giusta per rimettere in discussione diritti che la politica aveva accantonato da un po’ di tempo. 

Come funziona l’assegno unico per i figli**

Lo Stato ha così deciso di investire **20 miliardi l’anno**, per favorire il numero di nascite in costante calo da oltre dieci anni nel nostro Paese. Il contributo che prenderà il posto degli assegni famigliari riguarda le famiglie con figli a carico, fino all’età di 21 anni, e si potrà fare richiesta a partire dal settimo mese di gravidanza. L’importo dipenderà dalla condizione ISEE e sarà in proporzione al reddito percepito. Indicativamente per i redditi più bassi la cifra si aggira intorno ai 175-180 euro a figlio, fino a 250-260 dal terzo figlio in poi. È stato stimato che 4 famiglie su 5 otterranno circa 100 euro a figlio. Soldi che verranno percepiti fino al compimento del 21esimo anno di età dei figli. Per i disabili, invece, varrà vita natural durante. 

**Come fare domanda per l’assegno unico per i figli **

Il contributo sarà erogato per metà tra i genitori, attraverso accredito di conto corrente, bonifico domiciliato, carta di pagamento con Iban o libretto postale intestati al genitore richiedente. Per effettuare la richiesta basterà inviare la domanda a partire da gennaio 2022  al **portale Inps**, con Spid personale o carta d’identità elettronica. 

Possono beneficiarne sia i residenti in Italia da almeno 2 anni, sia i cittadini italiani e Ue titolari di permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca lavorativa almeno semestrale. Le prime erogazioni verranno effettuate nel mese di marzo. 

**Una petizione per chiedere non solo più soldi ma più tempo**

I problemi però non sono solo economici ma anche di tempo e di organizzazione, soprattutto per quei tanti costretti a lasciare la propria regione di origine per trovare lavoro, impossibilitati quindi nell’avere un aiuto da parte dei nonni. Lo scorso giugno, **Veronica Lenza**, ostetrica e neo mamma, ha lanciato la petizione  "Modifica del congedo parentale: maggior tempo da dedicare ai figli e dignitosa retribuzione" visibile su [Change.org.](https://www.change.org/p/modifica-del-congedo-parentale-maggior-tempo-da-dedicare-ai-figli-e-dignitosa-retribuzione)

“A maggio la mia bimba aveva 3 mesi e mezzo - spiega la Lenza - e la mia maternità obbligatoria era esaurita. Per fortuna il mio compagno lavora e ci siamo potuti permettere di vivere alcuni mesi con il mio stipendio al 30% ma è giusto questo? Non tutte le famiglie hanno questa possibilità. Separare una madre e un neonato a 3/ 4 mesi è biologicamente impossibile ed è una grande sofferenza, sia per i bisogni del neonato che per i bisogni della madre. Conosco la realtà di altri paesi europei, mi sono documentata e ho raccolto alcune testimonianze dirette dalla Norvegia”.

La maternità obbligatoria, infatti, prevede 5 mesi di astensione dal lavoro retribuita all’80%. Se la donna si è astenuta all’ottavo mese di gravidanza o al nono, dopo 3-4 mesi dal parto è previsto il rientro a lavoro da parte della madre se vuole percepire uno stipendio dignitoso. Diversamente la **“maternità facoltativa”** (o congedo parentale) viene retribuita al **30% per un totale di 6 mesi da sfruttare entro i primi 6 anni di vita del bambino**. Cifra troppo bassa per permettere ad una donna di accudire il proprio figlio, a maggior ragione se la famiglia non può privarsi di un secondo stipendio. 

Persino il congedo di paternità è stato recentemente riformulato. All’inizio dell’anno i giorni obbligatori di paternità sono aumentati da 3 a 10 giorni e un giorno grazie al Family Act potrebbero salire da 10 a 90. 

**Come funziona il congedo di paternità all’estero **

Come si poteva facilmente prevedere, i modelli da prendere ad esempio arrivano dai Paesi scandinavi dove stravince la **Norvegia**, con papà che possono beneficiare di quasi un anno di congedo con 46 settimane pagate al 100% o 56 settimane all’80%. La **petizione** che ad oggi ha raccolto **54.307 firme** non ambisce a tanto però chiede i primi 9 mesi con retribuzione pari all’80% dello stipendio, e i successivi 6 mesi retribuiti del 50%, fruibili entro i 36 mesi di vita del bambino.

Questa riforma, assieme all’’assegno unico per i figli, rappresenterebbe  una partenza  e non un punto d'approdo. Mancano ancora tanti servizi per far fronte alle innumerevoli difficoltà a cui tantissime coppie vanno incontro nel momento in cui decidono di costruire una famiglia. Uno su tutti la carenza di posti negli asili nidi. Non è solo un affare privato, tra le mura domestiche, è un affare di tutti, soprattutto dello Stato. 

di *Claudia Burgio*
