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title: I nuovi insegnanti e i test a crocette
description: "I test a crocette sono usati sia per verificare i risultati della didattica sia per \"produrre\" nuovi insegnanti e perfino nuovi insegnamenti"
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date: 2023-12-18
author: Giancristiano Desiderio
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/i-nuovi-insegnanti-e-i-test-a-crocette/
categories: [Società]
tags: [Evidenza, scuola]
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# I nuovi insegnanti e i test a crocette

![Nuovi insegnanti test](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/12/Nuovi-insegnanti-test.jpg)

I test a crocette sono usati non solo per verificare i risultati della didattica ma anche per "produrre" nuovi insegnanti e perfino nuovi insegnamenti

**L’insegnamento della matematica non gode di ottima salute ma** – **come ha evidenziato Luca Ricolfi su queste pagine martedì scorso** – **anche i *test* Pisa e Invalsi usati per rilevare i risultati dell’insegnamento non stanno molto bene**. Come a dire che sia **l’insegnamento sia la sua verifica fanno acqua da tutte le parti**. **Come mai**? Una risposta possibile potrebbe essere questa: perché il sapere si suscita come fiamma da fiamma e non si versa da vaso a vaso e non mira a costruire *robot* bensì a creare l’autodidatta. **Ma questa idea maieutica dell’insegnamento**, che implica la vocazione dell’insegnante e lo sforzo dell’allievo, **non è di moda**. **E cosa è di moda**? **Le crocette**. Infatti, **i *test*** sono usati non solo per verificare i risultati della didattica ma anche per ‘produrre’ nuovi insegnanti e perfino nuovi insegnamenti (come affetti e relazioni, che per definizione non sono insegnabili).

**Il prossimo anno si terranno i concorsi per assumere altri trentamila docenti**: diecimila circa nella [scuola](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/scuola-tornare-al-futuro/) primaria (asilo ed elementari) e ventimila nella scuola secondaria di primo e secondo grado (medie e superiori). In cosa consiste la prova concorsuale? In due prove: una scritta e una orale. **La scritta non si fa scrivendo ma rispondendo a domande a crocette**: in questo modo **il Ministero** – questa specie di *totem* del ‘sapere assoluto’ che non sa niente – vuole misurare nientemeno che le competenze psicopedagogiche e didattiche, digitali e linguistiche. Anche la prova orale non si fa oralmente ma simulando una lezione senza gli alunni, che è un po’ come nuotare senza acqua.

**Se questa è l’idea che si ha dell’insegnamento** – ossia qualcosa che oscilla fra il niente e la inesistente competenza – **non ci si può meravigliare né degli scarsi risultati né dell’inaffidabilità dei *test* nel rilevarli**. **È tutto il sistema scolastico e accademico che non va** (naturalmente **con le dovute eccezioni e con i buoni risultati** che ci sono qua e là perché, grazie al cielo, il sapere e il non sapere, l’insegnare e l’imparare e la crescita individuale appartengono alla vita umana in quanto tale prima che a un sistema statale formalizzato). Si aggiunga che **i nuovi docenti non vengono da Marte ma dallo stesso sistema dell’istruzione che non va** e si capirà che è un cane che si morde la coda e che a ogni giro si scende di un girone.

**Un tempo si diventava insegnanti studiando**. Facendo una prova scritta in cui davvero si scriveva e sostenendo una prova orale in cui davvero si dimostrava di conoscere la materia del contendere. **L’idea che vi era alla base del concorso era abbastanza elementare**: verificare la preparazione del candidato perché un insegnante preparato ha maggiori possibilità di intrattenere gli allievi e di suscitare in loro il desiderio di conoscere conoscendosi. In questo modo **l’insegnante preparato conquistava sul campo l’autorevolezza che gli veniva** ‘**insegnata**’ **e riconosciuta dagli stessi allievi che**, **alla fine**, **sono per davvero i giudici primi e ultimi di ogni insegnante**. **Infatti**, **da questo punto di vista**, **il lavoro didattico non è diverso da quello dell’avvocato o del medico o del dirigente o del giornalista o di chi volete**: costoro diventano competenti solo e soltanto praticando il lavoro e misurando sé stessi. Purtroppo, oggi, quando si passa a discorrere della figura dell’insegnante – ma, in verità, vale anche per le altre figure – si crede che da qualche parte ci sia qualcuno o qualcosa che possegga la “scienza delle competenze” e come per magia la somministri.

**Risultato**? Una volta si avevano le conoscenze e si potevano conquistare le competenze, oggi non si hanno le conoscenze e non si conquistano le competenze ma in compenso abbiamo *test* e crocette.

di *Giancristiano Desiderio*

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