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I vertici liberali da noi a Roma

El Haité e Kyuchyuk affrontano gli argomenti più caldi del nostro presente: dall’immigrazione alla guerra russa in Ucraina sino al ruolo dell’Europa.
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I vertici liberali da noi a Roma

El Haité e Kyuchyuk affrontano gli argomenti più caldi del nostro presente: dall’immigrazione alla guerra russa in Ucraina sino al ruolo dell’Europa.
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I vertici liberali da noi a Roma

El Haité e Kyuchyuk affrontano gli argomenti più caldi del nostro presente: dall’immigrazione alla guerra russa in Ucraina sino al ruolo dell’Europa.
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El Haité e Kyuchyuk affrontano gli argomenti più caldi del nostro presente: dall’immigrazione alla guerra russa in Ucraina sino al ruolo dell’Europa.

Per fare buona politica occorrono razionalità e generosità e nell’intervista doppia con il bulgaro Ilhan Kyuchyuk (copresidente dell’Alde, l’Alleanza dei liberali europei) e la marocchina Hakima El Haité (presidente dell’Internazionale liberale, la prima non europea a rivestire tale incarico) gli ingredienti ci sono entrambi. A Roma per partecipare all’evento sui sessant’anni della Fondazione Luigi Einaudi – nata nel 1962 su iniziativa di Giovanni Malagodi e da sempre impegnata nella diffusione del pensiero liberale – El Haité e Kyuchyuk affrontano con il nostro giornale gli argomenti più caldi del presente, dall’immigrazione alla guerra russa in Ucraina sino al ruolo dell’Europa in una fase complicata come quella attuale.

Sui migranti e sulle preoccupazioni europee rispetto agli sbarchi Hakima El Haité è netta: «Si tratta di mostrare la generosità, che è anche un tratto caratterizzante della civiltà europea. I migranti che arrivano in condizioni disperate vanno perciò accolti, non c’è molto da dibattere su questo. Contemporaneamente, non più a parole ma con fatti concreti, l’Europa e il mondo libero devono mettere in campo politiche di sostegno e di sviluppo nei Paesi africani». Da questo punto di vista, ecco allora che verso l’Africa «la generosità si rivela il miglior programma politico possibile» sostiene El Haité. «Un ulteriore impoverimento del Continente nero, delle sue risorse – tra l’altro in un’epoca di crisi climatiche e di siccità che avanzano – finirebbe soltanto con il far aumentare i flussi migratori di persone, uomini, donne e bambini che fuggono dalla fame verso l’Europa». Del resto niente è più liberale del metter le persone nelle condizioni di poter decidere sulla propria vita e sul proprio futuro.

Dall’immigrazione alla guerra. Da Hakima El Haité a Ilhan Kyuchyuk. Da una liberale a un liberale. Sul presente dell’Europa il copresidente dell’Alde ha ben chiaro che «ci troviamo per la prima volta» dopo molti anni a fare i conti con una guerra nel cuore del Vecchio Continente, scatenata dall’invasione russa dell’Ucraina. Un rigurgito di imperialismo che l’Ucraina e «le democrazie europee stanno fronteggiando con grande lucidità e coraggio, tenendo presente anche il contesto d’una serie di fattori economici e di difficoltà come la crisi energetica e l’aumento dei prezzi». Da convinto liberale, Kyuchyuk condanna duramente la politica di Vladimir Putin e rivendica la risoluzione votata giorni fa dal Parlamento europeo (e sostenuta con vigore dai liberali europei di Renew Europe) in cui si definisce la Russia uno Stato sponsor del terrorismo. Razionalità, scrivevamo all’inizio. Quella che l’Europa e l’Occidente intero hanno mostrato sin dai primi giorni della guerra di invasione russa, difendendo senza tentennamenti la libertà di Kiev.

Di Max Dal Ponte

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