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title: Il 25 aprile è da sempre una data divisiva
description: "L'Italia trascura una memoria condivisa. Il 25 aprile dovrebbe essere la ricorrenza più unitaria ma è da sempre una data divisiva. "
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date: 2022-04-25
author: Carlo Fusi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/il-25-aprile-e-da-sempre-una-data-divisiva/
categories: [Società]
tags: [Evidenza, Italia, storia]
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# Il 25 aprile è da sempre una data divisiva

![Il 25 aprile è da sempre una data divisiva](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/04/Evidenza-sito-30-2.png)

L'Italia è un Paese che trascura una memoria condivisa, a confermarlo è il 25 aprile: quella che dovrebbe essere la ricorrenza più unitaria è da sempre una data divisiva.

**Dovrebbe essere la ricorrenza più unitaria, quella che celebra la vittoria sul nazifascismo e la riconquista della democrazia. Invece il 25 aprile è da sempre una data divisiva: la conferma che l’Italia è un Paese che trascura una memoria condivisa.** Le ragioni che fanno di questo giorno un solco che divide, invece che una sutura che riunisce, sono diverse. La principale è che, in una terra di confine quale siamo, si tratta di un passaggio colpevolmente strumentalizzato. Dai vincitori, specialmente quelli di tradizione comunista, per autoassegnarsi il diritto di impartire un crisma che divide i buoni dai cattivi. Dai vinti, per covare un impossibile sogno revanscista brandendo l’arma del revisionismo. Due errori storici, due contorsioni politico-ideologiche che sono andate degenerando; e che, oggi che le armi tornano tragicamente a intonare in Europa il loro canto di morte, vanno in suppurazione.

Come? Ecco.** È vero, l’Italia è stata liberata dalle truppe anglo-americane senza le quali quel risultato sarebbe stato impossibile. È altrettanto vero che la Resistenza ha svolto un ruolo tutt’altro che marginale.** Se infatti l’Italia – a differenza della Germania – ha potuto liberamente scegliere tra Monarchia (preferita dagli Alleati) e Repubblica, se ha potuto eleggere una Costituente e scrivere in piena libertà e non sotto dettatura la Costituzione, è stato perché un pezzo di popolo è insorto e con la Resistenza ha formato un gruppo di guida capace di diventare interlocutore dei governi dei vincitori.

Nessuno lo spiega meglio dell’attuale presidente della Corte costituzionale, Giuliano Amato: «Quella situazione ha fatto sì che con un nostro atto, il famoso decreto luogotenenziale n. 98, decidessimo il nostro futuro. Chi considera la Resistenza una vicenda di parte altrui è bene che ristudi la Storia e che si renda conto che senza la Resistenza la Costituzione non sarebbe stata possibile». **Dunque “la Costituzione nata dalla Resistenza” non è una giaculatoria retorica ma la riproposizione di un passaggio fondamentale che ha consentito all’Italia la rinascita democratica sotto il segno dell’autonomia.**

Ci sono stati tentativi di ricucitura di quella lacerazione. Come quando Luciano Violante affermò che i morti vanno tutti rispettati, anche quelli di Salò. O quando a Onna – dopo che la faziosità era arrivata a fischiare Letizia Moratti che portava in carrozzella alle manifestazioni il padre, partigiano vero – Silvio Berlusconi toccò l’apogeo di un’ispirazione riconciliatrice precisando che se il 25 è la festa di tutti, di tutti si deve avere rispetto «ma senza che questo significhi equidistanza».

**La Resistenza che ha portato al 25 aprile e alla Costituzione è il basamento politico-ideale su cui tutti gli italiani possono e debbono riconoscersi.** È il ricordo delle vittime, la memoria dei caduti. **Sono questi i valori che in questo giorno le organizzazioni come l’Anpi dovrebbero custodire e valorizzare.** Senza ossessivamente cercare nuovi nemici con lo sguardo nello specchietto retrovisore della Storia.

di *Carlo Fusi*
