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title: Il canto della cicala, colonna sonora dell’estate
description: "Molto semplice: la cicala vuole fare sesso, da mattina a sera. Ecco perché sfrigola parti del proprio addome utilizzandole"
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date: 2024-07-22
author: McGraffio
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categories: [Società]
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# Il canto della cicala, colonna sonora dell’estate

![cicala](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/07/Evidenza-sito-1411-1024x639.jpg)

Molto semplice: la cicala vuole fare sesso, da mattina a sera. Ecco perché sfrigola parti del proprio addome utilizzandole come una sorta di pettine sonoro

**È il suono ufficiale dell’estate. Una sorta di *mantra* metallico, ipnotico e inarrestabile**, un magma sonoro che dialoga con il giorno e accompagna il mondo fino alla quiete serale. **Lo senti – nitido e avviluppante – nelle campagne solitarie, al mare, anche nelle città ingiallite e già un po’ sfollate.** È il canto delle cicale. **Segno che l’estate è arrivata a maturazione**. Segno che la temperatura del rumore, al contrario di quella del termometro, si è abbassata di qualche grado. Un suono familiare, per molti fastidioso e per altri di grande compagnia, prodotto da esseri un po’ demoniaci, quasi invisibili. Per guardare negli occhi una cicala ci vuole impegno. Non è un insetto particolarmente avvenente (questione di gusti). **Si mimetizza col tronco o con il ramo degli alberi che frequenta e di cui succhia la linfa per nutrirsi; una sorta di vampira che ha vissuto sottoterra buona parte della sua vita (dai 7 ai 17 anni, a seconda della specie) e ora è risorta.**

**Certo, il buon Esopo non le ha fatto grande pubblicità: la memoria collettiva di mezzo mondo si trascina dentro la narrazione che la vuole buontempona, irresponsabile, vuotamente gaudente, unicamente canterina. Unica destinazione: la morte per fame**. Non è proprio così. Nella tradizione mitologica greca il canto della cicala era associato alla celebrazione della vita e dell’arte. Diventare cicala era un regalo fatto agli uomini e alle donne dalle Muse. **L’amore per la musica, per il suono era il requisito minimo per ambire a trasformarsi nel musicale insetto e molti lo desideravano**. Nella cultura cinese la loro presenza garantirebbe prosperità e salute.** Noi occidentali – abituati al rumore bianco, alle radio non sintonizzate, ai lavori in corso e al caos di *clacson* e *spot*– accogliamo la cicala e il suo suono come una monotona base *karaoke* da riempire con i nostri discorsi quotidiani, chiedendoci poi cosa avranno le cicale da dirsi con tutto quel chiacchiericcio (scientificamente: frinire o stridulazione).**

**Molto semplice: le cicale vogliono fare sesso, da mattina a sera.** Ecco perché sfrigolano parti del loro addome utilizzandole come una sorta di pettine sonoro. Ognuna col proprio suono, ognuna con la propria frequenza. E mentre noi facciamo scivolare il giorno passandoci sul collo salviettine imbevute, sovralimentando i condizionatori d’aria, succhiando ghiaccioli o lamentandoci della canizie e della politica, della suocera e della Nazionale, **loro iniziano questo incredibile ‘*gospel* del sesso’ reclamando in maniera ossessiva la presenza di un *partner*, musica programmata per tutto il giorno.**

**È solo un battito d’ali.** L’estate dura poco così come la vita da vampire ‘risorte’ delle cicale (un mese circa). «**Quando canta la cicala, tutto nel mondo è chiaro e fermo**» scriveva Pier Paolo Pasolini. La sua esistenza è metafora di trasformazione e rinnovazione, che dalle tenebre tende alla luce attraverso la gioia dei sensi. Rodari diede così a Esopo il proprio punto di vista: «**Chiedo scusa alla favola antica / se non mi piace l’avara formica / io sto dalla parte della cicala / che il più bel canto non vende... regala!». Buona estate.**

di *McGraffio *
