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Il coraggio di dare un nome alla malattia

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Bene hanno fatto Fedez e sua moglie Chiara Ferragni a raccontare quello che stava succedendo, ricordando l’importanza della diagnosi precoce e chiamando le cose con il loro nome

Fedez

Il coraggio di dare un nome alla malattia

Bene hanno fatto Fedez e sua moglie Chiara Ferragni a raccontare quello che stava succedendo, ricordando l’importanza della diagnosi precoce e chiamando le cose con il loro nome

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Il coraggio di dare un nome alla malattia

Bene hanno fatto Fedez e sua moglie Chiara Ferragni a raccontare quello che stava succedendo, ricordando l’importanza della diagnosi precoce e chiamando le cose con il loro nome

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Non tutti lo amano, di certo ha un enorme successo. Quello che è accaduto a Fedez lo avvicina straordinariamente a tutti noi. A 32 anni ritrovarsi con una diagnosi di tumore al pancreas è una batosta difficile da immaginare. E bene però hanno fatto, lui e la moglie Chiara Ferragni, a raccontare quello che stava accadendo. Intanto perché ci ricordano la straordinaria importanza di una diagnosi precoce, poi perché fino a pochi anni fa quel tipo di tumore significava ben poche speranze di sopravvivenza. Oggi non è più così e lo dobbiamo ai nostri straordinari ricercatori, spesso precari e quasi sempre sottopagati. Eccellenze che consentono di affidarsi a un sistema sanitario di cui, in molti casi, possiamo andare fieri.

Che ci piaccia o meno, questa coppia rapper-influencer ha avuto il coraggio di essere coerente: sui social hanno raccontato la loro vita e lì hanno parlato in modo chiaro di quello che stava accadendo a Fedez. Senza giri di parole, senza parlare di mali oscuri come a volte ancora si tende a fare. Ma dando un nome alle cose, anche se quel nome fa paura. E visto quanto sono amati dai giovani, il loro in questo caso è un bell’esempio. Speriamo che sia anche una spinta ulteriore a investire nella medicina di casa nostra. Su tutto però, ora l’auspicio è che Fedez possa vincere questa battaglia. E un plauso per non aver avuto vergogna di mostrare quanto dietro un personaggio ci sia sempre e soprattutto una persona. Che può essere fragile e avere bisogno di aiuto.

di Gaia Bottoni

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