---
title: Il diritto alla disconnessione arriva in Senato
description: Il diritto alla disconnessione, ad una linea netta tra lavoro e vita privata, sta per approdare in Senato ma non è per tutti
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/10/Evidenza-sito-5.jpg
date: 2024-10-08
author: Raffaela Mercurio
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/il-diritto-alla-disconnessione/
categories: [Società]
tags: [lavoro, società, tecnologia]
---

# Il diritto alla disconnessione arriva in Senato

![Il diritto alla disconnessione arriva in Senato](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/10/Evidenza-sito-5.jpg)

Il diritto alla disconnessione, ad una linea netta tra lavoro e vita privata, sta per approdare in Senato: ma non per tutti la connessione, al contrario, è sinonimo di inferno

Depositata in Parlamento a luglio – dopo una partecipatissima raccolta di adesioni chiamata “Lavoro, poi stacco” – la **proposta di legge sul diritto alla disconnessione arriverà presto in Senato**. La richiesta: la facoltà per un lavoratore di **non essere «costantemente reperibile fuori dall’orario di lavoro e avere la libertà di non rispondere alle comunicazioni nei turni di riposo»** senza temere conseguenze. A promuovere l’iniziativa è l’associazione giovanile [L’asSociata](https://www.instagram.com/associata_roma/), nata per avvicinare i giovani alle istituzioni.

E **sono proprio i giovani i principali sostenitori di un cambio di rotta nelle dinamiche d’ufficio**. Se la fine della pandemia ha decretato infatti anche un ridimensionamento dello *smart working* (l’ultimo ripensamento è del colosso Amazon) con sparuti casi di lavoro ibrido che faticano a resistere, **il concetto di *work life balance* – con una divisione più netta tra lavoro e vita privata – è stato ben più tenace**, ancorandosi alle nuove generazioni. La proposta si basa su alcuni cardini: n**essuna demonizzazione dell’imprevisto extra lavorativo (purché sia adeguatamente retribuito come straordinario) e un generale disincentivo all’uso di dispositivi personali **per scoraggiare intrusioni. La proposta di legge non è inoltre pensata per regolamentare solo il rapporto fra capo e dipendente, ma è **valida anche tra colleghi** che utilizzano ogni tipo di mezzo (dall’*e-mail* a WhatsApp) per comunicare fuori dall’orario di lavoro.

Sebbene il diritto alla disconnessione sia stato riconosciuto quale diritto fondamentale dal Parlamento europeo con una risoluzione del 2021, **restano alcuni nodi irrisolti**. In primo luogo la** sanzione amministrativa pecuniaria prevista dal testo, che va dai 500 a 3mila euro: non solo eccessiva ma anche difficilmente misurabile**, considerato che l’imprevisto nel lavoro è soggetto a troppe variabili, spesso arbitrarie. Qualora si volesse considerare la punizione economica come un puro disincentivo, resta però valido anche il diritto inverso della connessione.

**Nella scala di valori di ciascuno il lavoro può occupare posizioni diverse e anche mutevoli nel corso della propria carriera**: si può essere particolarmente flessibili per esigenze economiche, per pura (e legittima) ambizione o perché alcuni lavori sono difficilmente ‘inscatolabili’ in orari *standard*.

Il **fenomeno è comunque caratterizzato da un vuoto legislativo e dall’assenza di regolamentazione comune tra i diversi Paesi Ue**. Solo la Francia si è infatti dotata di una legge *ad hoc* sul tema già dal 2016, ben prima del fenomeno dello *smart working*: è la Loi du Travail, che però riguarda solo le aziende con più di 50 dipendenti e non prevede sanzioni specifiche. In Belgio esiste invece un ‘codice di condotta’, ma solo per dipendenti pubblici. Mentre il Portogallo ha iniziato a discutere sul tema con iniziative per lo più private.

A conti fatti,** il percorso della proposta di legge non sembra così lineare**: legiferare sulla scala di valori di ognuno può risultare molto rischioso.

*di Raffaela Mercurio*
