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title: "Il piano dell’Europa per le emergenze: rifugi, torce e cibo in scatola"
description: "Nel nostro Continente siamo abituati a fronteggiare le crisi dopo che sono scoppiate. Ora l'Ue vara un piano di prontezza, civile e militare"
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date: 2025-03-28
author: Umberto Cascone
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/il-piano-delleuropa-per-le-emergenze-rifugi-torce-e-cibo-in-scatola/
categories: [Società]
tags: [emergenza, esteri, Europa, guerra, Italia, politica, società]
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# Il piano dell’Europa per le emergenze: rifugi, torce e cibo in scatola

![piano-europa-emergenze](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/03/piano-europa-emergenze-1024x639.jpg)

Nel nostro Continente siamo abituati a fronteggiare le crisi dopo che sono scoppiate, tanto a livello bellico quanto ambientale. Ora l'Ue vara un piano di prontezza, civile e militare, da applicare in 3 anni

Meglio prevenire che curare, dicono le persone assennate. Vallo a spiegare agli europei, si potrebbe aggiungere. **Nel nostro Continente siamo abituati a fronteggiare le crisi dopo che sono scoppiate, tanto a livello bellico quanto ambientale.** Piangiamo per i disastri naturali, ci riempiamo la bocca di intenzioni («Non accadrà più, dobbiamo essere preparati») che però non si concretizzeranno mai.

In un’epoca tanto instabile e difficile,** l’Unione Europea tenta di mettere in atto una strategia complessiva di prontezza per fronteggiare a vari livelli (governativo, popolare, comunitario) le emergenze. Lo fa con un documento programmatico di 18 pagine (più 6 di allegati), in cui identifica 67 direttrici di intervento su cui lavorare da oggi al 2028.** Si parla di definire processi operativi comuni, integrare pratiche ed equipaggiamenti per le protezioni civili, istruire i cittadini su come fronteggiare catastrofi e crisi (di origine naturale e umana), costituire scorte strategiche di materiali e beni di prima necessità, mettere in sicurezza *asset* e infrastrutture e così via.

Il piano, che prende il nome di **“European Preparedness Union Strategy”, è in verità poco più di un documento di indirizzo.** Certo, stabilisce con sufficiente chiarezza le aree di intervento ma **non chiarisce i passi concreti necessari per portare a compimento gli obiettivi, non specifica le risorse finanziarie a disposizione, resta vago su alcuni punti programmatici.** Che significa, per esempio, indirizzare in chiave di prontezza tutti i provvedimenti politici degli Stati membri (obiettivo da conseguire già nel 2025)?

Una cosa però il piano la fa piuttosto bene: recepisce le indicazioni dell’ex presidente finlandese Sauli Niinistö. Che nel suo rapporto aveva sottolineato come **l’intera Europa debba essere preparata agli scenari peggiori in ogni ambito (bellici ma anche naturali). Questo significa partire dalla base: la consapevolezza da parte dei cittadini. **Nei Paesi nordici è già realtà: tutti sono ben consci di cosa fare (almeno in caso di guerra), di cosa avere a disposizione e così via. Ma da noi, dove anche solo evocare l’idea di una crisi significa attirarsi gli insulti, l’operazione sarà più difficile. Eppure necessaria.

Nel piano si parla di istruire i giovani nelle scuole su come comportarsi in casi emergenziali. **Si introduce l’idea di «prontezza personale per 72 ore». Significa che in caso di crisi i cittadini devono essere autosufficienti (come se lo Stato e i servizi non esistessero) per almeno tre giorni.** Tradotto: devono poter sempre disporre di acqua e cibi non deperibili (per esempio quelli in scatola), bombolette di gas e fiammiferi, medicine e torce elettriche. **Badate bene, non si parla soltanto di guerra (come titolano alcuni giornali). Questo discorso è validissimo anche per alluvioni, frane, fenomeni ambientali e climatici estremi e repentini (sempre più frequenti nella nostra Europa).**

Il piano europeo segnala anche qualcosa di altrettanto importante: **servono luoghi sicuri in caso di necessità. Luoghi che nel Nord del Continente (ma anche in Svizzera) esistono da sempre. **In Finlandia, ad esempio, ci sono [bunker](https://laragione.eu/esteri/rifugiarsi-sotto-terra-la-finlandia-e-la-ricorrente-minaccia-russa/)sufficienti per quasi tutta la popolazione, e vengono attivati anche in caso di disastri industriali o tempeste particolarmente violente. **Secondo l’Unione, anche da noi dovremmo iniziare a identificare dei rifugi. Sacrosanto e necessario, se vogliamo essere pronti a ogni scenario, anche il peggiore. **Ma ora chi lo spiegherà agli italiani?

Di *Umberto Cascone*
