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title: Il primo semaforo della storia
description: Progettato da James Hoge e installato a Cleveland fra East 105th Street ed Euclid Avenue, viene realizzato il primo semaforo elettrico
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date: 2024-12-10
author: Stefano Faina
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/il-primo-semaforo-della-storia/
categories: [Società]
tags: [auto, storia]
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# Il primo semaforo della storia

![Semaforo](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/12/Semaforo.jpg)

Progettato da James Hoge e installato a Cleveland fra East 105th Street ed Euclid Avenue, viene realizzato negli Stati Uniti il primo semaforo elettrico

**Nella seconda metà dell’Ottocento Londra vanta il primato della città più trafficata d’Europa.** Complici anche le spinte innovative tipiche dell’epoca vittoriana, la capitale britannica è in quel momento il prototipo della metropoli in costante evoluzione. Un aspetto che si riflette inevitabilmente anche sulla viabilità. Nel solo 1866 le cronache registrano 1.102 morti e 1.334 feriti in incidenti stradali, in un periodo storico in cui il trasporto avviene principalmente su mezzi trainati da cavalli. Quest’ultimo dato non sfugge a un ingegnere di nome John Peake Knight. Specializzato nell’ambito ferroviario, Knight pensa di utilizzare i segnali già in uso per regolamentare il passaggio dei treni applicandoli in ambito urbano. Così nel 1868 presenta la sua creazione.

**Si tratta di un segnalatore di origine appunto ferroviaria, azionato manualmente da un poliziotto, che consiste in un palo cui è collegata un’asta**: quando quest’ultima assume una posizione perpendicolare al palo stesso, indica il segnale di “*stop*”; quando invece è in posizione parallela, vuol dire “via libera”. Per consentirne l’utilizzo al buio, vengono applicate alle estremità dell’asta delle lampade a gas di colore verde e rosso. Il marchingegno viene ribattezzato “*semaphore*”, termine francese che prende spunto dal greco antico e che significa “portatore di messaggi”. La scelta del francesismo non è peraltro casuale. L’innovativo dispositivo messo a punto dall’ingegnere inglese si rifà infatti al metodo sviluppato dai fratelli Chappe, due inventori d’Oltralpe che avevano realizzato un segnalatore ottico per comunicazioni militari, strutturato in modo analogo e utilizzato dalle truppe francesi durante la guerra contro l’Austria nel 1792.

**Il 10 dicembre 1868 il primo semaforo della storia viene installato, all’incrocio tra George Street e Bridge Street, proprio di fronte alla Camera dei Comuni.** L’esordio non è dei più fausti. Il giorno della prima dimostrazione il dispositivo non funziona e soltanto grazie all’intervento di alcuni agenti si riesce a renderlo operativo. Inoltre, appena un anno dopo, un poliziotto rimane gravemente ferito a causa di una fuga di gas che provoca lo scoppio di una delle lampade colorate. Si opta così per la rimozione definitiva dell’oggetto, che sembra destinato a finire nel dimenticatoio. Ma la rivoluzione del mondo dei [trasporti](https://laragione.eu/parlano-le-aziende/il-35-degli-italiani-sceglie-trasporti-green-ia-e-istituzioni-guidano-il-cambiamento/) è in realtà appena iniziata.

**Nel 1876 Nikolaus Otto perfeziona il motore a scoppio col ciclo a quattro tempi. Dieci anni dopo, grazie a Karl Benz, arriva la prima automobile moderna. A quel punto qualcuno si rende conto che l’idea di Knight potrebbe tornare utile, se opportunamente rivista.** Nel 1914 viene così realizzato negli Stati Uniti il primo semaforo elettrico, progettato da James Hoge e installato a Cleveland fra East 105th Street ed Euclid Avenue. Oltre alle luci rosse e verdi, viene anche concepito un segnale sonoro che invita a procedere con cautela quando il semaforo sta per cambiare colore. Questo espediente durerà poco perché, nel 1923, l’ingegner Garret Morgan realizzerà la versione tuttora in uso con il colore giallo-arancione.

**Da noi il primo esemplare fa la sua comparsa a Milano, fra via Orefici e via Torino.** Era il primo di aprile del 1925 e molti pensarono a una colossale burla. Invece ormai da un secolo quelle tre lucine colorate regolano i ritmi delle nostre giornate. Vissute costantemente in attesa che scatti il verde.

di *Stefano Faina e Silvio Napolitano*
