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Il ritorno del turismo

14 milioni di italiani in movimento per almeno due giorni in questo lungo weekend. Un chiaro segnale che il turismo è in fortissima ripresa, soprattutto gli arrivi dall’estero.

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Il ritorno in grande stile del turismo e in particolare dei viaggiatori stranieri è un grande segnale di questa Pasqua 2022.
Nonostante un quadro globale devastato dalla follia di Vladimir Putin, dalla guerra da lui scatenata in Ucraina e dalle consegue politiche ed economiche ancora impossibili da circoscrivere, le prime vere feste post-pandemia fanno registrare punte quasi di entusiasmo.

In Italia, città d’arte prese d’assalto, alberghi pieni ovunque, ristoranti con le liste d’attesa, 14 milioni di italiani in movimento per almeno due giorni in questo lungo weekend. Come accennato, è fortissima la ripresa degli arrivi dall’estero, con la significativa e importante presenza in alta percentuale degli americani.
A onor del vero, sembrano schizzare in alto anche i prezzi, con qualche pensiero sulla volontà di rifarsi un po’ troppo velocemente ai danni del turista dei costi della pandemia.

Ovviamente dovremo aspettare il 25 aprile e il secondo fine settimana allungato dalla festività, per trarre un bilancio concreto, ma tutti gli indicatori si sono impennati. C’e fame di turismo, vita normale e, perché no, divertimento. Il contrasto con i cupi presagi della guerra c’è e resta, fortissimo. Eppure, come abbiamo avuto modo di sottolineare su La Ragione, non c’è nulla di cui “vergognarsi“ in questo desiderio di viaggio e di vita. Anzi, se ci siamo schierati compatti in difesa di un Paese aggredito da un dittatore ossessionato è anche perché vogliamo difendere la nostra Way of life. Fra i nostri valori, oltre quelli irrinunciabili della libertà, della democrazia e dello Stato di diritto, ci sono quelli apparentemente “minori“ della vita all’occidentale.

Alla faccia di quanto vanno raccontando dittatori e autocrati a tutte le latitudini, quello stile occidentale che resta un faro irresistibile e che i loro stessi ricconi (non di rado facenti rima con imbroglioni) hanno eletto a stile di vita. In tutta franchezza, con una volgarità e sguaiatezza che non ci mancheranno, dovessimo rinunciarvi. Quelli che aspettiamo a braccia aperte sono i russi, un popolo contro cui non abbiamo nulla, schiavo della folle volontà del suo capo. Non certo gli oligarchi da operetta che al più costringeranno qualche albergo di lusso a rivedere le proprie strategie.

 

di Fulvio Giuliani

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