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title: "Il &#8220;transfemminismo intersezionale” non ha nulla del femminismo"
description: Come non provare sconcerto davanti a questo strano tipo di femminismo che identifica in ogni maschio un predatore
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date: 2024-03-21
author: Alessandra Libutti
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/il-transfemminismo-intersezionale-non-ha-nulla-del-femminismo/
categories: [Società]
tags: [diritti, esteri, società]
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# Il &#8220;transfemminismo intersezionale” non ha nulla del femminismo

![femminismo](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/03/Evidenza-sito-996-1024x639.jpg)

Come non provare sconcerto davanti a questo strano femminismo che identifica in ogni maschio un predatore

**Come non provare sconcerto davanti a questo strano femminismo che identifica in ogni maschio un predatore**, coordina la Santa Inquisizione dei pronomi e dei sostantivi e scaglia anatemi (“fascista”, “razzista”, “sessista”) **contro chiunque disapprovi?** In realtà questo strano intruglio che prende il nome di “**Transfemminismo intersezionale**” non ha nulla del femminismo. È un’altra cosa. I**nfatti ha a cuore un po’ tutto: dagli Lgbt+ al riscaldamento globale, fino alla pace nel mondo. Se proprio parla di donne, lo fa per difendere il loro ‘diritto’ al *burka*.** Esiste già da un po’, anche se lo abbiamo notato solo dopo il 7 ottobre, quando le seguaci sono scese in strada contro il patriarcato bianco capitalista sventolando bandiere della Palestina.

**A idearlo nel 1989 fu Kimberlé Crenshaw, una docente di diritto che lo intese come un prisma che riflette le intersezioni di razza** e classe sociale come forme di disuguaglianza. Un approccio che avanzò parallelamente al concetto di inclusione, equità e diversificazione (Dei) – che mirava a creare diversità nei luoghi di lavoro e nelle istituzioni – **e al *woke*, originariamente teso a compensare squilibri sistemici dovuti alla razza.** **Quest’ultimo però, nella sua rapida evoluzione, finì presto per sostenere un razzismo rovesciato: i bianchi non devono soltanto prendere consapevolezza del loro privilegio, ma anche fare ammenda per le colpe dei loro predecessori.** Si tratta insomma di un’ideologia che ha finito **per colpevolizzare i bianchi semplicemente perché esistono **e che nelle università americane è arrivato addirittura alle ‘sedute rieducative’. Una cosa degna della Cina di Mao.

**Il *woke* aveva cominciato a dilagare durante l’amministrazione Obama**. Trump colse lo scontento della fetta di America che tremava davanti a un fenomeno che pareva avere a cuore tutti tranne che la classe operaia bianca. Un Paese che, come contrappeso al *woke*, **si rifugiava nel suprematismo bianco e nel rigore cristiano-evangelico**. In pochi anni la politica americana finì così per polarizzarsi.

Il femminismo intersezionale prese il sopravvento in quel contesto – nel giorno successivo all’insediamento di Trump alla Casa Bianca – **con la Marcia delle Donne del 21 gennaio 2017**, in opposizione al trumpismo. O**riginariamente proposta dall’avvocato in pensione Theresa Shook, avrebbe dovuto essere una marcia a sostegno di Hillary Clinton** ma assunse una direzione diversa quando** Mary Lynn Foulger **– nota come Bob Bland – **scalzò Shook affermando che le donne bianche avrebbero dovuto lasciare spazio alle minoranze**. E invitò poi alla direzione Linda Sarsour, una palestinese promotrice della *sharia* che aveva alle spalle il Council on American-Islamic Relations (Cair), **un’organizzazione sospettata di essere affiliata ai Fratelli Musulmani.** Abile nel tessere le fila tra la sinistra progressista, l’estrema sinistra e i movimenti pro-islamici,** Sarsour fece della marcia la rampa di lancio del femminismo intersezionale, anti-occidentalista e anti-sionista**.

Il nuovo femminismo sfondò in Italia qualche mese dopo, quando venne promosso dalla neonata associazione **Non Una di Meno **alla manifestazione per la Giornata mondiale contro la violenza maschile sulle donne.

di *Alessandra Libutti *
