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title: Il turismo vola, ma i prezzi e taxi preoccupano
description: Ancora una volta, tutti gli indicatori sembrano suggerire giorni felici per il turismo italiano. Ma rimangono i (soliti) problemi
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date: 2024-03-26
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/il-turismo-vola-ma-i-prezzi-e-taxi-preoccupano/
categories: [Società]
tags: [Italia, turismo, vacanze]
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# Il turismo vola, ma i prezzi e taxi preoccupano

![Il turismo](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/03/Il-turismo.jpg)

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2023-12-28 08:31:34

2023-12-28 07:31:34

L'Italia si conferma, anche questo Natale, la capitale mondiale del turismo. Eppure, un episodio minimo a Napoli, mostra l'altra faccia della medaglia

L’Italia scoppia di turisti, letteralmente. I numeri sono ragguardevoli, in alcuni casi esaltanti, da Nord a Sud, dalle città d’arte alle località classiche delle vacanze invernali. Anche il caldo anomalo di Natale non ha minimamente intaccato i pienoni delle stazioni sciistiche, dove i comprensori stanno facendo miracoli per regalare agli sciatori un manto bianco degno di questo nome, in attesa che le temperature torni a scendere e magari si ripresenti persino la neve naturale.

Siamo e ci confermiamo la capitale mondiale del turismo, la meta sognata, agognata, un luogo dove - non dimentichiamo mai - milioni di persone di tutto il mondo desiderano poter venire almeno una volta nella vita. Sia detto con il massimo rispetto, altro che Maldive o luoghi esotici. Meravigliosi quanto si vuole, ma di fatto privi di una storia con la ‘S’ maiuscola.

Noi siamo l’Italia, il Paese che nelle sue pur ridotte dimensioni può vantare il più alto numero di siti patrimonio dell’umanità per l’UNESCO e un passato semplicemente imparagonabile. In grado di abbracciare praticamente tutti i secoli dai tempi della colonizzazione greca nel meridione del nostro Paese sino a oggi. Per semplificare al massimo, si intende.

Eppure, testimonianza “familiare” giunta proprio dalla mia città, Napoli: due turiste giungono in stazione centrale e decidono di raggiungere il centro cittadino in metropolitana. Un’operazione totalmente banale in qualsiasi angolo del mondo sviluppato. Esito dell’”avventura”: informazioni zero, coda chilometrica all’unica macchina self service funzionante nel raggio di centinaia di metri, arrivata alla quale si scopre di poter acquistare il biglietto solo per una delle linee della metropolitana cittadina (la numero due, per la cronaca, quella gestita dalle Ferrovie dello Stato).

Per tutte le altre, compresa la celeberrima linea uno con le stazioni-museo giudicate le più belle al mondo, bisogna andare alla caccia di un luogo dove poter acquistare i biglietti o un abbonamento turistico. Individuato fortunosamente un bar e chiesto il tagliando da 20€, ci si sente di rispondere che non sono accettati bancomat e carte di credito.

A questo punto, sarebbe più che opportuno e giustificando mandare tutti a quel paese e anche ad alta voce, ma si è in vacanza e le due turiste decidono di abbozzare, pur masticando amaro.

Un episodio minimo, eppure in grado di far letteralmente cascare le braccia. Continuiamo a perderci in un bicchier d’acqua, continuiamo a trattare spesso in modo indecente chi ci porta denari dai cinque continenti e poi abbiamo anche la faccia tosta di lamentarci se di volta in volta la Spagna, la Croazia, la Tunisia o fate un po’ voi riescono a “rubarci” fette di turisti.

Dopo esserci vergognati un po’, basterebbe fare le cose con serietà. Partendo dai piccoli servizi quotidiani e basta - per cortesia - con le scuse sempre uguali. Non ne possiamo più.

di Fulvio Giuliani

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Turismo in Italia, soliti errori

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2023-12-28 08:31:34

2023-12-28 07:31:34

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2023-12-08 08:58:27

2023-12-08 07:58:27

Italia: il turismo conferma un trend post pandemia che non sembra conoscere flessioni. Ma nel nostro Paese persiste anche un problema di disagio e povertà

Siamo nel cuore del ponte dell’Immacolata (di Sant’Ambrogio per i milanesi), tradizionale passo d’avvio della stagione turistica invernale e natalizia. Tutti gli indicatori del settore sono schizzati in alto e, come si suol dire in questi casi, “non si trova un buco da nessuna parte” e i costi riflettono l’altissima domanda. Ovunque: neve, città d’arte, e i mille angoli straordinari di un Paese incredibile qual è il nostro.

Turismo in super spolvero, dunque, confermando un trend che dopo la pandemia non sembra conoscere flessioni. Nello stesso momento, ne abbiamo scritto oggi su La Ragione, anche le previsioni di spesa per il Natale 2023 - elaborate da Confesercenti - probabilmente sorprenderanno i lettori, indicando un robusto aumento (+13%) rispetto al Natale 2022. Vale la pena ricordare, a tal proposito, che proprio l’Italia è fra i pochissimi paesi del G20 ad aver fatto segnare una spesa delle famiglie del 2023 in aumento (+1,1%) rispetto all’anno precedente. Molto più della Germania, per capirci. Ulteriore sorpresa, considerato il tenore dei commenti e delle previsioni sulla nostra economia.

Detto questo, questi dati smentiscono in qualche modo il tema della media degli stipendi nel nostro paese? Assolutamente no e sarebbe ridicolo utilizzare cifre e previsioni oggettivamente positive come una sorta di bilanciamento rispetto all’altrettanto oggettivo ritardo che l’Italia continua a denunciare nella media dei guadagni o nella capacità di consentire ai più giovani non solo di entrare più velocemente nel mondo del lavoro, ma di accedere a stipendi degni di questo nome e vere responsabilità non in tempi biblici.

Quelle stesse cifre, però, ricordano l’estrema complessità e vitalità di fondo della nostra società e dei nostri comparti produttivi. Restiamo un grande Paese industriale e trasformatore, caratterizzato da una miriade di aziende che fanno letteralmente mangiare la polvere ai concorrenti in giro per il mondo.

Questi sono fatti che non smentiscono, ma che si accompagnano ai problemi che ci attanagliano. Meriterebbero di essere considerati, non oscurati perché contrari alla narrazione comune. A quell’idea di sfascio che piace tanto a certi frequentatori di talkshow televisivi e animatori di dibattiti social sempre uguali a se stessi.

Dire che siamo un Paese ricco è pacifico, anche alla luce dei dati di cui sopra. Eppure non sposta di un millimetro la gigantesca amarezza per i problemi citati o per quelle sacche di profondo disagio e povertà che vediamo intorno a noi. Non incide sui paurosi disequilibri fra aree dell’Italia, ma ci ricorda quale sia la nostra forza, la nostra capacità. La possibilità - diremmo l’obbligo - di andare oltre quell’interessata descrizione di un Paese finito e ripiegato su se stesso che piace tanto ai profeti di sventura.

Guardiamola e analizziamola la realtà, tutta e sempre. Per decenza e e onestà intellettuale.

 

Di Fulvio Giuliani

Turismo, spese e famiglie, l’Italia che sorprende

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2023-12-08 08:58:27

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2024-02-21 07:22:33

2024-02-21 06:22:33

Il turismo in Italia va a gonfie vele eccetto per un servizio palesemente non consono alla nostra imparagonabile proposta turistica: i taxi

Il turismo va, siamo reduci da una stagione 2023 lusinghiera (anche se non eccezionale d’estate per l’insipienza di troppi operatori che hanno deciso di pestare sui prezzi, senza considerare le inevitabili conseguenze e ricadute. Lo sottolineammo fra luglio e agosto). A Natale, in particolar modo le città d’arte e le località di montagna hanno fatto registrare lusinghieri tassi di occupazione delle strutture alberghiere e numeri assoluti di indiscutibile pregio.

A parte il discorso relativo alla prudenza necessaria nello stressare la leva dei prezzi - soprattutto quando non corrispondente a un’offerta ineccepibile, torneremo in futuro sul punto - se c’è un servizio palesemente non consono (eufemismo) al livello della nostra proposta turistica è quello dei taxi.

Direte e non senza ragioni: “Lo scopri solo oggi? Pensa ai poveri residenti che devono passare le pene dell’inferno per trovare un’auto bianca ogni santo giorno….”.

Vero, ma abbiamo deciso di occuparci di turismo e il trattamento a cui sono destinati troppi turisti nelle nostre città è ormai intollerabile.

Come si può pensare di offrire un’immagine adeguata alle meraviglie del nostro Paese se assistiamo con assoluta regolarità a code apocalittiche alla Stazione Termini di Roma o alla Centrale di Milano? Se in occasione delle varie “Week“ meneghine ormai ci si affida esclusivamente ai servizi privati, se si vogliono movimentare professionisti e visitatori coinvolti? Come si può pensare di fare turismo con efficienza e decenza, se ancora troppe volte si ricorre a trucchi veramente ignobili per spillare qualche euro?

Per carità, non vale per tutti e ovviamente la grande maggioranza degli autisti è composta da seri professionisti e persone specchiate, ma forse saremo stati un po’ più sfortunati di altri (anche molto di recente) in troppi episodi e in diverse città, per non considerare il problema dei taxi ormai enorme.

Lo è di suo da una vita - per l’annosa questione delle licenze e dei numeri palesemente insufficienti (o almeno molto male organizzati) - ma nel caso del turismo finisce per avere un’influenza potenzialmente devastante in termini sostanziali e di immagine.

Un appello perché si studino soluzioni serie e a lungo termine va ovviamente rivolto a politici e amministratori, ma la stessa categoria dei tassisti non può continuare a trincerarsi dietro un mondo che non c’è più o una sindrome da accerchiamento che spinge a vedere fantasmi e nemici ovunque. Mentre le code si allungano e l’insoddisfazione dilaga.

di Fulvio Giuliani

Il turismo azzoppato dai tassisti (che non ci sono)

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2024-02-21 07:22:33

2024-02-21 06:22:33

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