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title: Il vagone per sole donne? Il deragliamento di una comunità
description: Il vagone per sole donne di cui si è fatto un gran parlare dopo il recente episodio di violenza sessuale non è un’opportunità ma una sconfitta. La soluzione non sta nell’isolare le potenziali vittime ma nel ritrovare un senso di comunità.
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date: 2021-12-17
author: Elena Bellanova
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/il-vagone-per-sole-donne-il-deragliamento-di-una-comunita/
categories: [Società]
tags: [donne, società]
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# Il vagone per sole donne? Il deragliamento di una comunità

![Il vagone per sole donne? Il deragliamento di una comunità](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/12/vagone-donne.jpeg)

Il vagone per sole donne di cui si è fatto un gran parlare dopo il recente episodio di violenza sessuale non è un’opportunità ma una sconfitta. La soluzione non sta nell’isolare le potenziali vittime ma nel ritrovare un senso di comunità.

Il recente episodio di violenza sessuale avvenuto sul **treno diretto a Varese** ha aperto a numerose discussioni, come normalmente accade per eventi di questo tipo.

Paura, indignazione e opinioni di (e da parte di) qualsiasi genere, hanno invaso il web in pochissimo tempo con non poca indelicatezza.

**Subire una violenza come uno stupro** è qualcosa che segna la vita della vittima irrimediabilmente, che dovrà affrontare con estremo coraggio per non soccombere. Notare che questa disgrazia diventa merce succosa per **chiunque senta la necessità di esprimere opinioni**, contribuendo al malessere della vittima, costretta a rivivere il ricordo ad ogni carattere su twitter.

Ma il ruolo dei social media, si sa, è quello di sostituirsi alla piazza, dove il mormorio e il chiacchiericcio scandiscono le giornate.

La petizione **“Vogliamo viaggiare sicure”** firmata da un gruppo di donne sulla piattaforma [Change.org](https://www.change.org/p/vogliamo-viaggiare-sicure), diretta all’azienda di trasporti **Trenord**, ha fatto sicuramente di più.

La richiesta di un vagone per sole donne, è stata da molti definita una sconfitta.

La libertà di un essere umano viene a mancare quando una normale attività viene minacciata da un pericolo, **influenzando l’andamento delle proprie decisioni**, ma un vagone per sole donne apre a **una parentesi più grande**.

**Abbiamo abbandonato il senso di comunità**. Ciò che permette determinati episodi (oltre, ovviamente, a una serie di tutele reali che ancora attendiamo) è** l’isolamento che ci siamo auto inflitti**, osservando comportamenti egoisti e lasciando spazio esclusivamente alla paura.

La **giovane vittima** sul treno ha urlato, ha chiesto aiuto, **si è fatta sentire da tutto il vagone**.

Qui **non si tratta di una questione di genere**, non si tratta di vagoni per sole donne, si tratta di *vagoni di esseri umani*.

Perché **una persona sola sarà sempre e comunque un’ottima preda**, ma questa possibilità può ridursi se cominciamo ad **abbandonare il senso di sfiducia nell’altro** che si è insinuato nelle menti dei cittadini, troppo presi dalla loro foga di tornare a casa tra un appuntamento e l’altro.

**La[violenza di genere](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/femminicidi-adesso-basta/) va fermata**, ma va fermata anche la noncuranza.

Allora forse è questo** il senso della richiesta di un vagone per sole donne**: ritrovare la forza del gruppo, **il senso di appartenenza**, essere di supporto all’altro, per smettere di abbassare la testa e fissare i piedi.

Certo, **il rischio di apartheid c’è**, ma almeno, come già accade in Giappone, Malesia, Thailandia, Brasile, Egitto e India, si fa un tentativo,** si cerca una soluzione** mentre si attende che l’intero apparato educativo venga rivoluzionato, per fare la differenza partendo da ciò che conta davvero: le nuove generazioni.

Intanto, **investire su una squadra di sicurezza in orari serali sui treni**, è un’opzione che Trenord non sembra prendere in considerazione.

di *Elena Bellanova*
