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title: "Immigrati: emergenza e opportunità"
description: "Il fenomeno migratorio descritto dal Governo Meloni come \"emergenza\" anziché come necessità. O opportunità"
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date: 2023-04-26
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/immigrati-emergenza-e-opportunita/
categories: [Società]
tags: [Evidenza, immigrazione, Italia]
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# Immigrati: emergenza e opportunità

![Immigrati: emergenza e opportunità](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/04/Evidenza-sito-3-7.jpg)

Il fenomeno migratorio descritto dal Governo Meloni come "emergenza" anziché come necessità. O opportunità

**È di gran moda il termine “emergenza“**, certificato anche dallo “stato di emergenza“ voluto dal governo Meloni per poter affrontare la questione migratoria con più strumenti, più agilità e soprattutto in deroga parziale ad alcune delle nostre stesse regole.

Sarebbe però bene accantonare il concetto stesso di “emergenza”, sostituendolo con “immanenza”. Perché non soltanto **con il fenomeno migratorio saremo chiamati confrontarci per decenni**, ma soprattutto perché continuiamo a invocare uno scatto. Il passaggio a un piano concettualmente diverso: l’immigrazione come necessità e opportunità. Altrimenti finiremo per continuare a rinfacciarci cifre che di per sé smentiscono anni di narrazioni e polemiche: in questo 2023, in pieno governo di centrodestra, **gli sbarchi sono aumentati del 300%**, i soccorsi in mare delle vituperate (da alcuni) Organizzazioni non governative sono rimasti gli stessi, mentre le donne, i bambini e gli uomini salvati in operazioni di ricerca e soccorso (Sar) sono sei volte quelli del 2022. Potremmo agevolmente inchiodare la maggioranza ai suoi stessi proclami e paroloni. Solo che il gioco sarebbe squallido e certamente inutile.

Ci sono altri numeri da sottolineare, su cui più volte abbiamo richiamato la vostra attenzione: **nell’ultimo “*click day*” le domande d’ingresso sono state 252mila**, contro le poco più di 82mila previste nel primo “decreto flussi” del governo Meloni. Peraltro in aumento rispetto all’anno precedente. Fermiamoci e proviamo a sintetizzare: c’è fame d’Italia e c’è fame di immigrati. Una realtà che chiunque abbia realmente a cuore il futuro della nostra manifattura, della nostra agricoltura e anche del nostro *welfare* dovrebbe studiare sin nei minimi dettagli. Perdendoci magari la notte, ma non certo del tempo a inseguire fantasmi ridicoli o la pancia di qualche ultras.

**Sugli immigrati più formati e qualificati è in corso una concorrenza spietata in seno all’Unione**. Una ‘gara’ in cui l’Italia è perdente, vissuta come luogo di approdo e transito dalla stragrande maggioranza di chi arriva sulle nostre coste e lasciata colpevolmente da sola da Paesi che si mostrano sveltissimi nell’attrarre cervelli e manodopera qualificata. Tornando ai numeri, le ridistribuzioni – secondo gli accordi europei risalenti ad appena un anno fa – dovrebbero toccare le 10mila unità, ma il meccanismo è stato partorito su base volontaria (per trovare un punto di equilibrio con i recalcitranti Paesi allora invocati come modelli dall’opposizione oggi governante) e così ci si è fermati a poco più di 8mila migranti da distribuire. In teoria, perché dall’Italia ne sono partiti 582. Avete letto bene:** una miseria e un fallimento**.

**È evidente che da qui si debba ripartire**, come resta solare l’inutilità dell’alzare la voce con il solo risultato di irritare la pubblica opinione di quei Paesi i cui governi avranno poi una facile scusa per fare orecchie da mercante. È il momento della pressione intelligente, della diplomazia accurata, del lavoro nei corridoi e nelle stanze di Bruxelles, dove da sempre altri si mostrano più furbi e attenti di noi. Conviene anche guardare vicino casa:** il ministro del Lavoro austriaco**, l’economista Martin Kocher, parlando con “Il Sole 24 Ore” **ha lamentato la carenza di manodopera qualificata nel Paese**, invocando «un’immigrazione “mirata”. Un sistema di accesso agevolato al mercato del lavoro, basato su criteri chiari». Peraltro, in Austria hanno varato una riforma che ha portato a un aumento del 50% delle richieste di ingresso e dei permessi di soggiorno.

**I Paesi si organizzano e molti possono farlo senza la terribile pressione a cui è sottoposta l’Italia lungo le proprie coste**. È più facile per quei governi e quelle opinioni pubbliche voltarsi dall’altra parte davanti alle insostenibili notizie delle tragedie nel Mediterraneo. Roba ‘lontana’. Persino in Italia c’è voluta Cutro per tornare a scuoterci sino alle viscere, mentre lo stillicidio quotidiano di certe notizie viene vissuto come indistinto sfondo di un fenomeno estraneo. Che invece parla di noi.

*di Fulvio Giuliani*
