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description: "L'insegnamento non è una scienza, non è possibile insegnare ad insegnare. Eppure, aggiornarsi non è prerogativa solo degli studenti."
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date: 2022-06-20
author: Giancristiano Desiderio
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/insegnanti-bocciati/
categories: [Società]
tags: [Evidenza, scuola]
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# Gli insegnanti fanno un sacco di cose, tranne l’unica necessaria: studiare.

![Gli insegnanti fanno tante cose meno che studiare](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/06/Evidenza-sito-25.jpg)

L'insegnamento non è una scienza, non è possibile insegnare ad insegnare. Eppure, aggiornarsi e apprendere non dev'essere una prerogativa solo degli studenti ma anche, e soprattutto, degli insegnanti. Altrimenti si diventa burocrati.

Se fosse possibile insegnare a insegnare non solo avremmo risolto da un pezzo i problemi della scuola ma avremmo anche pacificato in modo definitivo l’umanità con sé stessa. E invece, guarda caso, **non solo non è possibile insegnare a insegnare ma non è neanche possibile insegnare a imparare**.

**L’insegnamento,** per passi avanti che si facciano – ma al momento si fanno solo passi indietro o il famoso passo del gambero –** non è una scienza** e, per fortuna, non lo sarà mai. Se lo diventasse, l’uomo cesserebbe di essere libero e diventerebbe un automa. Purtroppo, però, coloro che credono di intendersi di scuola e che se ne occupano per lavoro perseguono proprio questo fine illusorio: insegnare a insegnare.

**Aumentano così** le proposte di legge, le scuole di alta formazione,** i corsi di formazion**e che devono essere frequentati da professori e professoresse che in tal modo potranno acquisire le necessarie competenze didattiche per saper insegnare. **Una volta questi corsi si chiamavano “corsi di aggiornamento”** – si chiamano ancora così e a volte sono anche obbligatori per i docenti che devono frequentarli – e ogni volta che li sento nominare ricordo la battuta amara di un vecchio uomo di scuola che diceva: «Sono corsi di annottamento».

**La verità è che gli insegnanti fanno un sacco di cose** – riunioni, collegi, consigli, corsi, scrutini, dipartimenti – **tranne l’unica cosa che dovrebbero veramente fare: studiare**. Fa strano persino doverlo ricordare ma, purtroppo, stiamo a questo: **perché se un professore non studia, cosa diavolo mai potrà fare o essere? Un burocrate**.

Ecco cos’è oggi nel sistema scolastico italiano – e l’università segue a ruota – l’insegnante: un passacarte o, di più, un produttore di carte su carte e di file su file. Ma quanto allo studio, che dovrebbe essere il suo pane quotidiano, niente, zero. E invece, un buon insegnante è tutto lì: nella sua **preparazione personale che non finisce mai di arricchire conoscendo al meglio autori, critici, epoche**. Perché è solo nella sua buona padronanza della “materia” che troverà sia la passione sia la ragione per suscitare negli alunni e negli studenti e in chiunque dovesse incontrarlo e ascoltarlo quell’interesse e quella scintilla che innescano il processo mentale di autoapprendimento.

**La scuola è la cosa più antica e più moderna che ci sia da duemilacinquecento anni: la maieutica**. È la capacità di amare e sapere/non sapere insieme per provocare i dolori di parto nei giovani che devono venire al mondo una seconda volta. Ma ministri e dirigenti con la loro mente statalista corrono dietro alla scienza inesistente che insegna a insegnare. **Aggiornatevi**.

 

*di Giancristiano Desiderio*
