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title: Guerra contro peccatori e omossessuali
description: Le affermazioni di Kirill, patriarca della chiesa ortodossa, sembrano giustificare la violenza della guerra. Qui però non si tratta di fede ma di aderenza alla realtà.
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date: 2022-03-08
author: Sofia Cifarelli
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/kirill/
categories: [Società]
tags: [guerra, religione]
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# Guerra contro peccatori e omossessuali

![Guerra contro peccatori e omossessuali](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/03/Evidenza-sito-31-1.png)

Le affermazioni di Kirill, patriarca della chiesa ortodossa, sembrano giustificare la violenza della guerra. Qui però non si tratta di fede ma di aderenza alla realtà.

**Dice Kirill, patriarca della chiesa ortodossa russa**: «Siamo entrati in una guerra che non ha significato fisico ma metafisico». Alato pensiero e non commentiamo mai questioni di fede che, però, qui c’entrano nulla.

**Facciamo osservare che i morti lasciati sul campo dai russi sono estremamente fisici**. Sia nella popolazione civile aggredita che fra le fila di ragazzi al servizio dell’aggressore. Aggiunge che la guerra «è un *test* della fedeltà al Signore». E questa è faccenda di fede. Non nuova, dato che **altri genocidi s’appellarono alla divinità**, come anche i fondamentalisti islamici.

La nostra laica convinzione è che l’abbiano e la stiano bestemmiando. Comunque** la cosa dovrà essere parte della riflessione in Vaticano,** essendo quella ortodossa una chiesa cristiana e dicendosi Oltretevere contro le guerre.

Infine Kirill tira in ballo gli omosessuali, affermando che «le parate del *gay pride* dimostrano che il peccato è una variabile del comportamento umano», sicché **la guerra sarebbe giusta anche per contrastare tale peccato.** Nel nostro mondo libero si può partecipare a una di quelle manifestazioni o anche dissentire e apertamente criticarle.

Nelle parole del patriarca, all’opposto, **c’è un desiderio di condanna che giunge a giustificare la violenza.** Non discutiamo se sia cristiano o meno, sappiamo per certo che è costume diffuso presso le dittature e le teocrazie, comprese quelle musulmane.

Una ragione in più per non concedere nulla alla barbarie del fare della fede uno strumento di morte.

di *Sofia Cifarelli*
