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title: "L&#8217;androide di massa"
description: "Tra i ragazzi del ‘68 usava molto la schedatura ideologica. Qualcosa tra intimidazione e diffida: «E tu, come ti collochi?»."
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date: 2021-10-29
author: Gian Luca Caffarena
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/l-androide-di-massa/
categories: [Società]
tags: [società]
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# L&#8217;androide di massa

![L&#8217;androide di massa](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/10/Evidenza-sito-37-1.png)

Da sempre il bisogno di identificazione in un gruppo fa parte dell'essere umano. Sociologi, scrittori e psicoanalisti hanno cercato di dare una spiegazione a quell'automatismo, in gran parte inconscio, che diventa minaccia quando la moltitudine tende a farsi branco.

Tra i **ragazzi del ‘68** usava molto la **schedatura ideologica**. Qualcosa tra intimidazione e diffida: **«E tu, come ti collochi?»**. Dalla risposta dipendeva l’accettazione o meno nel consorzio. Da sempre, del resto, il meccanismo di appartenenza e** identificazione dell’individuo nel gruppo** – movimento, corteo, piazza fisica o mediatica – agisce secondo un automatismo in gran parte inconscio, che diventa minaccia all’autonomia di ognuno ogni volta che la moltitudine tenda a farsi branco.

**Freud** stesso identificava nella **chiesa** e nell’**esercito** le istituzioni più totalizzanti: dove il singolo, tra repressione e manipolazioni, rischia l’annullamento del senso critico e della responsabilità, mentre **l’identità stessa si riduce a parte di un Tutto**.

Certo, il fenomeno è tanto più evidente nel delirio delle **dittature**, dove la massa acclama l’unico **Capo** e nell’esaltazione collettiva – tra pulsioni d’amore e morte – tende a identificarsi in lui: riproducendone il gergo e le posture, poco importa se grottesche o goffe. Il sociologo **Gustave Le Bon**, vissuto tra l'Ottocento e il Novecento, fu tra i primi a capire e interpretare a fondo il **‘diritto divino’ delle masse**. Ma le intuizioni più lungimiranti le dobbiamo ancora a Freud: che all’amico **Romain Rolland**, entusiasta del **‘sentimento oceanico’** espresso dalle **piazze bolsceviche**, rispose con freddo pessimismo, anticipando l’essenza del **comunismo** e la parabola della **dittatura**.

### Si è anche detto che le rivoluzioni nascono nel sangue e muoiono nella carta bollata: dall’ebbrezza dell’assalto al Palazzo alla frustrazione di trovarlo vuoto.

Le dinamiche collettive trascendono epoche storiche e strutture politiche. Non riguardano solo i **regimi autoritari**. In ogni società e in ogni tempo si creano formazioni dove il dilemma dell’uomo, per citare **Schopenhauer**, riproduce la **condizione del porcospino**: che teme di ferirsi avvicinandosi al suo simile, ma di **perdere identità isolandosi dagli altri**.

### Rischiando poi un vuoto peggiore nell’irresponsabilità della moltitudine. Non mancano in proposito importanti riferimenti letterari.

Il **Conformista di Moravia**, personaggio mediocre, di labile personalità e ignaro d’ogni tempra morale, coltiva un suo ideale di normalità perfetta:** uomo a una dimensione** (Marcuse), ovvero **senza qualità** (Musil). Solo come sicario fascista troverà una sua precaria identità: crollato il regime, eccolo già pronto per un antifascismo militante.

Un bel dramma teatrale di **Jonesco**, “Il Rinoceronte”, racconta di un piccolo paese i cui abitanti subiscono una strana metamorfosi, un contagio che trasforma gli uomini in rinoceronti, in un misterioso processo di conformismo e ‘normalità’: quando la libera intelligenza lascia il posto al riflesso condizionato. Nel finale lieto della favola di **Collodi**, **Pinocchio** diventa un bimbo vero che guarda il pezzo di legno che è stato. Inerte, meccanico. E si stupisce: «Ero io, quel burattino?».

Di *Gian Luca Caffarena*
