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title: "L&#8217;ottimismo dei quindicenni"
description: Secondo uno studio appena pubblicato su “Science”, i quindicenni del mondo (Italia compresa) sono più ottimisti di quanto si possa immaginare
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date: 2025-05-23
author: Ilaria Donatio
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categories: [Società]
tags: [giovani]
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# L&#8217;ottimismo dei quindicenni

![Quindicenni](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/05/Quindicenni-1024x639.jpg)

Secondo uno studio appena pubblicato su “Science”, i quindicenni del mondo (Italia compresa) sono più ottimisti di quanto si possa immaginare

**C’è qualcosa di profondamente dissonante nel contrasto fra lo sguardo fiducioso che molti** [adolescenti](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/adolescenti-con-l-ossessione-della-gelosia/) **lanciano al futuro e la realtà con cui dovranno presto fare i conti. Secondo uno studio appena pubblicato su “**[Science](https://www.science.org/)**”, i quindicenni del mondo (Italia compresa) sono più ottimisti di quanto si possa immaginare.** Si aspettano una vita migliore di quella dei genitori, un lavoro più prestigioso, una posizione sociale più elevata. Ma siamo davvero pronti a non tradire le loro aspettative? Il dato che colpisce di più è che questo ottimismo è più marcato proprio nei Paesi in cui la disuguaglianza è più forte. Un paradosso solo apparente. In contesti segnati da forti divari di reddito si rafforza il bisogno di credere che l’impegno e lo studio possano cambiare il destino. È la narrativa della meritocrazia che prende il posto della mobilità reale.

**Nonostante abbiamo un** [Ministero dell’Istruzione e del Merito](https://www.mim.gov.it/)**, quest’ultimo resta evocato a parole e disatteso nei fatti.** L’ascensore sociale è bloccato, chi ha talento deve ancora combattere contro barriere invisibili ma solidissime: la provenienza geografica, il capitale culturale familiare, il reddito dei genitori. La retorica del merito rischia così di diventare una copertura ideologica per nascondere l’assenza di vere pari opportunità.

**Ed è qui che l’Italia si scopre vulnerabile.** Perché se è vero che nella percezione dei giovani l’istruzione resta il principale strumento di riscatto, è altrettanto vero che il sistema scolastico italiano fatica a colmare i divari sociali. Al contrario, spesso li replica. Le possibilità per un ragazzo del Sud Italia – con genitori poco scolarizzati – di accedere a un’università prestigiosa o a un lavoro qualificato restano drammaticamente inferiori rispetto a chi nasce in un contesto più fortunato. La retorica del “se vuoi, puoi” è tanto rassicurante quanto ipocrita se non si investe davvero nel creare le condizioni per cui il merito conti più del censo.

**“**[The Economist](https://www.economist.com/)**” ha parlato di “ereditocrazia”, descrivendo un mondo – l’Italia in particolare – dove l’ascensore sociale si è rotto e la destinazione dipende sempre più dalla posizione di partenza.** Ma noi continuiamo a raccontare ai ragazzi che bastano talento e volontà per arrivare ovunque. È una narrazione fragile che può reggere finché dura l’entusiasmo dell’adolescenza, ma che rischia di trasformarsi in frustrazione bruciante quando la realtà si presenta per quella che è: bloccata, opaca, iniqua.

**Lo studio di “Science” si chiude con un ammonimento: se la fiducia non trova corrispondenza in un sistema che la sostiene, si trasforma in disillusione.** Ma forse dovremmo essere più netti: quando la speranza viene tradita troppo a lungo, non produce solo scoraggiamento. Produce rabbia. Produce ritiro, disaffezione, fuga. O, peggio ancora, l’abbandono dell’idea stessa che lo sforzo individuale abbia un valore. L’ottimismo dei quindicenni non è una notizia consolante. È un *test* per la classe dirigente. Investire in istruzione, innovazione e inclusione non è una generica opzione progressista. È una questione di tenuta sociale. È la differenza fra una fiducia che si trasforma in energia collettiva e un’illusione che si schianta contro le pareti dell’immobilismo.

**Ai ragazzi che sognano di migliorare il mondo** oggi dobbiamo restituire almeno un pezzo di mondo in cui provarci.

di *Ilaria Donatio*
