---
title: La fine della body positivity
description: Che la body positivity stesse evaporando, soffocata da un’ondata reazionaria che celebra nuovamente la magrezza, lo si era capito
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/08/UNA-FOTO-496-1024x639.jpg
date: 2025-08-27
author: Maruska Albertazzi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/la-fine-della-body-positivity/
categories: [Società]
tags: [società]
---

# La fine della body positivity

![body positivity](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/08/UNA-FOTO-496-1024x639.jpg)

Che la body positivity stesse evaporando, soffocata da un’ondata reazionaria che celebra nuovamente la magrezza, lo si era capito già da un po’

**Che la *body positivity* stesse evaporando, soffocata da un’ondata reazionaria che celebra nuovamente la magrezza, lo si era capito già da un po’. **Quelle che forse appaiono meno evidenti sono le ripercussioni che questo cambiamento porta con sé nell’ambito della salute mentale e dei disturbi alimentari. 

**Sono ormai alcuni anni che le modelle *curvy* e *plus* sulle passerelle delle sfilate non arrivano all’1% del totale, col 94,9% dei capi indossati da modelle con taglie che vanno dalla 36 alla 40**. Un’inversione di tendenza che sembra destinata a durare e che **fa pensare che quella dell’inclusione fosse più una moda nella moda che un reale cambiamento di prospettiva. **

Che si tratti di una rivoluzione culturale e non di una tendenza passeggera lo dimostra il fatto che la magrezza, anche estrema,** sia tornata a essere un *trend* anche in altri ambiti.** Pensiamo ad esempio alla recente introduzione della categoria **“*fit model*” da parte della Federazione internazionale del *body building***, “ispirata alla *Barbie* da spiaggia”, che in sostanza è una versione più magra e meno muscolosa della già magrissima “*bikini*”.

**Sospendendo il giudizio su uno sport che si basa unicamente sul raggiungimento della perfezione fisica, spaventa che ragazze anche appena maggiorenni si sottopongano ad allenamenti estenuanti e restrizioni alimentari estreme per rientrare in questa categoria e poter gareggiare.** Qualche anno fa, molto probabilmente, si sarebbe gridato allo scandalo, oggi la notizia è passata inosservata praticamente ovunque. 

**Nel frattempo prosperano i profili *social *che parlano di allenamento e nutrizione senza averne alcuna competenza. **E con loro crescono i profili *pro-ana* (cioè pro anoressia), abilmente travestiti da profili pro guarigione. **L’opinione pubblica sembra non provare più grande interesse per il tema**, come se anche quella fosse in fondo una moda e non una piaga sociale e sanitaria che assume proporzioni sempre più gravi. 

Sullo sfondo, **la rivoluzione farmacologica della semaglutide e della tirzepatide, i farmaci per la cura del diabete e dell’obesità che stanno facendo dimagrire mezza America e mezza Europa**, incluse le *star* che fino a ieri si erano fatte bandiera della *body positivity*. **La cantante Lizzo, ad esempio, è sulla copertina di tutte le riviste di *fitness *col suo nuovo corpo ‘alleggerito’, mentre la tennista Serena Williams tesse pubblicamente le lodi del farmaco che le ha permesso di perdere 14 chili senza troppi sforzi. **

**Va detto che la scoperta di queste molecole è una rivoluzione che permetterà a sempre più persone di trovare pace nel loro rapporto col cibo**, ma che al tempo stesso renderà inconcepibile la scelta di restare in un corpo grasso.** I farmaci per diabete e obesità mettono in relazione magrezza e salute**. E sebbene il loro effetto sul peso sia alla stregua di un anoressizzante – si dimagrisce perché non si sente più la fame – sono rivestiti di un’aura di salubrità, perché in effetti apportano molti benefici secondari che i vecchi farmaci sicuramente non avevano. 

**Caduta l’ultima barriera per ottenere il ‘corpo dei sogni’, sembra essere crollata anche l’esigenza di difendere tutti i corpi dal giudizio, inclusi quelli di coloro che il farmaco miracoloso non se lo possono permettere**. Questo clima non può che favorire la cara vecchia ossessione che porta dritta sulla strada dei disturbi alimentari. **Ciò non significa che sia ‘la’ causa, perché anoressia, bulimia e *binge eating* prosperavano anche tra il 2019 e il 2023, anni di punta del *body positive*;** significa piuttosto che la coscienza comune sull’argomento è sufficientemente appannata da non costituire più un deterrente. 

E mentre le *star* dimagriscono e le ragazzine si ammalano, chi non ha accesso ai farmaci per la perdita di peso resta grasso e senza nemmeno più un riferimento per sentirsi meno sbagliato.
