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title: La Generazione Z e la guerra
description: Molti ragazzi della Generazione Z sono cresciuti con i racconti di guerra dei nonni, quelli delle loro fughe dalle bombe quando erano bambini
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date: 2024-08-30
author: Umberto Cascone
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/la-generazione-z-e-la-guerra/
categories: [Società]
tags: [guerra, Italia, politica]
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# La Generazione Z e la guerra

![Gen Z guerra](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/08/Evidenza-sito-1536-1024x639.jpg)

Molti ragazzi della Generazione Z sono cresciuti con i racconti di guerra dei nonni, quelli delle loro fughe dalle bombe quando erano solo dei bambini

**Molti ragazzi della Generazione Z sono cresciuti con i racconti di guerra dei nonni, quelli delle loro fughe dalle bombe quando erano solo dei bambini. **Ricordando le loro voci ci rendiamo conto che, se quei giorni drammatici tornassero, loro sarebbero forse i soli capaci di reagire e proteggersi. Noi giovani, immersi nella retorica del “**non succederà mai”,** **faremmo probabilmente una brutta fine.**

**“Prepararsi al peggio” è lo *slogan*** che politici, diplomatici e analisti hanno adottato da due anni a questa parte, almeno dall’invasione russa dell’Ucraina. **La guerra, uno spettro lontano quasi 70 anni, alla fine è tornata a far parlare di sé e a permeare le vite e le preoccupazioni di noi europei**. Ma in Italia ci ostiniamo a non voler affrontare l’argomento perché gli scontri sono lontani.** Verissimo, ma se domani scoppiasse un conflitto il nostro Paese non saprebbe far fronte alla prima emergenza che si verrebbe a creare: i bombardamenti.** Sono questi i pericoli che dovremmo affrontare nella prossima guerra. Non *tank* al Brennero o a Gorizia, **ma droni e missili dal Mediterraneo e dai cieli.**

Eppure sembriamo non capirlo, soprattutto noi della Generazione Z. **Stando a uno studio dello scorso gennaio, il 90% dei giovani crede che nei prossimi decenni un conflitto che ci coinvolga potrebbe scoppiare, ma quasi nessuno vuole pensare a cosa succederà né vuole prepararsi. **È dunque chiaro che anche le proposte di ‘mini-naje’ su base regionale, presentate nei mesi scorsi alla Camera dalla Lega, **vengano accolte con freddezza se non disprezzo.** E non solo dai ragazzi, ma anche dai vertici militari. Che senso ha arruolare giovani poco interessati, formarli e tenerli qualche settimana nelle caserme (peraltro assenti in alcune regioni)? Piuttosto, per ovviare alla cronica mancanza di organici delle Forze armate, **servirebbe aumentare i posti disponibili per i volontari.**

In ogni caso, qualcosa bisognerà pur fare. **La Generazione Z, seppur non disposta a imbracciare le armi per mitigare il rischio, sembra consapevole del pericolo**. Ma chi ha detto che serva davvero un fucile per far fronte a una guerra lontana, che si concretizza in patria con bombardamenti contro la popolazione? **Forse, più che una mimetica, servirebbe una tuta della Protezione civile**, presente ovunque con volontari addestrati su base regionale** in ambito antincendio, primo soccorso e risposta a calamità e disastri. Perché dunque non inserire nella formazione anche un capitolo dedicato alla gestione di attacchi con bombe, armi chimiche e magari nucleari?** In fondo, se scoppiasse un conflitto sarebbe proprio la Protezione civile a occuparsi di informazione, evacuazione e supporto alle persone, come fa già di fronte alle crisi quotidiane del Paese.

Noi ragazzi dovremmo rifletterci seriamente. **Basta poco, qualche settimana di corsi obbligatori al compimento dei 18 anni nei centri della regione di residenza, per garantire all’Italia una maggiore consapevolezza dei rischi e una capacità di reazione in caso di pericolo**. Sul lungo termine anche per la guerra, ma nel breve periodo contro calamità ed emergenze divenute ormai costanti. Così la Generazione Z potrebbe ritagliarsi un ruolo attivo e al servizio della comunità in una eventuale guerra, senza però essere costretta a combattere. Si potrebbe obiettare che, anche con la formazione, ci mancherebbero le infrastrutture necessarie a salvarci da bombe e missili. Forse, ma intanto impariamo a pensare di doverci proteggere. **Vedrete che il resto verrà da sé.**

di* Umberto Cascone*
