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title: La grande nevicata del 1985
description: Nelle settimane scorse moltissime persone hanno condiviso sui social network fotografie della nevicata di quarant’anni fa, nel 1985
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date: 2025-02-25
author: Luca Vaglio
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categories: [Società]
tags: [Italia, società]
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# La grande nevicata del 1985

![nevicata 1985](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/02/Evidenza-sito-25-1024x639.jpg)

Nelle settimane scorse moltissime persone hanno condiviso sui social network fotografie della nevicata di quarant’anni fa, nel 1985

**Nelle settimane scorse moltissime persone hanno condiviso sui social network una quantità incalcolabile di fotografie e rievocazioni della grande e sorprendente nevicata che quarant’anni fa**, nel gennaio del 1985, ricoprì – stravolgendone ritmi e consuetudini – buona parte dell’Italia. Del resto, numerose opere letterarie e artistiche richiamano quell’evento meteorologico straordinario. Insieme a numerose altre, si possono menzionare “La casa del mago” di Emanuele Trevi (Ponte alle Grazie, 2003), il libro di poesia “La grande nevicata” di Federico Italiano (Donzelli, 2023) e il disco dei Bluvertigo “Zero - ovvero la famosa nevicata dell’85” (Mescal, 1999).

**Nel saggio “La nevicata del secolo. L’Italia nel 1985” (il Mulino) Arnaldo Greco e Pasquale Palmieri si sono chiesti perché quella precipitazione nevosa – a differenza, per esempio, della nevicata del 1956 e di altre vicende accadute nell’atmosfera e nella cronaca dei decenni passati – si sia conquistata tanto spazio nella nostra memoria privata e collettiva.** Si potrebbe ipotizzare, probabilmente in modo superficiale, che quel gennaio del 1985 sia nei ricordi con nostalgia di molte persone che oggi hanno più o meno tra i 50 e i 60 anni perché allora attraversavano gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza e perché in quell’epoca l’Italia viveva una sorta di secondo *boom* economico, a cui sarebbero seguiti presto tempi più incerti.

**Una riflessione più profonda e senza dubbio affascinante evidenzia invece che a partire da quel periodo, grazie all’avvento di una sorta di fabbrica della memoria**, l’immaginario collettivo iniziò a trasformarsi e le vicende quotidiane vissute dai singoli cittadini ottennero un posto nel racconto della storia e della società che in precedenza non avevano.

Un fatto, forse più di altri, aiuta a comprendere la metamorfosi estetica e culturale che si stava realizzando: **nel suo programma “Blitz” del 1981, in onda su Rai 2, il giornalista Gianni Minà menzionava quasi ossessivamente «i mitici anni Sessanta»**. Ancora, lo *spot* dell’amaro Ramazzotti, lanciato nel 1985, celebrava la “Milano da bere” associando al capoluogo lombardo la narrazione di una vita dinamica e gaudente.

**E nel 1984 **uscì** “Viaggio in Italia”, il libro fotografico curato da Luigi Ghirri**, con i contributi molti importanti fotografi come Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Giovanni Chiaromonte, Mimmo Jodice e lo stesso Ghirri, **nel quale si mostra l’Italia delle periferie, dei luoghi apparentemente anonimi e lontani dai monumenti di valore storico e artistico, sottolineando la rilevanza anche di quella porzione del paesaggio, fino a quel momento trascurata e considerata priva di interesse.**

**Questo fenomeno fu** **sempre più intenso e diffuso già negli ultimi anni del secolo scorso per via dell’affermazione di Internet e dei primi *blog*,** per poi diventare oltremodo pervasivo e virale nel contesto mediatico in cui ci troviamo, dove anche gli eventi più piccoli e trascurabili vengono resi noti sui *social network*.

di *Luca Vaglio*
