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title: La morte può stancare
description: "Il massacro di Bucha potrebbe non cambiare il corso della guerra in Ucraina. L'Occidente non deve abituarsi all'orrore della guerra."
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date: 2022-04-05
author: Marco Di Liddo
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/la-morte-puo-stancare/
categories: [Evidenza, Società]
tags: [guerra, russia, Ucraina]
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# La morte può stancare

![La morte può stancare](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/04/massaker-von-bucha-in-der-weltpresse-volkermord-kkp8zzgp-750x430-1.jpg)

Il massacro di Bucha potrebbe non cambiare il corso della guerra in Ucraina, ma l'Occidente non deve abituarsi a convivere con l'orrore della guerra.

Di fronte a tragedie come quella di Bucha, cittadina a Nord di Kiev devastata dalla violenza e dalla brutalità dell’esercito russo, risulta davvero difficile provare a scrivere qualsiasi parola. Il disgusto, lo smarrimento, la rabbia e la compassione sono sentimenti che si accavallano nella testa, che rendono difficile il ragionamento e che offuscano il pensiero. **Però il dovere di un analista è quello di mantenere la mente fredda e lucida anche nei momenti più bui e non lasciarsi trascinare dall’emotività, benché la tentazione sia molto forte.**

Quello che è successo a Bucha non è stato un errore di un singolo comandante che ha perso il controllo o di un gruppo di soldati sadici. Ci piacerebbe pensarlo per trovare una giustificazione a quanto avvenuto e per rifiutare di accettare** l’idea che la guerra sia la vera abdicazione della pietà**. Un meccanismo di difesa utopisticamente legittimo per chi, come la maggior parte degli europei, non vive una guerra sulla propria pelle dall’8 maggio 1945. **Tuttavia, basterebbe chiedere a un bosniaco o a un kosovaro per ottenere una risposta diversa. Loro portano ancora addosso i segni di quello che non è sadismo ma strategia di guerra.**

La realtà è un’altra. Il massacro di Bucha è stato soltanto l’ultimo atto di una conduzione feroce della guerra da parte della Russia che, sin dal primo minuto dell’invasione non ha risparmiato obbiettivi civili, popolazione inerme, ospedali e scuole. Le scene di Bucha le abbiamo già viste a Mariupol e, chissà, rischiamo di vederle in altre città liberate dall’occupante moscovita. **Quella in Ucraina non è una operazione militare speciale ma una spedizione punitiva in stile mafioso.**

**Il vero problema è che l’opinione pubblica occidentale rischia di abituarsi a quelle scene, di sviluppare un meccanismo mentale di convivenza con l’orrore della guerra paragonabile a quello di convivenza con l’incertezza della pandemia.** Un copione già visto: prima lo sdegno, poi il lutto, infine il ricordo sempre più sbiadito. Parallelamente, le classi dirigenti europee e la Nato si trovano nella tremenda situazione di non voler intervenire militarmente per impedire lo scoppio della Terza guerra mondiale e di non poter inasprire le sanzioni su gas e petrolio per evitare uno *shock* economico e politico dagli esiti imprevedibili. Le alternative sono poche e passano tutte attraverso la volontà dei popoli europei di fare sacrifici in nome della solidarietà agli ucraini. Una volontà tutt’altro che certa e manifesta.

**Per tutte le ragioni elencate, la possibilità che il massacro di Bucha non modifichi le strategie politiche occidentali e, con esse, il corso della guerra è concreto.** Dopotutto, anche nella Seconda guerra mondiale l’intervento contro la Germania nazista avvenne dopo mesi di *appeasement*, dopo la violazione del Trattato di Versailles, dopo l’Anschluss e dopo l’annessione dei Sudeti. Ci volle l’invasione della Polonia per mobilitare il mondo libero. Anche l’opinione pubblica statunitense, perfino dopo Pearl Harbour, era contraria alla guerra in Europa e voleva limitarsi alla regione del Pacifico.

**Se il massacro di Bucha e quelli che verranno lasceranno l’Europa e gli Usa fermi nelle loro posizioni attuali e non dovessero influenzare il corso del conflitto, che almeno la loro memoria permetta di costruire una pace più giusta, equa e duratura.**

di *Marco Di Liddo, Analista CeSI*
