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title: La protesi di quattro quinti dell’umanità
description: "I numeri parlano di una dipendenza fortissima dai nostri cellulari: lo smartphone è diventato una vera e propria droga. Con conseguenze gravissime. "
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/11/Smartphone.png
date: 2021-11-28
modified: 2021-11-27
author: Edoardo Fleischner
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/la-protesi-di-quattro-quinti-dellumanita/
categories: ["L'Italia de La Ragione", Società]
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# La protesi di quattro quinti dell’umanità

![La protesi di quattro quinti dell’umanità](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/11/Smartphone.png)

I numeri parlano di una dipendenza fortissima dai nostri cellulari: lo smartphone è diventato una vera e propria droga. Con conseguenze gravissime. 

 

Difficoltà nel completare le proprie attività al lavoro o a casa e un progressivo isolamento da famiglia e amici. Il tutto accompagnato da una forte ansia, da totale insicurezza o addirittura dal panico se lo si dimentica a casa. **Stiamo parlando del timore assoluto di stare lontani, anche solo per pochi attimi, dal proprio cellulare, della fobia di non avere con sé lo *****smartphone*** (soffrire cioè di nomofobia: “NO Mobile Phone PhoBIA”). **Un sondaggio rivela che il 99,2% degli utenti mostra un qualche livello di paura e ansia se il telefono viene lasciato accidentalmente altrove**. Il panico colpisce perfino chi non si accorge di averlo in tasca o addirittura in mano.

Navigazione sul *web*, motore di ricerca, traduttore automatico, meteo, assistente digitale («Chiami mio marito per favore?»), *tutor* per *fitness*, videogiochi da 120 secondi, *check-in* per l’imbarco, Green Pass, pagamento dal parrucchiere, conferenza con Zoom, cronometro, sveglia, ultime notizie, diretta su YouTube, *social network*, *email*, porno *soft* e *hard*.** Una lista infinita di servizi. Il tutto in un aggeggio grande come mezza tavoletta di cioccolata.** In attesa che scompaia a favore di una *t-shirt* connessa e computazionale, **lo *****smartphone***** è la protesi definitiva di 6,4 miliardi di umani** (al sesto posto al mondo gli italiani). Nel suo libro “Metti via quel cellulare”, rivolto ai suoi figli che gli rispondono per le rime («La responsabilità di quel che siamo è vostra; non del telefonino, che semmai è il vostro alibi»), **Aldo Cazzullo cita la battuta di Altan: «È *****record*, ogni cellulare possiede un italiano».**

**In media si clicca, preme e tocca uno *smartphone* 2.617 volte al giorno per 4 ore e 10 minuti (5h 54m il *record* dei filippini) e non si fa caso al fatto che sia 7 volte più sporco delle *toilette*****.** Tre quarti degli utenti controllano messaggi e notifiche nell’attimo in cui si svegliano o se lo portano direttamente a letto e oltre la metà di chi lavora risponde alle chiamate mentre guida. Dunque, **chi più chi meno, una dipendenza da drogato col proprio *****smartphone*****.** **Le conseguenze sono crescente solitudine e depressione, *****deficit***** di attenzione, diminuzione della capacità di concentrarsi e pensare profondamente o in modo creativo, disturbi del sonno.** Se poi si tenta di ridurre l’uso simbiotico dello *smartphone*, arrivano i classici sintomi da astinenza come irrequietezza, rabbia o irritabilità. Per uscirne?

Frequentare un tranquillo gruppo di smartphonisti anonimi e ricordare che la maggior parte delle dipendenze è associata al neurotrasmettitore dopamina, avido di rinforzi come notifiche, suoni e *banner*. Dunque una prima soluzione è disattivarli e imporsi di depositare il cellulare altrove, in un locale lontano, il più a lungo possibile. Lasciarlo a casa se si va al supermercato, a camminare, alla partita, al cinema o in pizzeria. **Abituarsi a farne a meno sostituendolo con qualcosa di molto piacevole.**

Ma forse, salvo un po’ di feticismo per l’oggetto e una modica quantità di narcisismo da *selfie*, **la vera droga non è tanto il mezzo ma i fini:** le dipendenze tossiche da *social network*, la pubblicazione di tutti i pensieri e dettagli della propria esistenza, le *app* di appuntamenti, gli amici virtuali più importanti di quelli reali, video su video, controllo perenne delle *news*, lo *shopping* compulsivo *online*, le aste su eBay: col lento scivolare fuori dalla realtà. A quel punto le disintossicazioni impongono un programma così fitto da impegnare molto più di una vita.

 

di *Edoardo Fleischner*
