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title: La riforma Onu si potrebbe fare
description: "Zelensky aveva denunciato l'assurda presenza di un Paese aggressore nel Consiglio dei diritti umani. L'Onu può fare di più."
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date: 2022-04-10
author: Maurizio Delli Santi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/la-riforma-onu-si-potrebbe-fare/
categories: [Evidenza, Società]
tags: [guerra, russia, Ucraina]
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# La riforma Onu si potrebbe fare

![La riforma Onu si potrebbe fare](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/04/Evidenza-sito-29-7.png)

Zelensky aveva denunciato l'assurda presenza di un Paese aggressore nel Consiglio dei diritti umani. L'Assemblea generale può superare l'immobilismo del Consiglio di sicurezza.

**Deliberando la sospensione della Russia dal Consiglio dei diritti umani** (con una risoluzione approvata con 93 voti a favore, 24 contrari e 58 astenuti), **l’Assemblea generale ha dato una prima risposta all’accorata denuncia di Zelensky sul ruolo delle Nazioni Unite.** «Dove sono le garanzie che deve dare l’Onu? Dove è la pace che il Consiglio di sicurezza deve costruire?» aveva esclamato il presidente ucraino dopo gli ultimi eccidi di vittime civili. «Il diritto di veto non può significare diritto a uccidere» aveva continuato il *leader* di Kiev, denunciando **l’assurda contraddizione di un Paese aggressore che sedeva nel Consiglio dei diritti umani e può ancora condizionare il ruolo dell’Onu con il potere di veto nel Consiglio di sicurezza**.

È perciò necessario chiedersi se l’Assemblea generale non possa essere ancora più incisiva, magari sostenuta da un “nucleo forte” di Stati. Non possono essere un ostacolo le astensioni di India e Cina, che nell’insieme rappresentano circa 2 miliardi e mezzo di abitanti. **Ci sono almeno altri 4 miliardi di abitanti e 141 Stati** – quelli che hanno già condannato la Russia con la Risoluzione del 1° marzo – che sono **preoccupati dalla minaccia nucleare, dagli effetti economici catastrofici specie per i Paesi più fragili, dai crimini atroci e dalle altre conseguenze umanitarie, tra cui la nuova ondata di profughi**. Il segretario generale e l’Assemblea generale possono assumere iniziative ancora più concrete: ad esempio **sostenere l’indagine della Corte penale internazionale**, anche con una commissione d’inchiesta indipendente, e **coordinarsi con l’Assemblea degli Stati parte dello Statuto della Corte per estenderne la competenza sul crimine di “aggressione” senza il *****placet***** del Consiglio di sicurezza**. Ma soprattutto possono **adoperarsi per una mediazione neutrale su corridoi umanitari sicuri e negoziati sul cessate il fuoco**. Può sembrare velleitario parlarne oggi, ma **è giusto chiedere all’Onu di promuovere anche una Conferenza di pace**.

I presupposti storici e giuridici per questo percorso ci sono tutti: da anni si parla di riformare l’Onu. Il diritto internazionale non è un dato asettico dalla morale comune e inamovibile. I momenti di sua massima espressione si sono avuti proprio quando ha modificato l’esistente grazie alla forza di un crescente movimento di opinione e della coscienza collettiva. Dopo la battaglia di Solferino dal nulla sono stati originati il movimento della Croce Rossa Internazionale e le Convenzioni di Ginevra. Anche la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948*, *proprio* *un documento dell’Assemblea generale, all’origine non aveva una configurazione giuridica di per sé vincolante. Eppure** la Dichiarazione è diventata riferimento del diritto universale consuetudinario, su cui si fondano anche le Costituzioni e gli ordinamenti giuridici delle moderne democrazie**. E ancora: **all’Assemblea generale si debbono importanti risoluzioni che hanno affermato altri princìpi di diritto diventati universali, come la definizione e la condanna di ogni forma di terrorismo, che non può essere mai giustificato nemmeno nelle cosiddette “guerre di liberazione”**, nonché dell’“aggressione” intesa come illecito che viola la pace e la sovranità degli Stati, sino all’affermazione del principio della “responsabilità di proteggere”, secondo cui la comunità internazionale è chiamata all’intervento per prevenire e reprimere il genocidio, i crimini di guerra e quelli contro l’umanità.

**L’Assemblea generale**, dove è forte la maggioranza degli Stati “di buona volontà”, **può perciò superare l’immobilismo del Consiglio di sicurezza** – i tempi sono ormai maturi – e richiamarsi alla sua riconosciuta forza morale e normativa dal valore universale, visto che costituisce il massimo e più democratico organismo rappresentativo della comunità internazionale.

di *Maurizio Delli Santi*, *Membro dell'International Law Association*
