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title: La scuola e le cose che non cambiano
description: "\"Tutto deve cambiare perché tutto resti com'è\": una frase che rappresenta perfettamente la scuola in Italia. Ogni cosa resta uguale"
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date: 2024-01-23
author: Cristina Agazzi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/la-scuola-e-le-cose-che-non-cambiano/
categories: [Società]
tags: [Italia, scuola, studenti]
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# La scuola e le cose che non cambiano

![La scuola](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/01/La-scuola.jpg)

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2023-12-04 07:44:56

2023-12-04 06:44:56

In Italia a essere analogici non sono solo le classi e gli strumenti scolastici, ma l'approccio, il modo in cui troppe volte ci si rivolge agli alunni

Cosa significa per i nostri figli entrare in classe, a scuola, al mattino? Questa è la domanda che dovremmo farci, prima di qualsiasi riflessione sul ruolo dell’istituzione scolastica, sulla qualità dell’insegnamento, dei professori e anche sulla capacità di apprendimento dei nostri ragazzi. Qual è l’ambiente, l’atmosfera che - fatte salve le splendide eccezioni, neppure così rare - accoglie gli alunni? Mi ricordo quando ne facevo argomento di battute in radio o in precedenti occasioni di confronti-social: è come la DeLorean di “Ritorno al Futuro”. Un ragazzo del III millennio, abituato alla sua realtà profondamente digitale - il che non è e non potrà mai essere un giudizio di merito, ma solo una considerazione persino banale - si ritrova in un contesto molto più familiare ai propri genitori che a lui stesso.

 

Qui non stiamo parlando di strumenti o almeno non solo di quelli. Non sarà una Lim a rendere aggiornata e al passo con i tempi una classe e ancor meno renderà un insegnamento affascinante e talvolta persino comprensibile alle abitudini e al linguaggio dei nostri figli. A essere analogici non sono solo le classi e le apparecchiature - altro discorso è quello relativo all’edilizia scolastica, uno scandalo di questo Paese - ma l’approccio, il modo in cui troppe volte ci si rivolge ad alunni che hanno la sgradevole sensazione di essere tirati per i capelli verso il passato. La cosa paradossale è che questo non accade tanto sui sacri principi dell’educazione e dei valori, sui quali anzi troppo spesso deroghiamo a scuola con la fortissima complicità dei genitori, ma in un approccio all’approfondimento, alla cultura, in definitiva alla vita che sia degno dei nostri tempi. Sfruttando intelligentemente gli smartphone che i nostri figli hanno in tasca (invece di cercare ridicolmente di proibirli spingendoli a qualsiasi trucco pur di usarli per chattare, cazzeggiare e far passare il tempo delle lezioni), pensate quello che potrebbe fare oggi il professore dell’”Attimo fuggente”. Cosa potrebbe mai diventare una sua lezione, grazie agli strumenti a disposizione. La differenza la fa chi sta alla cattedra e in mezzo ai ragazzi, non l’iPhone.

 

Insegnare non è un obbligo. Se non si ha voglia e capacità di aggiornarsi, non si ha alcuna possibilità di far bene il proprio lavoro. Penso ai tantissimi prof che meriterebbero di essere pagati molto di più e penso che solo una loro valutazione oggettiva possa essere il primo passo. Non quelle cose ridicole in branco che siamo sempre bravi a partorire in Italia.

 

Lo so, sono proposte indigeribili per i profeti del finto egualitarismo, ma guardiamo un po’ dove costoro hanno spinto la scuola: a uno stato catatonico e fuori dal nostro tempo, aggrappati alla buona volontà di singoli insegnanti poco pagati e ancor meno considerati.

 

Di Fulvio Giuliani

 

#scuola #Italia #bambini #educazione #futuro

Scuola, tornare al futuro

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2023-12-04 07:44:56

2023-12-04 06:44:56

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2023-09-16 11:10:18

2023-09-16 09:10:18

In tempi di caro scuola un pizzico di solidarietà in più da parte del corpo docente sarebbe apprezzato

In tempi di caro scuola (ma anche di caro vacanze, caro spesa e caro tutto) un pizzico di solidarietà in più da parte del corpo docente sarebbe apprezzato. Leggere che un figlio in prima superiore richiede in media un esborso di 2mila euro non può che far sollevare dubbi sull’effettiva tutela del diritto allo studio. La voce di spesa più pesante resta quella dei libri, che hanno registrato una variazione di prezzo anche del +8% a causa del costo della carta. A tal proposito non si capiscono bene (anche se possiamo immaginarle) le ragioni che frenano l’utilizzo delle sole edizioni digitali, un’iniziativa che dovrebbe partire proprio dai professori.

Questi ultimi non soltanto non sembrano interessati al cambiamento ma riescono persino a complicare, con certe richieste assurde, una situazione già gravosa per le tasche dei genitori. Prendiamo ad esempio il materiale extra necessario per le lezioni. Molti insegnanti non si limitano a indicare l’occorrente ma pretendono che vengano acquistate specifiche marche che pure potrebbero essere sostituite da nomi meno noti. Non lasciando libera scelta, mettono in difficoltà economicamente le famiglie e psicologicamente i ragazzi. Che un compasso debba appartenere a un determinato brand – «Altrimenti non va bene» – appare francamente una pretesa incomprensibile.

A chi taccia le famiglie di poca collaborazione andrebbe ‘regalata’ una settimana da back to school (come usa dire adesso), anche soltanto per provare l’effetto che fa.

di Ilaria Cuzzolin

Scuola inutilmente costosa

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2023-09-15 20:54:31

2023-09-15 18:54:31

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2024-01-21 15:49:51

2024-01-21 14:49:51

Il vero ascensore sociale è la scuola. Il commento del direttore Davide Giacalone. Da Coffee break del 20 gennaio 2024

L'incubo di un genitore povero è pensare che anche i figli lo saranno per colpa sua. Servono scuole formative, selettive, meritocratiche, in grado di far valere le capacità dei singoli, scalzando così le posizioni di chi è agiato e protetto per condizione sociale - giovando così alla ricchezza e alla civiltà di un Paese.

Il commento del direttore Davide Giacalone. Da Coffee break del 20 gennaio 2024

Clicca qui: Scuola e merito - Davide Giacalone

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Scuola e merito

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2024-01-21 16:02:25

2024-01-21 15:02:25

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