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title: "L&#8217;abisso e noi, conoscerlo ed evitarlo"
description: "Noi genitori siamo in grado, oltre che di impartire lezioni ed esempi (cosa di per sé difficile), di saper \"leggere\" i nostri figli?"
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/11/Genitori.jpg
date: 2023-11-23
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/labisso-e-noi-conoscerlo-ed-evitarlo/
categories: [Società]
tags: [Evidenza, genitori, giovani, scuola]
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# L&#8217;abisso e noi, conoscerlo ed evitarlo

![Genitori](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/11/Genitori.jpg)

Tragedia Giulia Cecchettin. Noi genitori siamo in grado, oltre che di impartire lezioni ed esempi (cosa di per sé difficile), di saper "leggere" i nostri figli?

**Sul rischio di una ridondanza legislativa il nostro quotidiano si è ampiamente speso negli ultimi giorni**, **con le riflessioni di Davide Giacalone e Carlo Fusi sulla reazione della politica alla** [tragedia di Giulia Cecchettin](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/trovato-il-cadavere-di-giulia-cecchettin/). È difficile non ricordare **i cospicui sforzi**, oltretutto ***bipartisan***, che hanno portato al varo di un quadro normativo sicuramente perfettibile ma altrettanto all’avanguardia sul tema, come l’inestricabile nodo della certezza della pena.

**Passando irritualmente alla prima persona e abbandonando le letture giuridiche**, **credo si debba guardare la realtà nel suo complesso**. **Chiedersi**, con onestà intellettuale e – nei limiti del possibile – senza farsi trascinare dall’impressione umanissima e sconvolgente per quanto accaduto, **se si possa fare qualcosa di più e diverso in ambito familiare**. Arriverò alla **scuola**, ma vorrei partire proprio da **mamma e papà**, dalla capacità di noi genitori non solo di impartire lezioni ed esempi (cosa di per sé difficile) ma di **saper** ‘**leggere**’ **i nostri figli** oltre quel tanto, poco o pochissimo di trasparente. **Educare** non può essere soltanto insegnare imprescindibili regole di vita in comunità, il rispetto degli altri e di sé stessi, l’intangibilità della persona e dei diritti altrui. Educare significa anche (dal latino *educere*, “tirar fuori”) scavare, conoscere e capire per intervenire. Sia chiaro, non stiamo parlando delle [famiglie direttamente coinvolte nello strazio di Giulia Cecchettin](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/due-padri/), perché non osiamo neppure immaginare cosa possa significare **per un padre perdere una figlia** **e per** [due genitori scoprire l’abisso più nero e atroce nel proprio figlio](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/speravo-fosse-morto-anche-lui-parla-il-padre-di-filippo-turetta/).

**Va tentata una riflessione più generale**: chiedersi se siano innanzitutto **i genitori** a doversi riconsiderare, a interrogarsi su quanto sappiano o non sappiano interpretare comportamenti e segnali. Su quanto tempo sappiamo concedere agli aspetti più delicati e immateriali di quel lavoro meraviglioso e spaventoso che è crescere e lasciare andare nel mondo le nostre creature. **Parlandone pochi giorni fa in tv mi è stato chiesto come vivessi**, **da direttore di un quotidiano che fa del riconoscimento del merito un architrave della nostra società**, **l’ipotesi che i nostri ragazzi ormai siano ineducati a gestire i** “**No**” **e gli inevitabili fallimenti piccoli e grandi della vita**, **al punto da poter in casi estremi arrivare a perdere il controllo**. Credo che **la meritocrazia stessa** nasca innanzitutto dalla capacità di riconoscere l’altro. Chi crede nell’individuo e nelle sue potenzialità non può tollerare alcuna sopraffazione. Figurarsi la violenza.

Riusciamo, **in famiglia**, a sviluppare la consapevolezza che il nostro stesso successo nella vita discenda anche dal rispetto di scelte, pareri e talvolta giudizi altrui? Ne discutiamo mai? È qualcosa di più e di diverso dalle pur fondamentali indicazioni di buoni comportamenti. Non possiamo accettare l’incapacità di ascoltare le ragioni degli altri. Di riconoscerne i sentimenti, più che mai quando eventualmente mutati nei nostri confronti. I genitori non sono psicologi ma devono prendere coscienza che il mondo dei nostri figli procede a una velocità tale da far apparire superati molti degli schemi educativi di un tempo. Non si tratta di rinnegare il passato e l’educazione che abbiamo ricevuto ma di saperla aggiornare.

**Accennavo alla scuola**, cui con una certa superficialità si chiede di ‘**saper intervenire**’, soprattutto dopo le tragedie. Peccato che a chiederlo siano gli stessi impegnatissimi a demolire l’idea di una scuola al passo con i nostri tempi. **Si pretende da professori abbandonati al loro amor proprio di essere interpreti della società che cambia e delle tensioni fra i generi**. Ne demoliamo ogni giorno l’autorevolezza davanti ai nostri figli e poi ci lamentiamo se non riescono a prevenire. Cosa? La spontanea mobilitazione dei ragazzi è un’occasione per spronarli ad aprirsi e confrontarsi. Se necessario, a uscire dalle stanzette in cui talvolta – pur con le migliori intenzioni – noi mamme e papà ci illudiamo di poterli rinchiudere per proteggerli.

 

di *Fulvio Giuliani*
