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title: "&#8220;L’allenatore da salotto&#8221; che dimentica lo sport"
description: "Si fa un gran parlare di sport ma chi sono gli italiani che lo praticano davvero? Per l'Istat, meno di un italiano su quattro"
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date: 2022-11-09
author: Raffaela Mercurio
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/lallenatore-da-salotto-che-dimentica-lo-sport/
categories: [Società]
tags: [scuola, sport]
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# &#8220;L’allenatore da salotto&#8221; che dimentica lo sport

![L’allenatore da salotto che dimentica lo sport](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/11/Evidenza-sito-16.jpg)

Si fa un gran parlare di sport (e del business che gli ruota attorno) ma chi sono gli italiani che lo praticano davvero? Per l'Istat, meno di un italiano su quattro. E la scuola, prova a fare del suo meglio per non allevare "allenatori da salotto".

Divano, birra e patatine: scena tipica da “partita a casa di amici” del sabato. Mani tra i capelli e consigli urlati a gran voce a coach e allenatori su “io avrei fatto questo, perché hai fatto quello”. Diciamocelo: **impossibile resistere al fascino dell’allenatore da salotto**.

Se il calcio la fa da padrone, **lo sport in genere è una costante della nostra quotidianità**, che piaccia un pallone bianco su un prato verde o quattro ruote che sfrecciano sull’asfalto. Di questi tempi, poi, se ne fa un gran parlare: bene, con la vittoria di ‘Pecco’ Bagnaia al MotoGP o male, con lo scandalo senza fine che riguarda [la ginnastica ritmica italiana](https://laragione.eu/life/sport/dolore-e-ginnastica/).

Ma in tutto questo gran parlare,** chi pratica davvero sport? Secondo l’Istat, pochi**. **Meno di un italiano su 4 lo pratica con continuità**, il 40% lo fa in modo saltuario e il 33% non svolge alcuna attività sportiva. Insomma, bello da vedere, meno da attuare. La spettacolazione insita in ogni tipo di disciplina sportiva non è di per sé un danno. Una delle sue caratteristiche peculiari risiede da sempre nel fatto di accoppiare rigore e salute a competizione e fede sportiva, unendo gli individui in gruppi con il relativo senso di appartenenza e creando *hype* emotivo. Ma **lo sport è soprattutto salute** e pensarlo come ad uno spettacolo teatrale, ad esempio, ben distante dalla nostra zona di *comfort*, è un ossimoro bello e buono.

Un cambio di paradigma che si rivela urgente già nell'infanzia. In risposta a questo una buona notizia c'è.** La Corte dei conti ha dato l'ok ai fondi del PNRR per lo sport e le relative infrastrutture nelle scuole per un totale di 300 milioni di euro**. Il 70% verrà destinato alle scuole primarie e il 30% per le secondarie, con una plus dei finanziamenti (54,29%) verso le scuole del Mezzogiorno.

Una bella notizia se non fosse che, esattamente come il bonus psicologo, la stessa Corte abbia già sottolineato che **su 2859 domande presentate** (per un valore complessivo di quasi 3 miliardi di euro) **solo una minima parte potrà essere soddisfatta con le risorse messe a disposizione**. Ciò significa che ci vorrà ancora molto tempo per vedere i nostri figli praticare educazione fisica con attrezzature congrue, in ambienti adatti e in massima sicurezza. Fino a quel momento, l’ora dedicata all’educazione fisica verrà spesso confusa come “ora di ricreazione” o di gioco tra amici, la versione estremizzata e ludica di un’attività motoria intesa come palestra di vita quale dovrebbe essere. 

**Tra le novità della scuola di quest'anno**, nell'ambito della Manovra2022, **c'è l’insegnante di scienze motorie in quinta elementare**. Poi, fra un anno, anche in quarta. Si è passati così dal tutor, pagato e formato da un soggetto esterno (perlopiù dal Coni) e fuori dal collegio dei docenti a un insegnante vero e proprio che parteciperà alla “valutazione periodica” dello studente e che “fa parte a pieno titolo del team docente”.

Noi comuni pigri e peccatori, cosa possiamo fare noi nel frattempo?

Alzarci dal divano abbandonando l’auto-proclamazione di “allenatori da salotto” è già un ottimo passo, magari **provando a ****metterci in ****gioco** facendo onore a quello che lo sport prova a spiegarci da tempo: che stare bene, divertendosi, è possibile e necessario.

 

*di Raffaela Mercurio *

 
