---
title: Le donne che meritano un francobollo
description: Ha provocato qualche protesta la decisione di dedicare un francobollo a Marilena Grill, ausiliaria sedicenne della Repubblica di Salò
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/03/francobollo-donne-1024x639.jpg
date: 2025-03-28
author: Valter Vecellio
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/le-donne-che-meritano-un-francobollo/
categories: [Società]
tags: [cultura, Italia, politica, società]
---

# Le donne che meritano un francobollo

![francobollo-donne](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/03/francobollo-donne-1024x639.jpg)

Ha provocato qualche protesta e mal di pancia la decisione di dedicare un francobollo a Marilena Grill, ausiliaria sedicenne della Repubblica di Salò. Se questo è lo spirito, ecco due suggerimenti

Ha provocato qualche protesta e mal di pancia **la decisione del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e di Poste Italiane di dedicare in occasione dell’8 marzo un francobollo a Marilena Grill.** Ausiliaria sedicenne aderente alla Repubblica di Salò che il 28 aprile 1945 fu prelevata da un gruppo di partigiani, tenuta prigioniera per qualche giorno e quindi uccisa nella notte fra il 2 e il 3 maggio.** Il francobollo è stato inserito nella serie tematica “I Valori Sociali”*.***

Non c’è dubbio che, al di là della fede politica, **la ragazza di poco o nulla sarà stata colpevole. Dopo un processo sommario la punirono con la morte perché quelli erano “tempi cupi, tempi da lupi”**. Fa comunque pensare che questa emissione abbia seguito quella dedicata l’anno scorso a Italo Foschi: squadrista, picchiatore, coinvolto nel delitto di Giacomo Matteotti (del cui assassinio cadeva peraltro il centenario).Scelte operate con spirito di pacificazione nazionale, ha fatto sapere il ministro Urso.

Se questo è lo spirito, **ecco due suggerimenti. Un [francobollo](https://laragione.eu/esteri/zelensky-comunicatore-infallibile-il-francobollo-e-gia-un-cult-presto-anche-in-nft/)dedicato a Gisella “Gisa” Floreanini: milanese, antifascista della prima ora, partigiana. Fu la prima donna ministro del Paese, quando si costituì la mitica Repubblica dell’Ossola**: per quaranta giorni (tanto è durata, prima che di essere travolta dai nazifascisti) “Gisa” è ministro all’Assistenza alla popolazione. Prima del “si salvi chi può” riesce a mettere in salvo cinquecento ragazzini, facendoli espatriare in Svizzera. Passati i giorni della tempesta, è nominata presidente del Comitato di Liberazione Nazionale di Novara, unica donna a ricoprire questo ruolo.

**È lei che nell’aprile 1945 consegna la città agli inglesi. Nominata alla Consulta nazionale è tra le tredici donne che intervengono per correggere la ‘svista’ del decreto luogotenenziale che riconosce alle donne il diritto attivo al voto ma non quello passivo.** Il nuovo decreto consente alle donne non soltanto di votare ma anche di essere elette; lo approvano appena in tempo per le prime elezioni amministrative dell’Italia democratica. **Parlamentare dal 1948 al 1958, il Pci a cui aderisce la emargina progressivamente. Boicottaggio in buona parte dovuto al fatto che è una donna divorziata (in Svizzera).** Instancabile, irriducibile fino al maggio 1993: ha 87 anni quando la sua densa vita si conclude, uccisa da un infarto. Dedicarle un francobollo sarebbe un piccolo risarcimento, se si considera che a Milano non c’è una via che la ricordi.

**La seconda proposta è per Argentina Marchei, quella che un tempo si definiva “donna del popolo”. Trasteverina doc, anziana, tarchiata, da sempre la tessera del Pci in tasca. **Una tessera che convive con quella della Lega per l’Istituzione del Divorzio di Marco Pannella e Mauro Mellini. Argentina è una ‘vedova bianca’: il marito emigra in Sudamerica, si forma una nuova famiglia, non si fa più vivo. Una storia come mille altre: gli uomini in cerca di lavoro in Germania, Belgio, Australia, nelle Americhe; qualche lettera o cartolina, poi più nulla.

**Anche Argentina Marchei si innamora e ha dei figli ma è concubina, una ‘fuorilegge’ in quanto in Italia il divorzio non esiste. Non perde una manifestazione, sempre in prima fila a fianco di Pannella, Mellini, Loris Fortuna, Antonio Baslini**: le gambe segnate dalle vene varicose, pazienza se è distrutta dalla fatica del lavoro. Il suo compagno è ammalato gravemente, gli resta poco tempo, i due vorrebbero ardentemente sposarsi, mettersi in regola prima di separarsi definitivamente**. Finalmente il Parlamento approva la legge; la si vede davanti a Montecitorio nelle fotografie dell’epoca, la fiaccola in mano, felice. Il sogno di Argentina si avvera.**

Il suo e quello di tante altre donne finalmente libere da una catena che lacera intere famiglie in una ipocrisia che non risolve i problemi e impedisce di poter legalmente riprovare a ricostruire una famiglia. **Se in Italia c’è qualcosa di buono lo si deve anche a donne come “Gisa” e Argentina. Un francobollo per ricordarle ci sta tutto.**

Di *Valter Vecellio*
