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title: Le professioni del futuro
description: La transizione tecnologica ed energetica necessita di nuove competenze lavorative esistenti sulla carta, ma difficili da reperire. 
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date: 2021-12-05
author: Francesco Orlando
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/le-professioni-del-futuro/
categories: [Società]
tags: [Italia, lavoro]
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# Le professioni del futuro

![Le professioni del futuro](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/12/Orlando.png)

Il cambiamento tumultuoso della società ha colte impreparate l'istruzione e la formazione. La transizione tecnologica ed energetica, infatti, necessita di nuove competenze lavorative esistenti sulla carta, ben codificate nei ruoli, ma nella realtà difficili da reperire.

*Data scientist*, *UX designer*, *Cyber security engineer*, *Cloud architect*, *Energy manager*, *Project manager*, *E-commerce specialist*. Questi i profili professionali più richiesti ora e nel prossimo futuro in Italia e nel mondo. **La transizione tecnologica ed energetica necessita di competenze esistenti sulla carta, ben codificate nei ruoli, ma nella realtà difficili da reperire.** L’accelerazione che sta avendo negli ultimi anni la corsa verso il futuro – spinta dai grandi *trend* della digitalizzazione, della servitizzazione e dell’ambientalismo – ha trovato** inadeguati gli apparati dell’istruzione e della formazione, rimasti indietro.** Il cambiamento tumultuoso della nostra società è quindi rincorso dalla scuola, dall’università, dalla formazione professionale.

Adeguare i programmi, i docenti e le strutture richiede tempo.** Siamo in un periodo eccitante di *****disruption***** e trasformazione e come tale di grandi problemi e opportunità. **La maggiore difficoltà di fronte a quest’onda è il *trend* demografico, che vede ridursi nei prossimi decenni in Italia e nel mondo avanzato la quota percentuale di giovani sul totale della popolazione. **Secondo l’Istat, in Italia scenderemo da 60 milioni nel 2020 a 54 milioni nel 2050 e il rapporto tra giovani e anziani alla metà del secolo sarà di 1 a 3.** Dati già negativi in sé, perché dipingono una società che invecchia e non si rigenera e rinnova allo stesso ritmo, ma ancora più infausti se considerati in relazione alla trasformazione tecnologica e digitale, ambito di naturale comprensione e dominio delle giovani generazioni.

Stiamo rischiando grosso. Se non si rimane al passo coi tempi si viene travolti. Vista la portata della sfida, iniziativa privata e mano pubblica dovrebbero entrambe spingere sull’acceleratore. La prima sul fronte degli investimenti e della formazione, la seconda su quello dell’istruzione e degli aiuti alle famiglie. **L’Italia, per la sua storia e propensione, ha anche la possibilità di inserire la dimensione orizzontale nella scienza e nella sua declinazione nei profili verticali sopra citati, arricchendoli e caratterizzandoli con la creatività e la cultura che ci sono proprie.** Tecno-logici più che meramente tecnologici. Inutile illudersi, non sarà impresa facile, ci vorrà tempo e non mancheranno le sconfitte, ma alternative non ce ne sono. Le bellezze naturali e artistiche ci aiuteranno, come sempre, tuttavia non sono sufficienti. **Se proprio non riusciamo a invertire il *****trend* demografico, magari possiamo invecchiare bene e diventare *cyber* nonni e mentre in India avranno i *data scientist***** di 25 anni, i nostri ne avranno 50.** A mali estremi, estremi rimedi.

di *Francesco Orlando*

 
