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title: Le quote rosa un male necessario per rimediare a mali peggiori
description: Mercato del lavoro e parità di genere. Le quote rosa sono un male necessario. Uno scoglio mentale è quello della parità di genere nei convegni
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date: 2022-02-03
author: Federica Marotti
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/le-quote-rosa-un-male-necessario-per-rimediare-a-mali-peggiori/
categories: [Evidenza, Società]
tags: [donne, Italia]
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# Le quote rosa un male necessario per rimediare a mali peggiori

![Parità di genere e lavoro](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/02/Parita-di-genere-e-lavoro.png)

Le quote rosa sono un ‘male’ necessario ma, superate queste, un altro scoglio mentale che ha creato dibattito, scetticismo e perplessità è quello della ‘parità di genere’ nei convegni. Una su mille (magari!) ce la farà.

«Chi non cambia mai idea non cambierà mai nulla». Quando si cercano **ancoraggi** per dare sostanza a **pensieri** non sempre lineari è rassicurante affidarsi a frasi e citazioni celebri, come questa di **Winston Churchill**. Sul tema delle **quote di genere** per esempio sono tanti, tra cui chi scrive, ad aver fatto una vera e propria ‘**inversione a u**’ nel corso degli anni.

La prima reazione alla **proposta di legge** infatti spesso era di **perplessità** se non di vera e propria **contrarietà**, anche da parte delle **donne stesse**: «Assurdo. Imporre per legge donne nei Consigli di amministrazione non ha senso. Bisogna premiare il merito, non il genere di appartenenza». Tutto giustissimo in un **mondo ideale** o quantomeno **equo**.

**La verità** – che si apprende con l’esperienza, con le porte in faccia e con le quotidiane frustrazioni – è che se sei **donna** non basterà essere eccellente, non sarà sufficiente essere ‘oltre’ tutti gli altri **per emergere**. Ci sarà sempre bisogno di una convergenza astrale, unita a una serie di condizioni e avvenimenti favorevoli e straordinari. E allora alla fine – forse – **una su mille (magari!) ce la farà**.

Superato il tema delle [quote rosa](https://laragione.eu/evidenza/le-quote-rosa-bene-solo-con-il-merito/) **‘male’ necessario**, un altro scoglio mentale ha creato ultimamente dibattito, scetticismo e perplessità: quello della ‘**parità di genere**’ nei convegni. **Le reazioni contrarie** più pacate sono state: «Inconcepibile obbligare a inserire una quota di donne nei convegni. Chi è più bravo verrà selezionato. Donna o uomo che sia». Ma anche qui **l’esperienza** aiuta a mettere meglio a fuoco il tema.

Chiunque partecipi a convegni sugli argomenti più svariati può riscontrare **una costante ben definita**. Quasi sempre **uomini sul palco**, con **qualche spruzzata di elementi femminili**: spesso hostess, a volte relatrici, ma sempre **in assoluta minoranza**. Diciamoci la verità, molti interventi dei **professionisti uomini** sono di assoluto livello ma **la media degli speech** è **normale**, a volte tendente al **noioso**. È singolare quindi che su **tanti temi** (medicina, finanza, università, industria…) non si possano trovare **esperte** che diano **il proprio punto di vista**. E non in omaggio al [politically correct](https://laragione.eu/life/cultura/la-femminilita-il-peccato-che-il-politically-correct-non-riesce-ad-accettare/) ma per avere punti di vista, pensieri, opinioni, **idee differenti**.

Troppo spesso nei **panel italiani** si sente solo una voce e si perde così **la ‘metà della storia’** in termini di informazione, cultura, prospettive, crescita. Iniziative come “**Fill the panel gap**” di **Valore D** o il recente memorandum d’intesa “**No Women No Panel - Senza Donne Non Se Ne Parla**”, promosso dalla **Rai** e sottoscritto dalla **Presidenza del Consiglio**, sono un faro per chi crede nel valore della **diversità**, della **contaminazione**.

Non a tutti piace, come letto anche su queste stesse pagine. Una **politica attiva** di **diversity management** (dove per diversità non si intende solo il genere ma anche l’età, l’orientamento sessuale, le origini etniche, la cultura, le abilità fisiche, ecc.) da parte delle **aziende**, oltre ad avere una **valenza etica**, costituisce un punto di forza anche a livello di **employer branding**. **Rafforza** infatti l’immagine dell’**azienda** ma contribuisce anche in termini di **performance**, poiché in un ambiente in cui tutti si sentono a proprio agio e possono esprimere **la propria unicità**, le persone sono sottoposte a minor stress, lavorano meglio e sono più motivate.

Non solo, l’inclusione delle **diversity** contribuisce all’**innovazione** e al **cambiamento** perché dà modo di fare leva su punti di vista differenti, di valutare e analizzare le cose da diverse angolature che permettono di prendere decisioni con più **strumenti** e **informazioni** **a disposizione**. **Panel** sempre più **variegati** ed **eterogenei** nonché lo sviluppo della professione del **diversity manager** sono piccoli ma fondamentali passi per arrivare a quella agognata e ancora così lontana **parità**.

 

di *Federica Marotti*
