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title: Lezioni di fine 2022
description: Scriveva Cesare Pavese che «le lezioni non si danno, si prendono» e la fine del 2022 offre in primis ai cittadini occidentali importanti lezioni storiche
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date: 2022-12-30
author: Antonluca Cuoco
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/lezioni-di-fine-2022/
categories: [Società]
tags: [Evidenza, società]
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# Lezioni di fine 2022

![Lezioni di fine 2022](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/12/Lezioni-2022.jpg)

In Iran e Cina un numero crescente di individui – spesso giovanissimi – sta mettendo in gioco la propria vita per chiedere libertà e dignità contro oppressione e barbarie

**Scriveva Cesare Pavese che «le lezioni non si danno, si prendono» e la fine del 2022 offre *in primis***** ai cittadini occidentali importanti lezioni storiche.** In Iran e Cina un numero crescente di individui – spesso giovanissimi – sta mettendo in gioco la propria vita per chiedere libertà e dignità contro oppressione e barbarie. Siamo soprattutto testimoni della magnifica resistenza ucraina contro l’orco russo invasore: una popolazione intera sta dando la vita per difendere libertà che sono anche nostre.

Moltitudini di esseri umani premono intanto per poter venire a vivere in pace e democrazia nei nostri Stati liberali. Una fortuna che noi invece diamo per scontata, quando invece dovremmo diventare la voce di iraniani, cinesi, ucraini e di tutti quelli che sognano la libertà e uno Stato di diritto. Se non impariamo la lezione che ci arriva da questi resistenti non troveremo mai il coraggio di difendere i nostri stessi valori.

**La protesta contro la strategia “zero Covid” e il ruolo dei *social***** nelle contestazioni al Partito comunista e a Xi Jinping hanno indicato come la politica della “tolleranza zero” sia stata un boomerang per il regime di Pechino.** Migliaia di persone sono scese a manifestare in diverse città a costo di pesanti conseguenze, prendendo di mira direttamente il partito e il presidente, chiedendone le dimissioni e una svolta in senso democratico. I fogli bianchi tra le mani sono stati i simboli più riconoscibili anti-*lockdown*. Mentre pure le immagini degli sciagurati recenti Mondiali di calcio in Qatar, con stadi pieni di spettatori senza mascherina, sono state censurate: il *network* statale “Cctv”, che trasmetteva le partite, tagliava infatti le riprese del pubblico sugli spalti.

«Donna, vita, libertà» sono invece le parole della rivolta iraniana. Assieme a «Morte al dittatore», «Teheran è diventata una prigione ed Evin un’università» si afferma una nuova grammatica nelle manifestazioni che da mesi scuotono lo *status quo* del regime teocratico. **La morte di Mahsa Amini ha acceso le proteste trasversali di giovani donne che ispirano giovani uomini.** Nelle strade non si odono *slogan* contro gli Stati Uniti ma l’invocazione (questa sì sacrosanta) a poter vivere finalmente da cittadini liberi. Sulla lapide di Mahsa leggiamo l’iscrizione «Name-to ramz mishavad (Il tuo nome diventerà chiave). Stiamo assistendo a qualcosa di epocale.

Di Antonluca Cuoco
