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title: Liberi sì, ma non dal tema
description: Il tema è un esercizio mentale troppo importante per poterlo cancellare, soprattutto perché serve a svelare il carattere degli studenti.
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date: 2021-12-22
author: Matteo Grossi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/liberi-si-ma-non-dal-tema/
categories: [Società]
tags: [giovani, scuola]
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# Liberi sì, ma non dal tema

![Liberi sì, ma non dal tema](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/12/Scuola-1.png)

Per alcuni studenti sostenere un esame scritto alla maturità sarebbe superfluo, tanto d'aver lanciato una petizione su [change.org](http://change.org/). Il tema invece è un esercizio mentale troppo importante, soprattutto perché serve a svelare il proprio carattere

Ogni ministro sogna di lasciare il segno. Quelli all’Istruzione tirano sempre in ballo la possibilità di cambiare la scuola e con essa il metodo di studio, incuranti del segno che potrebbero lasciare agli studenti.

Ma il fatto che da decenni la scuola italiana sia un cantiere dove i lavori sono sempre aperti è già di per sé un brutto segno. Vedremo se il ministro all’Istruzione Patrizio Bianchi si piegherà alla leva studentesca che su change.org scrive di trovare «ingiusto e infruttuoso andare a sostenere un esame scritto in quanto pleonastico, giacché i professori curricolari, nei cinque anni trascorsi, hanno avuto modo di toccare con mano e saggiare le nostre capacità». **Per costoro il tema è superfluo, superato. **

È pur vero che i laureati italiani sono richiesti in tutto il mondo e che le nostre università continuano a produrre grandi menti, ma, se guardiamo le fasce più giovani, la situazione si aggrava: più di un terzo dei ragazzi non ha un bagaglio alfabetico sufficiente. Le riforme del ministro vanno dalle classi pollaio fino al nuovo contratto per i docenti; inoltre lo stesso **vorrebbe fare della scuola il centro pulsante del Paese. **

Più che pulsante lo vorrei pensante, per poter rimediare al disagio giovanile dei nostri giorni: come è possibile che si dicano venti parole dove cinque ne basterebbero o cinque dove ce ne vorrebbero venti? **Il dono di sintesi,** inveterata virtù, è in questo caso un campanello d’allarme a cui si sarebbe dovuto rimediare da tempo. La situazione peggiora con gli studenti che ripetono a pappagallo perché un’idea propria da elaborare non ce l’hanno.

A questo si rimedia leggendo e scrivendo. Il tema in classe è uno strumento troppo importante per poterlo cancellare solo perché a richiederlo è un manipolo di studenti. **Il tema come esercizio mentale è sempre stato utile e formativo**. Oltre a essere un modo per ottenere silenzio da chi è al di là della cattedra, consente anche di evadere senza alzarsi dal banco: si possono esprimere fantasie, gioie e paure.

Fortunato chi, davanti al foglio ancora in bianco, si sente sotto pressione nel sapere che l’insegnante prima o poi lo correggerà caracollando attraverso le lacune della sintassi, dell’ortografia e del lessico. **Serve a svelare il nostro carattere,** soprattutto a mostrare uno stile e una punteggiatura che sono unici, personali e irripetibili.

Oscar Wilde scrisse: «Tutta la mattina ho lavorato su una poesia per togliervi una virgola, poi ho lavorato tutto il pomeriggio per rimettervela». Aveva fatto dell’eccentricità un pregio assoluto, non raccontandola ma scrivendola, e questo è un bel segno.

 

di *Matteo Grossi*
