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Libertà: non diamola per scontata

Soprattutto in questa giornata, è giusto riflettere sul significato della parola ‘libertà’. Siamo cresciuti dando per scontato cose per le quali chi è venuto prima di noi ha dovuto lottare. Ma non lo sono affatto.

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Libertà, quanti significati può avere questa parola? Siamo cresciuti dando per acquisite cose per le quali chi è venuto prima di noi ha dovuto lottare. Abbiamo scoperto però che non sono affatto scontate. Innanzitutto con la pandemia, che ci ha costretti a rinunciare alla possibilità di muoverci, di spostarci, che ha cambiato la nostra percezione della socialità. Grazie alla ricerca e alla medicina, un virus lo si può imparare a combattere e sconfiggere. Ed è quello che per fortuna stiamo vedendo accadere, accompagnato dal ritorno della possibilità di spostarci, andare al ristorante, incontrare gli altri.

La guerra in Ucraina è scoppiata proprio mentre iniziavamo ad assaporare la ritrovata normalità e ci ha fatti ripiombare in un mondo che sembrava essere destinato a restare nei libri di storia. Abbiamo commesso l’errore di credere che una guerra, nel cuore della nostra Europa, non l’avremmo più vista. Che fosse finito il tempo delle bombe e dei carrarmati, sostituito da quello in cui le dispute si risolvono intorno ai tavoli della diplomazia. È stato sconcertante scoprire invece come, in un continente senza più barriere, la libertà sia ancora esposta al rischio di finire in balia di un unico uomo in preda alla brama di dominio. Persone che vivevano esattamente nel nostro stesso modo si sono all’improvviso ritrovate rinchiuse nei bunker, senza più nulla se non la speranza di sopravvivere. Senza più la possibilità di camminare per le strade, mandare i bambini a scuola, sentirsi padroni delle proprie giornate.

È inevitabile e giusto che questo ci porti a riflettere, soprattutto in questa giornata. Il conflitto a cui stiamo assistendo rende evidente che chi desidera la guerra può ancora una volta avere la meglio su chi ha costruito la pace. È vero che questa è la storia del mondo, del nostro stesso passato e di tante aree del pianeta dove ancora si combatte senza sosta. Ma non immaginavamo che potesse accadere alle porte di casa nostra. Un po’ perché è sempre giusto auspicare che il genere umano si evolva; un po’ perché tuttora, a guardarlo, quello che accade ogni giorno in Ucraina sembra la brutta riedizione di un film del passato. Con le stesse barbarie, gli stessi orrori. Guardarlo ci fa capire quanto quello che abbiamo, in questa tanto criticata Italia, non sia scontato. Tenerci stretti questa sensazione potrebbe aiutarci a essere più solidali con chi scappa dalle bombe. Ma anche a evitare la tendenza, anche questa molto nostra, a vedere sempre il bicchiere mezzo vuoto.

 

di Annalisa Grandi

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