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title: Sopravvissuta all’Olocausto oggi su TikTok
description: Oltre 1,5 milioni di follower su TikTok raccontando la Shoah, vissuta in prima persona. Questa è la storia della 97enne ebrea Lily Ebert.
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/11/Evidenza-sito-39.png
date: 2021-11-18
author: Gaia Bottoni
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/lily-ebert-testimonia-la-shoah-su-tiktok/
categories: [Evidenza, Società]
tags: [giovani, guerra mondiale, social media, tecnologia]
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# Sopravvissuta all’Olocausto oggi su TikTok

![lily ebert shoah su tiktok](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/11/Evidenza-sito-39.png)

Oltre un milione e mezzo di follower su TikTok raccontando la Shoah, vissuta in prima persona. Questa è la storia di Lily Ebert, sopravvissuta ad Auschwitz, che annulla la distanza tra i giovanissimi e i suoi 97 anni.

Siamo abituati a immaginare TikTok come l’universo del futile. Merita per questo di essere sottolineato quello che sta avvenendo grazie a **Lily Ebert, 97 anni,** ebrea di origini ungheresi che utilizza proprio il *social* più amato dai ragazzini per raccontare qualcosa che loro non hanno mai visto e di cui forse anche molti non sanno quasi nulla: la Shoah.

Lily è infatti **sopravvissuta ad Auschwitz.** È stato il pronipote 17enne a farla sbarcare su TikTok e da allora ha totalizzato oltre un milione e mezzo di *follower*. Numeri a parte, ciò che conta è che attraverso il *social* lei racconti e risponda alle domande sulla tragedia che ha vissuto. **Una fondamentale testimonianza,** ora che i sopravvissuti sono ormai sempre meno.

Non a caso “In pane perduto” – il nuovo libro di Edith Bruck, anche lei deportata in diversi campi di sterminio – viene descritto come un racconto che tutti dovrebbero leggere. Perché è ovvio che, mano a mano che passano gli anni, saranno sempre meno le voci viventi di quanti quella barbarie hanno vissuta sulla loro pelle. Già **per i giovanissimi si tratta di qualcosa di estremamente lontano.**

Il valore di quella memoria invece è un tesoro prezioso da custodire: in mezzo a tante polemiche sull’uso e abuso dei *social network* è davvero una bella notizia che in così tanti invece di guardare o postare balletti vogliano sentirsi raccontare dell’orrore dei campi di sterminio.

Tema non certo leggero, ma che forse **proprio strumenti come TikTok possono rendere più comprensibile ai ragazzini di oggi.**

di *Gaia Bottoni*
