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title: "L’ipocrisia ai tempi del #MeToo"
description: "Kevin Spacey parla della sua tragedia personale: l'inferno giudiziario durato sei anni e la gogna mondiale."
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date: 2023-12-27
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/lipocrisia-ai-tempi-del-metoo/
categories: [Società]
tags: [Evidenza, MeToo, spettacoli]
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# L’ipocrisia ai tempi del #MeToo

![Kevin Spacey intervista youtube](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/12/Evidenza-sito-32-32.png)

Kevin Spacey parla della sua tragedia personale al microfono del presentatore americano Carlson: l'inferno giudiziario durato sei anni e la gogna mondiale

Ha scelto un’[intervista da trasmettere su YouTube](https://laragione.eu/life/spettacoli/il-ritorno-di-kevin-spacey-netflix-esiste-grazie-a-me/) (e già questo è significativo a dispetto dei media tradizionali), al microfono del presentatore americano Tucker Carlson, per parlare della sua tragedia personale. Perché di questo si è trattato, inutile girarci intorno, ma senza rinunciare all’ironia, al sarcasmo, al paradosso. Perché [Kevin Spacey](https://laragione.eu/life/spettacoli/kevin-spacey-premiato-a-torino-innocente-fino-a-prova-contraria/), emerso da un inferno giudiziario durato sei anni e da una gogna mondiale che lo ha letteralmente polverizzato in termini di immagine e non solo, è un uomo innocente. **È uscito scagionato da ogni accusa dai diversi processi che lo hanno visto alla sbarra per accuse di molestie sessuali di varia natura**, ma resta per tanti, troppi - inutile negarlo - un intoccabile. Qui non si tratta di schizzi di fango sopravvissuti a un’inconcepibile vicenda mediatica figlia del cinismo e dell’opportunismo da voltastomaco dei suoi accusatori, si tratta di una vera e propria valanga di guano che avrebbe ucciso (non in senso figurato) uomini meno forti o animati da minore volontà di urlare al mondo la propria innocenza.

Nell’intervista, Kevin Spacey gioca con il suo personaggio iconico, Frank Underwood di “House of Cards”, per dire e ribadire, per accusare apertamente chi tantissimo gli ha dovuto e gli deve tuttora eppure non ha esitato un solo istante a scaricarlo, dimenticarlo, cancellarlo in ossequio al politicamente corretto e alla smania del [#metoo](https://www.linkedin.com/feed/hashtag/?keywords=metoo&highlightedUpdateUrns=urn%3Ali%3Aactivity%3A7145682180868915201) fuori controllo. Tutte cose che qui abbiamo scritto più volte e in tempi non sospetti e di cui siamo orgogliosi.

**Leggerlo oggi, riflettendo sulle parole dello stesso attore mentre cerca di ricostruire i pezzi della propria vita, dobbiamo però ammettere che fa molta, molta impressione.** “Netflix deve tutto a me, li ho fatti conoscere nel mondo e loro mi hanno abbandonato“. Le parole di Kevin Spacey o forse di Frank Underwood, in realtà, nulla cambia. **La sostanza è che Netflix deve molto del suo successo planetario a questo straordinario attore (due volte premio Oscar) e a una serie che senza di lui è semplicemente evaporata.**

Nonostante tutto questo, ancora oggi - potete agevolmente fare voi stessi la prova accedendo a Netflix - “House of Cards” è tornata (perché l’appestato non è più tale), ma nei trailer principali e nella locandina il suo volto non c’è. Il volto di uomo innocente e ingiustamente distrutto. **In questa vicenda è in gioco molto più che il pur rilevante destino personale di Kevin Spacey.** Sono in gioco le regole e l’etica dell’informazione, il rispetto dell’individuo e dei suoi diritti fondamentali, un’idea di garantismo che abbiamo rischiato di mandare al macero proprio nei Paesi con una millenaria tradizione di diritto. Perché questa non è una faccenda solo americana, neanche un po’.

Di *Fulvio Giuliani*

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