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title: L’Italia senza (senso della) storia
description: "“Io e il Duce”: Indro Montanelli parla di Mussolini e della storia del fascismo. Lamenta l’incapacità di fare i conti con il proprio passato"
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/03/Indro-Montanelli.jpg
date: 2024-03-03
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/litalia-senza-senso-della-storia/
categories: [Società]
tags: [Italia, storia]
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# L’Italia senza (senso della) storia

![Indro Montanelli](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/03/Indro-Montanelli.jpg)

Nel libro “Io e il Duce”, Indro Montanelli parla di Benito Mussolini e della storia del fascismo. Il giornalista toscano lamenta l’incapacità di fare i conti con il proprio passato

**Ho di recente letto** - **anzi ascoltato**, perché sono ricorso all’edizione in audiolibro durante i trasferimenti in macchina - **il libro “Io e il Duce” di** **Indro** [Montanelli](https://laragione.eu/life/editoria/montanelli-e-fortebraccio-ironia-urticante/), **straordinaria raccolta di articoli, riflessioni e brevi saggi del grande giornalista toscano dedicati a** [Benito Mussolini e alla storia del fascismo](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/fascismo/). Furono scritti dal dopoguerra sino alla sua morte, avvenuta nel 2001.

**Un viaggio interessantissimo** per chiunque sia appassionato di storia o anche solo interessato a provare a capire come il fascismo abbia potuto dominare l’Italia per vent’anni e quanto la figura del dittatore abbia influenzato la nostra storia, anche dopo la fine del ventennio.

**Un’ampia parte del libro è dedicata proprio alla caduta di Mussolini il 25 luglio 1943**, a come sia stato possibile questo vero e proprio suicidio del regime, a cosa dicono di noi italiani quella giornata e **il disastro dell’8 settembre** e le modalità di questi fatti storici che - viste dall’estero - apparivano totalmente incomprensibili.

**Qualità del libro a parte e dato per scontato il gusto dell’ascolto di una prosa con pochi eguali**, a distanza di oltre vent’anni dalla scomparsa del grande giornalista impressiona la capacità di descrivere uomini, fatti e circostanze.

**In questo quadro, resta scioccante l’attualità di un altro aspetto**: negli scritti risalenti ai primi anni ‘60 - terminata la stagione in cui il Paese tentò una rimozione del fascismo attraverso il ricorso a un’autoassolutoria demonizzazione (come se gli italiani non ci fossero stati o avessero dormito per vent’anni) - **Indro Montanelli lamenta l’incapacità di fare i conti con il proprio passato**. Un passato che allora era vecchio ‘solo’ di vent’anni e che vedeva la generazione nata o cresciuta nel fascismo ancora pienamente attiva, non di rado chiamata a fare i conti con le sue scelte di gioventù o addirittura di infanzia.

**Vent’anni sono tanti, ma anche incredibilmente pochi** rispetto a una tragedia immane e incommensurabile come quella della seconda guerra mondiale, del disfacimento dell’Italia, della guerra civile, di un numero imprecisato di lutti e tragedie.

**Negli anni ‘60, dunque, quando Indro Montanelli scriveva questi interventi**, era in qualche misura comprensibile la difficoltà nel costruire un atteggiamento condiviso, di reciproco riconoscimento fra chi due decenni prima si era sparato addosso. Che sessant’anni dopo quegli scritti, a ottanta dai fatti ricostruiti nel libro, si sia ancora incredibilmente lì lascia senza parole.

**Ci rendiamo conto quanto ogni giorno - ancora oggi - la parola “fascismo“ venga citata in articoli, editoriali, commenti e così via**? Non per esigenze di ricostruzione storica, ma di pura e assoluta attualità, per bollare o costruirsi delle identità. Come è mai possibile?

**Con Montanelli si sorride molto**, anche delle nostre miserie, ma certo si resta **sconcertati dall’inutilità del passare del tempo in questo nostro magnifico e strano Paese**.

di *Fulvio Giuliani*
