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title: Loda e imbroda, voti alti e cultura bassa
description: "Con il boom di promozioni e di \"tesine\" cum laude all’esame di maturità anche lo Stato ora tira la cinghia"
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date: 2024-10-14
author: Enrico Galletti
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/loda-e-imbroda-voti-alti-e-cultura-bassa/
categories: [Società]
tags: [Italia, scuola, studenti]
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# Loda e imbroda, voti alti e cultura bassa

![Lode maturità](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/10/Lode-maturita.jpg)

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2024-07-08 17:24:23

2024-07-08 15:24:23

Dopo trent’anni di Maturità da interna, esterna e presidente, ribadisco con forza e dolore che questo esame non ha più alcun senso

Dopo trent’anni di Maturità da interna, esterna e presidente, ribadisco con forza e dolore che questo esame non ha più alcun senso. Sono stati raggiunti livelli di contraddizioni, aleatorietà, superficialità e falsità che fanno star male chi ha il coraggio di essere onesto.

Prima dell’esame, per aumentare medie e crediti, i voti vengono palesemente gonfiati: le materie non d’esame – così come condotta ed educazione civica – viaggiano esclusivamente sopra l’8. E, a fronte di scuole che presentano i ragazzi anche con 4, in altri istituti tutte le insufficienze spariscono, specie se non sono oggetto di prova scritta. In certe Commissioni gli orali durano venti minuti (con un esclusivo monologo dello studente) e in altre un’ora (con interventi di tutti i docenti). In certe classi gli spunti sono già noti e in altre li sceglie arbitrariamente il presidente, gli scritti ottengono risultati incomparabili a seconda che a correggerli siano docenti interni o esterni. La correzione avviene con velocità estrema, spesso inizia il pomeriggio stesso della prova, dopo che i docenti sono a scuola da otto ore con la stanchezza e la mancanza di lucidità conseguenti. Le prove di italiano vengono lette una sola volta e le seconde prove vengono corrette appena terminate, senza il tempo necessario di riflessione e da docenti che a volte non hanno mai insegnato in quinta o in un dato indirizzo perché suppliscono alle rinunce di altri.

La maggioranza delle Commissioni lavora il più possibile responsabilmente, ma proprio chi è più consapevole e competente si rende conto di come tutto sia un assurdo gioco delle parti, un carrozzone inutile che si cerca di tenere in piedi ma non rende conto delle reali competenze dei ragazzi. E siccome tutti gli ammessi sono automaticamente promossi, professionalmente e umanamente viene da chiedersi se abbia senso bocciare negli anni precedenti. Non sarebbe più onesto e utile attestare per ogni ragazzo le competenze realmente acquisite in ogni disciplina, senza il teatrino umiliante (recitato da interni ed esterni) che costa ogni anno allo Stato centinaia di milioni di euro e che ha soltanto l’obiettivo di far uscire ciascuno con la propria media?

Quest’anno la contraddittorietà dell’esame è stata evidenziata pubblicamente dalle ragazze che hanno rifiutato di sostenere l’orale, non accettando le valutazioni troppo basse ottenute nella versione di greco. Chi conosce i meccanismi dall’interno sa che non è possibile che una classe presentata con soli voti alti riceva soltanto voti bassi: o non erano realistici i primi o non lo sono i secondi; la casualità può far variare qualche valutazione, non quasi tutte. Se gli insegnanti che li hanno seguiti hanno dato ai ragazzi la sicurezza di essere preparati e quelli che li hanno valutati hanno rilevato il contrario, la responsabilità è della scuola che si è contraddetta palesemente. E sarebbe utile ascoltare quello che le ragazze hanno scritto e cioè che non è giusto che paghino soltanto loro a fronte di inadempienze di docenti che non si sono mai presentati in Dad, che facevano lezione soltanto leggendo il libro e che non rispettavano le date concordate per le verifiche. Non possiamo sempre e comunque accusare i giovani di immaturità e ridicolizzarli senza ascoltarli, come in realtà facciamo troppo spesso, dai ragazzi manganellati a quelli a cui è stato tolto il bonus psicologo.

E li giudichiamo proprio noi che abbiamo preparato loro un mondo senza futuro e senza valori; che accettiamo ogni schifezza per quieto vivere; che votiamo alle elezioni politiche senza prospettive perché ci interessa soltanto stare bene oggi; che non abbiamo mai il coraggio (tantomeno per la Maturità) di ribellarci e dire che il re è nudo.

di Cristina Agazzi

L'esame di Maturità non ha più senso

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2024-07-08 20:02:37

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2021-06-16 15:41:18

2021-06-16 13:41:18

Al via, oggi, la maturità 2021. L’esame di Stato è da troppi anni un esercizio di stile per maggioranze di governo, singoli ministri e volenterosi sperimentatori della formazione.

Il risultato è un patchwork indistinto.

Nella ‘maturità’ abbiamo provato a infilare qualsiasi cosa, nel tentativo di renderla genericamente adatta ai tempi, finendo per costruire una prova che non prova realmente le capacità degli studenti.

Sfidiamo chi non abbia interessi diretti, anno dopo anno, a ricordare meccanismi, prove e formule dell’esame. Quello che resta (dovrebbe restare?) il momento clou del percorso scolastico ha però un merito: fotografa con spietata onestà lo stato dell’arte della formazione in Italia. Una realtà magmatica, ricchissima di buone intenzioni e di splendide energie, indirizzate in modo confuso. A volte velleitario.

L’emergenza storica della pandemia ha lanciato online milioni di studenti e relativi professori, ma chiudendoli in una scatola, in cui nella stragrande maggioranza dei casi si sono replicate funzioni e metodologie della scuola in presenza. Certo, in qualche modo abbiamo salvato due anni scolastici, ma ci siamo fermati lì, a tratti persino compiaciuti della velocità con cui professori orgogliosamente analogici hanno preso confidenza con tablet, Zoom o Google Meet.

Le vere potenzialità della Didattica a Distanza sono rimaste completamente inespresse, proprio come lo erano prima del Covid.

Quanto al mondo del lavoro, chi esce oggi dalla scuola italiana semplicemente non ne sa nulla.

Con buona pace di quel simulacro di alternanza sopravvissuto alla furia di chi è pronto a trasformarsi in Hulk appena si osi accostare la scuola al mercato del lavoro.

di Fulvio Giuliani

Al via la solita, nuova Maturità

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2021-06-17 14:53:29

2021-06-17 12:53:29

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2023-06-27 07:55:22

2023-06-27 05:55:22

La schwa sbarca alla maturità: uno studente impegnato nella maturità, Gabriele Lodetti del liceo Plinio Seniore di Roma, ha scelto di usare la schwa nello scritto di italiano

Un intraprendente e intelligente studente impegnato nella maturità, Gabriele Lodetti del liceo Plinio Seniore di Roma, ha scelto di usare la schwa nello scritto di italiano - il tema, insomma - tradizionale prima prova dell’esame di Stato tenutosi la scorsa settimana.

“Un gesto di sfida”, come lo stesso ragazzo ha ammesso, non certo alla commissione d’esame della sua scuola, “bensì verso il sistema scolastico e la società tutta”. Ha scelto uno degli emblemi dell’inclusione, la schwa, il simbolo grafico caro a chi rifiuta la rigida identificazione nei due generi femminile o maschile, bandiera della comunità non-binary.

Il tema di Gabriele (traccia di attualità) è stato giudicato molto positivamente dagli esaminatori, con un punteggio di 17 su 20, che può essere paragonato più o meno a un 8. A nostro modesto avviso, la commissione ha fatto benissimo a non fermarsi alla scelta dichiaratamente “politica“ e provocatoria del ragazzo, che avrebbe potuto costare un voto basso o addirittura la prova stessa.

Va giudicato il componimento nel suo complesso (non l’abbiamo letto, non possiamo aggiungere una parola in più e ci fidiamo come ovvio del parere degli esaminatori) e le motivazioni addotte dallo studente per la sua scelta sono loro stesse in fin dei conti una prova della maturità del ragazzo.

Come altre volte, però, ci permettiamo di avanzare rispettosamente dei dubbi sull’uso di schwa e asterischi. Le grandi lotte e persino le rivoluzioni hanno bisogno anche dei simboli, ma continuiamo a registrare un’attenzione spasmodica su aspetti comunque superficiali, di costume e stile - come appunto la schwa o la declinazione al maschile o femminile delle professioni - mentre non riusciamo a scorgere la stessa passione e decisione quando si affronta la sostanza del problema. Ci accapigliamo su “assessora”, “architetta” e “ingegnera” e resta l’insostenibile divario generale fra uomini e donne nell’accesso al mondo del lavoro e in particolare a certi lavori e qualifiche e l’incredibile disparità economica che ancora oggi si registra in Italia.

Parliamo quando volete di asterischi, ma almeno altrettanto di questi che ci sembrano i temi cruciali.

Altra considerazione: brutalmente scritto, leggereste un libro infarcito di schwa e asterischi? Come reagirebbe il nostro cervello a una costruzione lessicale del genere? Il che - sia chiaro! - non ha nulla a che vedere con i personaggi non binari, che potranno essere sempre identificati nella narrazione in quanto tali con la schwa o altro come giusto e anche funzionale allo scritto.

Cancellare in toto e di colpo i generi, però, ci sembrerebbe un salto nel vuoto. Non per la grammatica, per la stessa società che si vorrebbe più evoluta.

 

di Fulvio Giuliani

La schwa sbarca alla maturità

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2023-06-27 07:55:22

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