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title: L’SMS è vivo, ma non lotta più con noi
description: Il blackout di WhatsApp, Instagram e Facebook ha portato un senso di spaesamento soprattutto per gli adulti, obbligati a riscoprire gli SMS.
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date: 2021-10-08
author: Marco Sallustro
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/lsms-e-vivo-ma-non-lotta-piu-con-noi/
categories: [Evidenza, Società]
tags: [Italia, social media]
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# L’SMS è vivo, ma non lotta più con noi

![L’SMS è vivo, ma non lotta più con noi](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/10/Sms.png)

Il messaggino che fu. Il clamoroso blackout di WhatsApp, Instagram e Facebook ha portato un senso di spaesamento soprattutto per gli adulti che sono stati obbligati a riscoprire gli SMS; i ragazzi, invece, hanno subito trovato la soluzione utilizzando, ad esempio, Telegram.

Si è molto ragionato sugli effetti collaterali del [clamoroso blackout planetario di WhatsApp, Instagram e Facebook](https://laragione.eu/life/tech/il-down-dei-social-di-zuck-manda-in-tilt-i-giovani/) di martedì pomeriggio (per noi, in Italia). In particolare, sul **senso di spaesamento** che ha colto decine di milioni di persone davanti all’**impossibilità di accedere all’App** che ha rivoluzionato l’idea stessa di comunicazione in tempo reale, riuscendo a diventare sinonimo di messaggistica a livello globale.

A ben vedere, **questo horror vacui** ha coinvolto in modo particolare **gli adulti**, ormai totalmente assuefatti all’uso di WhatsApp per la quasi totalità delle proprie comunicazioni professionali e personali. Quanto ai **ragazzi** – un po’ per flessibilità generazionale, un po’ per abitudini consolidate – non l’hanno fatta troppo lunga, adattandosi in un lampo **alla concorrente Telegram o alle chat interne dei social più popolari**. Hanno atteso senza drammi il riavvio di Whatsapp e Instagram e probabilmente non si sono neppure accordi del blocco di Facebook, per loro equivalente alle pitture rupestri dell’età della pietra.

Questa **capacità di adattamento** è interessante dal punto di vista strettamente generazionale, ma anche perché ci ricorda la **naturale e continua evoluzione del mondo digital**.

**WhatsApp** sembra esistere da sempre e un suo momentaneo blocco genera una specie di cataclisma mondiale, ma in realtà parliamo di una storia tutto sommato giovane. In origine fu l’apparizione dell’**SMS**, acronimo di **Short Message Service**, un’invenzione che fu accolta anche da non poco scetticismo fra i leader delle telecomunicazioni dell’epoca. Ci fu chi si spinse a chiedere sarcasticamente perché mai utilizzare il telefono per scrivere un messaggio.

Una cantonata degna di quella leggendaria, presa **dall’allora Ceo di Microsoft, Steve Ballmer, al lancio dell’iPhone**, da lui definito «senza speranza». Fra la **fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila l’esplosione degli SMS** fu pirotecnica, garantendo alle società di gestione di telefonia introiti stellari. Lo **Short Message** viaggiava (e viaggia) sulla **rete Gsm**, consentendo un’immediata monetizzazione.

Poco tempo dopo si scoprì e sfruttò l’uso delle reti di dati sulla portante del Gsm. Infrastrutture in cui lo scambio di messaggi è solo parte di un gigantesco flusso, non monetizzabile per ogni singolo invio. **Ecco la rivoluzione simboleggiata da WhatsApp**. L’**SMS** è finito in soffitta in un lampo e martedì gli adulti sono stati costretti a riscoprirlo, trattandolo con nostalgica deferenza, manco fosse il vecchio giradischi ritrovato in cantina.

Quanto alle **Generazioni Z e Alpha**, l’hanno totalmente ignorato, come **Facebook**. Per chi è nato fra il 1995 e il 2010 semplicemente non è mai esistito. La verità è che la ruota dell’era digitale gira a velocità pazzesca e non c’è abitudine, moda, strumento dei nostri giorni che possa durare troppo a lungo.

 

di *Marco Sallustro*
